ZERO IN CONDOTTA

zero in condotta Luigi De Mossi


SOFFRITTO DI INTERESSI

 

 

Matthew Renzi (dopo la vittoria del suo amico Trump si è anglicizzato) ha scritto agli italiani all’estero per il referendum costituzionale.

ci assale un dubbio: in quale veste?

di presidente del consiglio di segretario del PD o di concorrente alla ruota della fortuna?


 

11 thoughts

  1. A leggere la riforma è altro che un soffritto d’interessi, un minestrone con verdure andate a male.

  2. Caro Sig. A.B.
    non solo ho difeso l’assessore Chiantini ma l’ho fatto prosciogliere per non aver commesso il fatto in tre capi di imputazione su quattro e per l’ultimo ci sarà un processo e spero bene.
    La mia veste era quella di avvocato e la sua?
    Nessun cliente mi ha mai chiesto come la pensassi politicamente ma solo se lo accettassi come tale.
    Capisco che nella sua logica si scelga l’avvocato (ed il cliente) in base ad una presunta appartenenza politica ma nel mondo reale le persone evidentemente scelgono in base ad altri criteri.
    Nella vita – quella vera – prevalgono valutazioni che esulano il tifo da stadio, il frontismo è finito agli albori degli 60 e di “carristi” in giro ne rimangono pochini ….
    La potrei stupire del numero di persone del PD e della cosiddetta sinistra che si servono del mio studio. Lei forse non sa o dimentica la vicenda giudiziaria che sfociò nel commissariamento del Comune di Monticiano iniziata da alcuni esponenti di Rifondazione Comunista i quali “osarono” rivolgersi al mio studio per l’assistenza legale.
    Però d’ora in avanti per difendere professionalmente qualcuno chiederò il permesso preventivo a lei oppure al PD – per non turbare nessuno.
    Lei mi fa venire in mente che ad un notissimo professore universitario di medicina candidato nel PD alle ultime comunali qualcuno contestò di aver curato Totò Riina.
    La cosa mi parve esilarante.
    Confondere il piano professionale con le idee politiche dimostra una volta di più il livello della classe politica locale e dei suoi supporters.
    Luigi De Mossi

    1. Quindi anche io merito zero in condotta?
      La risposta piccata la accetto dall’avvocato difensore, un pó meno dal salace commentatore (le battutacce a volte si danno e a volte si prendono). Non la accetterei invece da un eventuale candidato sindaco prossimo venturo. Tra l’altro, se si dimostrasse meno permaloso , potrei anche votarla.

  3. Il ragionamento del sig. A.B. mi ricorda una storia che mi raccontava spesso il mio professore di Ingegneria.Mai criticare la casta dei professori,loro vivono la docenza universitaria col “uno per tutti,tutti per uno”, quando si trattava di difendere la casta dalle critiche sui nepotismo o sugli avanzamenti di carriera con le coperture politiche.Un vizio diffuso nella classe politica senese e che ritorna sempre a galla quando persone o professionisti non conformi al pensiero unico esprimono un punto di vista.A maggior ragione quando si tratta di professionisti,come l’avvocato De Mossi,che non sovrappongono mai il profilo professionale con quello politico,non a caso a livello professionale il De Mossi viene consultato per l’attività forense anche da chi si trova su posizioni politiche diametralmente opposte.Sig. A.B. forse le sfugge questo particolare non secondario:un professionista libero dai condizionamenti politici,non solo è un professionista affidabile ma oltremodo credibile quando si occupata delle vicende pubbliche .La separazione tra professione e claque politica ha lo stesso peso della separazione tra intelligenza e analfabetismo funzionale.Viva iddio se ogni tanto,come nel caso del De Mossi,ci sono avvocati che ti difendono con il codice penale in mano e non con il manuale del perfetto soldatino del partito.Lei mi potrebbe rispondere che il mio è un punto di vista,e io anticipo la sua risposta ricordandole che la vista va saputa sfruttare per non sbagliare il punto di partenza e quello di arrivo.Punto,e basta col navigare a “svista”

      1. Anche il dentista ha un suo dentista ,e l’alba arriva dopo il tramonto.Senza dilungarci troppo.

        1. Non è proprio la stessa cosa peró suvvia l’accetto. Vabbè, la prossima volta che qualcuno farà lo spiritosone sulle altrui vesti dimenticandosi delle proprie, tratterró il ditino e non digiterò i miei cattivi pensieri, altrimenti mi ritrovo subito tacciato di piddismo aggravato. A proposito, voi che siete avvocati sapete dirmi se la “lesa maestà” è un reato penalmente perseguibile? Spero di no, ma se dovessi ritrovarmi una denuncia sul groppone saprei a chi rivolgermi.

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