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ECCO IL NUOVO GROVIGLIO SENESE E I MOTIVI DELL’ASSALTO ALLA FONDAZIONE MPS-PARTE 4

groviglio-armonioso

Cos’è il groviglio? Il groviglio non è un singolo partito o più partiti, il groviglio è una visione viziata e nefasta della vita pubblica e una modalità per gestire le relazioni istituzionali, includendo i molteplici settori del territorio: dalla Banca al sindacato fino allo sport. Il groviglio storico era ed è questo, e il nuovo groviglio riparte da queste modalità.
C’eravamo lasciati con le puntate precedenti, leggi qui: prima parte, seconda parte, terza parte.

Ribadiamo il giudizio precendente sul documento di Siena Attiva firmato anche da alcuni consiglieri di opposizione: quel documento non andava firmato e quel documento rappresenta chiaramente la tipica modalità del groviglio. Al coro di quell’aggrovigliamento consiliare, si aggiunge anche il documento firmato dalle sigle sindacali contro Clarich. Come mai gli stessi sindacati che oggi chiedono la testa di Clarich non hanno mai chiesto le dimissioni di Mussari, Antonio Vigni e Mancini? Anzi, in quegli anni i vertici del sindacato (da non confonderli con i semplici iscritti ) facevano quadrato insieme al partito per difendere i vertici di Banca e Fondazione e non solo, alcuni esponenti del sindacato venivano nominati nelle partecipate di Banca MPS. Uno su tutti l’ex segretario provinciale della CGIL di Siena, Claudio Vigni, nominato nel cda di Mps Capital Service. Per non parlare di altri sindacalisti nominati nella Deputazione Generale della Fondazione guidata da Mancini. Allora era un coro blindato a difesa dei Mussari, Vigni e Mancini, per dare supporto al partito che difendeva i vertici. Oggi dal partito (PD) e dall’associazione del vicesindaco Mancuso (da sempre vicino alla CGIL e allora legato alla componente politica dentro il partito vicina alla Fisac Cgil, per intendersi vicini all’ex membro del cda Fabio Borghi),  è partita la sfiducia a Clarich e i sindacati (che strano), scendono in pista contro Clarich. Leggi qui.
Siamo curiosi di sapere quale mandato avrebbe disatteso il Clarich e come mai i sindacati intervengono per chiedere al sindaco di intervenire su un ente di diritto privato, per sostituirne il presidente. SENTIAMO, quale sarebbe il mandato che aveva Clarich che i sindacati conoscono ?
Gli stessi sindacati, quando Mussari portò a compimento l’operazione Antonveneta, scrissero queste cose (leggete attentamente): “Esprimiamo grande soddisfazione per un’operazione che si inquadra perfettamente all’interno delle strategie previste nel Piano Industriale di Gruppo 2006-2009, volte a privilegiare il ruolo aggregante dello stesso ed il mantenimento dell’indipendenza strategica”. Questo il commento, affidato ad una nota, delle segreterie Fabi-Fiba-Fisac-Uilca. “Tale operazione – prosegue la nota – consente di concretizzare in maniera effettiva la costituzione di un terzo polo bancario all’interno del panorama domestico, mettendo al riparo la Banca da speculazioni mediatiche e finanziarie. I lavoratori della Banca e del Gruppo hanno ampiamente contribuito alla realizzazione di questo basilare obiettivo, affrontando con responsabilità i processi di ristrutturazione derivanti dall’applicazione del Piano Industriale”. “Il positivo esito dell’operazione – conclude la nota – conferma la validità del sistema di relazioni sindacali attuato all’interno del nostro aggregato creditizio e la lungimiranza dimostrata dai dipendenti e dal Sindacato nella conduzione di un metodo di lavoro improntato alla concertazione e all’unità di intenti. Nel momento in cui verranno resi noti i dettagli dell’operazione, provvederemo a informarvi tempestivamente, valutando al contempo gli eventuali impatti che ne dovessero derivare”.

aggrovigliati alla festa pd

Cari signori al vertice dei sindacati, invece di fare da sponda alle correnti politiche contro Clarich, riflettete sul sostegno che avete dato ai vertici della Banca sull’operazione Antonveneta. Riflettete su questo e non sul mandato di Clarich. Ma che VERGOGNA!!!!!
Per non dimenticare la difesa a oltranza di Antonio Vigni, fino ad esprimere dispiacere per la sua uscita di scena dalla Banca. VERGOGNA!!! Del resto, appena uscito dalla Banca, l’ex sindaco Ceccuzzi (PD) e l’ex presidente della provincia Bezzini (PD) volevano far diventare Antonio Vigni, consulente strategico della Fondazione MPS. Non erano bastate le strategie durante il suo ruolo in Banca?

Questo sta succedendo a Siena: il ritorno di fiamma di coloro che hanno assecondato i disastri di Banca e Fondazione. E oggi, esprimono contrarietà su Clarich? Ci dovevate pensare allora, e fermare Mussari e Mancini.

ceccuzzi avanti sienamonacione

Lo schema è sempre lo stesso, quello che dal 2006 al 2012 ha portato la Banca al disastro e quello che dal 2001 al 2012 ha portato la Fondazione verso il quasi annullamento patrimoniale: correnti politiche, giornalisti locali, pezzi di sindacato e gruppetti di pressione locale, ritornano per riportare la modalità groviglio nella Fondazione, o meglio, per completare quello che hanno avviato con le nomine di Fabbrini, Frigerio e Barni.
E chi è colui che media fra le varie correnti e ha lanciato l’assalto a Clarich? Il sig. Fulvio Mancuso, personaggio politico ben descritto nelle puntate precedenti. Passato dalle nomine del passato, insieme alla moglie, per ricoprire oggi il ruolo di vicesindaco di Siena.
Tutta questa manovra rientra in un disegno politico più ampio. Un disegno che vede il ritorno di Alberto Monaci, nel ruolo di grande vecchio, in un rinnovato rapporto di “pace” con Ceccuzzi e il Mancuso, che media fra i due personaggi. Nel contempo il Mancuso, aiutato da qualche giornalista locale, tenta di rifarsi una verginità politica e lavora ai fianchi alcuni gruppi di opposizione, per neutralizzare candidature fuori dal groviglio alle prossime elezioni e costruirsi un potere di mediazione con Monaci e Ceccuzzi. Ecco perchè ha chiesto le firme per il documento di Siena Attiva, sapendo di poter contare su Pinassi e Semplici dentro i 5 Stelle, e quindi isolare il gruppo grillino vicino al Furiozzi.  Ovviamente poteva contare  sul Tucci e Pasquale D’Onofrio e dentro questa operazione ha portato i consiglieri di Nero su Bianco, con lo scopo di portare via  nel futuro,  i consensi alla lista di opposizione. Stavolta, quelli veramente scaltri, sono stati quei consiglieri di opposizione che non hanno firmato il documento. Praticamente usano Clarich come capro espiatorio da una parte e dall’altra, puntando a un presidente prima delle prossime elezioni per siglare la nuova “pace” tra Monaci e Ceccuzzi, con il Mancuso che continuerebbe a galleggiare, e lo storico gruppo politico vicino alla Fisac Cgil, che ritornerebbe in grande spolvero.

A questo punto i consiglieri di opposizione, non per difendere Clarich, ma per bloccare questa operazione di groviglio sulle spalle della gente e delle istituzioni cittadine, dovrebbe presentare una mozione di sfiducia nei confronti del vicesindaco Mancuso e in consiglio comunale dovrebbero portare queste domande. Una per il sindaco (PD) Valentini Bruno e le altre per il Mancuso.

Domande per il sindaco:

  • Caro sig. sindaco, ci potrebbe fornire la corrispondenza con i vertici della Fondazione (gestione Mansi e Clarich) in merito alla questione delle erogazioni e sulla gestione del patrimonio della Fondazione?

Domande per il Mancuso:

  • Caro vicesindaco, è vero che tra la prima e l’ultima votazione per eleggere il presidente Clarich, lei ha avuto un incontro con l’altra candidata, la professoressa Bettina Campedelli, per chiederle di rinunciare alla corsa alla presidenza o comunque trovare una soluzione per favorire l’elezione di Clarich? A che titolo ha incontrato la Campedelli?
  • Sig. Mancuso, lei fa parte dello studio legale associato Mancuso-Picchianti-Rosignoli, e considerato che lei è vicesindaco di Siena e il suo studio opera anche nella città di Siena,vorremmo sapere se lo studio in cui è uno degli associati, dal momento in cui è stato nominato assessore, ha ricevuto incarichi o rapporti di consulenza con società partecipate dal Comune di Siena o con associazioni di categorie che hanno rapporti con il Comune di Siena. Cosi, per fugare qualsiasi dubbio. E visto che ci siete, chiedete di rendere pubblico, il verbale dell’audizione nella commissione comunale dell’ex presidente Antonella Mansi, soprattutto quando illustra la situazione di Siena Biotech.

Per chiudere il cerchio, l’attuale segretario del PD di Siena, faceva parte di una delle deputazioni generali della Fondazione MPS.

E po ci tocca sentire da alcuni commentatori che la colpa dei disastri è dei tecnocrati. E della sfortuna.

ECCO IL NUOVO GROVIGLIO SENESE E I MOTIVI DELL’ASSALTO ALLA FONDAZIONE MPS. PARTE 2

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Vi ricordate all’indomani lo scoppio dello scandalo giudiziario e la conferma che la gestione trasversale del groviglio armonioso, con in testa il PD ed i suoi nominati, aveva spaianato il patrimonio della Banca, della Fondazione, della Mens Sana, dell’Enoteca, di Siena Biotech, etc etc? Cosa avevano promesso tutte le forze politiche e gli amministratori? Non ci sarà mai più l’ingerenza della politica sulla Banca e sulla Fondazione! Tutto questo ve lo dicevano nel 2013, oggi siamo nel 2016 e siamo ancora fermi a quel vizio nefasto del groviglio armonioso. Una premessa, prima di entrare nel merito. Non è assolutamente vero che tutti quelli del PD sono responsabili, così come quelli di altre forze politiche. E’ vero che la responsabilità politica è del PD e di quelle forze politiche di opposizione che gli hanno sempre fatto da stampella (verdiniani in testa, così come alcuni soggetti di altri gruppi di opposizione). Certe cose  non si possono cancellare, e chi ha avuto ruoli diretti e determinanti, dovrebbe avere il buon gusto di fare mille passi indietro e smetterla di pontificare come novelli eroi del bene comune. Siamo convinti che se stavolta non vi liberate degli aggrovigliati, presenti in tutte le componenti politiche della città e non la smettete con la linea della restaurazione, Siena sarà ben lontana dal potersi riprendere da tutti i disastri perpetrati dal groviglio armonioso.

minucci bisi
Procediamo con ordine. Il 24 novembre c’è stata l’assemblea degli azionisti di Banca MPS. Il 23 novembre, per non smentirsi, due rappresentanti di forze politiche diverse, hanno avuto l’intuizione di sindacare sulla nomina del nuovo membro del cda della Banca proposto dalla Fondazione MPS. Ma la politica non doveva smetterla di occuparsi delle nomine della Banca? Evidentemente, per il sindaco del PD Valentini Bruno e per l’esponente dei 5 Stelle di Siena, Romolo Semplici, la politica doveva metterci l’ultima parola. Ovviamente la Fondazione e la Banca, nel pieno rispetto delle leggi alle quali sono soggette, in quanto enti di diritto privato e società per azioni, hanno proceduto in piena autonomia. Il primo a non gradire la proposta della Fondazione è stato il sindaco Valentini. Cosa non le tornava caro sindaco e in base a cosa lei è intervenuto? La sera del 23, dal fronte dei 5 Stelle, si esprime malumore sulla nomina di Egidi, da parte del grillino Romolo Semplici. Del resto, lo stesso Romolo Semplici, ha ricevuto la “patente” (leggi qui) di vero oppositore addirittura da Bisi Stefano (leggi qui). E se lo dice il Bisi, concordiamo in pieno.
Nel post precedente (leggi qui), abbiamo riportato le dichiarazioni rese durante l’interrogatorio da Gabriello Mancini e le stesse sono utili per rapportarle alla narrazione odierna. Facciamo un passo indietro, quando fu eletto Clarich alla presidenza della Fondazione MPS. A proporre il nome di Clarich, furono Valentini Bruno e Fulvio Mancuso (lui è sempre presente) e nei giorni che videro contrapposti il Clarich con l’altra candidata Bettina Campedelli, il vicesindaco Mancuso, era iper impegnato per far passare nella deputazione generale il nome di Clarich. In quei giorni lo stesso Mancuso, incontrò alcuni deputati, per convincerli a votare Clarich. Appena nominata la nuova Deputazione Amministratrice, l’associazione del vicesindaco Mancuso, Siena Cambia (oggi Siena Attiva), fece un comunicato politico per congratularsi della nomina in questa deputazione di un membro dell’associazione, Frigerio. La famosa autonomia tra politica e Fondazione, non c’è che dire. Il PD e Siena Cambia, come ai tempi del Mancini avevano nuovamente messo le mani sulla Fondazione, purtroppo per loro, il Clarich capita l’antifona, ha scelto la strada prevista e imposta dalla legge e ha rivendicato l’autonomia dell’ente. Apriti cielo! Valentini e il Mancuso e tutto il groviglio armonioso sono saliti sul piedistallo e hanno attacco Clarich. Colpevole di cosa? Di non dar retta alla politica sulle nomine e di non aprire il rubinetto (come ai vecchi tempi) delle erogazioni a pioggia. Questo è l’oggetto del contendere, altro che etica, antipatia o simpatia di Clarich. E qui urge fare alcune domande:

  1.  Quante volte, sia con la Mansi che con il Clarich, il sindaco Valentini ha avanzato richieste di erogazioni da parte della Fondazione e per cosa?
  2. Frigerio, membro della deputazione della Fondazione è sempre iscritto a Siena Attiva e se si, considerata l’autonomia dell’ente, condivide o ha preso formalmente le distanze dal documento contro i vertici della Fondazione firmato da Siena Attiva e da altri consiglieri d’opposizione?

Rifacciamo un passo indietro. I 5 Stelle di Siena, con in testa il sig. Semplici, vorrebbero dare lezioni di opposizione a tutti e rivendicano “verità e responsabilità”. Stranamente i grillini, pur avendo avuto a disposizione la commissione d’inchiesta regionale su MPS, guidata da un consigliere dei 5 Stelle,  non hanno mai voluto convocare tutti i deputati generali della Fondazione guidata da Mancini, e in quelle deputazioni c’erano sia la moglie del vicesindaco Mancuso, sia l’altro assessore della giunta Valentini, Paolo Mazzini. Stranamente i grillini, i deputati della Fondazione non li hanno voluti convocare, però si sono precipitati a firmare il documento di Siena Attiva e  non hanno mai contestato al vicesindaco Mancuso il suo ruolo nel sistema Siena, passato e presente. E poi ti ritrovi i 5 Stelle che continuano con la proposta di chiedere al consiglio comunale una mozione per liquidare la Fondazione MPS, quando la decisione spetta in via esclusiva al MEF e quando sarebbe semplice e costruttivo pretendere il rispetto del protocollo ACRI-MEF, permettendo alla Fondazione, di operare sul territorio come tutte le altre fondazioni bancarie italiane. A Siena, sia il PD che i 5 Stelle, preferiscono buttarla in caciara  sui nomi dei vertici, con la sola funzione di impostare la campagna elettorale. Mentre la città necessità di proposte concrete e di una rottura con il groviglio. Il PD, Siena Attiva, con la stampella dei 5 Stelle, preferiscono continuare con i soliti schemi.

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Più che altro, invece di firmare quel fumoso documento di Siena Attiva, ci riferiamo a tutti i consiglieri di opposizione che hanno messo la firma (leggi qui),  perché  non ponete all’attenzione del consiglio comunale, con richiesta di notizie, su quanto pubblicato da Raffaele Ascheri in arte L’Eretico di Siena su Morello (leggi qui)?

Per chiudere una chicca sul prode Valentini Bruno. Vi ricordate la famosa polemica, sempre con Mancuso in testa e il Valentini sulle barricate, sul decreto Madia in merito alla Fises, con il renziano Valentini che chiedeva una deroga alla Madia? Ebbene, la Consulta ha bocciato la legge Madia e subito dopo il Valentini, accodandosi al coro dei renziani, ha manifestato tutta la sua contrarietà nei confronti della decisione della Consulta. Un sindaco che va in deroga rispetto alle posizione del giorno precedente. Questa è Siena.

LA FISES E LE CONSULENZE LEGALI. MA LA CARTA DI AVVISO PUBBLICO A CHE SERVE?

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Sulla Fises abbiamo sollevato alcuni temi e fatto alcune domande, ovviamente il tutto rimasto senza risposta, anzi come succede spesso in questa città si tende a girarsi dall’altra parte facendo spallucce, sperando nella difesa d’ufficio dei soliti aggrovigliati mediatici. Proseguendo dunque la nostra ricerca sul favoloso mondo di questa Finanziaria di Sviluppo Senese, in attesa di capire la reale situazione dei crediti deteriorati, ci siamo imbattuti su altro aspetto tipico del groviglio: il conflitto d’interessi. In un recente articolo (leggi qui), avevamo posto l’accento su quanto fosse strumentale questa guerra a Clarich sfruttando l’argomento Fises e l’applicazione del decreto Madia, soprattutto da una certa parte politica tutta riconducibile a Siena Attiva ed al suo fondatore Fulvio Mancuso. Le ultimissime notizie allargano anche ad altri motivi, questa mossa contro Clarich, riconducibili essenzialmente ad impedire a Clarich di fare il nome di Falciai come nuovo presidente di Banca Mps.  Il Fulvio Mancuso, vice sindaco di Siena e assessore alle partecipate (tra cui Fises) ha solo un piccolissimo (per usare un eufemismo) conflitto d’interesse sull’argomento: sua moglie, l’avvocatessa Paola Rosignoli, è consulente legale della Finanziaria Senese di Sviluppo, la Fises appunto.

Quindi ricapitolando. Nella Fises siede come vice presidente Alessandro Fabbrini, che allo stesso tempo è deputato amministratore della Fondazione Mps (socia in Fises), il Fabbrini è anche direttore alle Terme Antica Querciolaia, dove il vice Mancuso dal 2012 “è nominato Coordinatore del comitato di controllo ex D:lg. 231/2001 della Terme Antica Querciolaia S.P.A, per la vigilanza e la prevenzione dei reati in relazione alla commissione dei quali è prevista la responsabilità amministrativa dell’Ente”, lo stesso Mancuso che si straccia le vesti in consiglio comunale per l’assetto e il futuro della Fises, è socio nello studio legale con la moglie, la quale, lo ricordiamo è consulente legale della Fises, società partecipata dal Comune di Siena.

In un paese civile e progredito certe cose non sarebbero ammesse, in una città che vorrebbe ambire allo status di intelligente ancor meno, ma a Siena funziona così e allora tutti zitti e allineati. A noi ci scappa solo da ridere, visto che non pensiamo fossero cose così nascoste, ma evidentemente dei conflitti d’interesse e di una certa forma istituzionale a Siena se ne fregano in tanti, quindi meglio metterla su altri piani e sorbirsi il Mancuso sui giornali e in tv che ci spiega quello che dovrebbe fare Clarich, oppure come si diventa progrediti e civili. Noi pensiamo più semplicemente che Mancuso dovrebbe dimettersi subito, forse sarebbe l’unico segnale per non passare da “bischeri” ancora una volta, come ricordò a suo tempo l’urbanista e sindaco di Siena Valentini Bruno.

 

SCUSATE UNA DOMANDA: MA ALESSANDRO FABBRINI, IL PLURINOMINATO, SI E’ DIMESSO DA QUALCHE INCARICO?

fabbrini bezzini

Ci risiamo: tanto per cambiare, gli uomini del cerchio magico (ora va tanto di moda a Siena) “piddino” dichiarano a spron battuto una cosa e poi niente, nessuna azione segue alle loro intenzioni, che di fatto rimangono tali. Potremmo fare tantissimi esempi, ma per non tediare i lettori, torneremo sugli argomenti via via trattati su questo blog. Alessandro Fabbrini, l’uomo di punta di una certa corrente piddina, al centro del triangolo magico insieme alla segretaria Micheli e al vice sindaco Mancuso, dopo aver dichiarato in virtù della sua ultima nomina a presidente di Sienambiente,  che avrebbe abbandonato uno degli altri incarichi che ricopre (deputato amministratore della Fondazione Mps,  presidente di Apea, direttore delle Terme Antica Querciolaia e Petriolo, vice presidente di Fises), non ha ancora lasciato un bel niente e sta lì tranquillo a ricoprire tutte le poltrone dove è stato nominato. Ottimo, niente di nuovo, anzi ci saremmo meravigliati del contrario, ma la cosa che ancora non torna è dove sono tutti quelli che anche all’interno  del Pd dicono di opporsi a queste situazioni e poi si defilano in attesa dei soliti eventi. Anche qui la domanda è: un deputato della Fondazione Mps è corretto che ricopra tutti questi incarichi? Secondo noi no, visto che avvengono per nomina politica e visto che con questi metodi si innescano inevitabilmente delle incompatibilità, soprattutto se si è membri di una Fondazione bancaria che ha rapporti diretti e indiretti con queste parti di territorio. Vogliamo parlare di tuti i finanziamenti erogati dalla Fondazione alle Terme dove il Fabbrini è direttore e la Micheli, segretario del Pd, è presidente? Giusto per fare un esempio. Uno dei tanti possibili. Ma a Siena cosa pensate di cambiare andando avanti in questa maniera? Ma di cosa stiamo parlando? Per piacere, ci rivolgiamo ai soliti indignati e oppositori “del giorno dopo”, almeno state zitti e non cercate di impadronirvi di lotte e di posizioni che non vi competono. Siete opposizione sistemica, niente più, niente di nuovo.

IL VETO DEL PD SULL’AUDIZIONE DELLA DOTTORESSA BUSCALFERRI E IL SUPER TESTIMONE SCARAMELLI

 

giannarelli Il cerchio piano piano, si sta chiudendo ed emergono, in tutta la loro evidenza, fatti gravissimi riguardo la gestione del Pd senese e regionale dell’affaire Mps. Apprendiamo direttamente dalla Dott.ssa Buscalferri, che la stessa non è stata ascoltata dalla commissione regionale d’inchiesta su Mps, per via di un veto posto dai membri del Partito Democratico. Questo il testo originale del commento pervenutoci:

All’inizio dell’insediamento della citata Commissione, fui preallertata per una convocazione
La notizia mi fu confermata da Tommaso Fattori consigliere di opposizione a cui avevo fatto pervenire alcuni articoli da me scritti : fu lui medesimo a dirmi che c’era stato il veto di tutto il
PD sulla deposizione della mia persona. Correva il mese di Novembre 2015, da allora nessuno mi ha più nè contattato nè cercato.
Antonella Eleonora Buscalferri

Tre aspetti sono gravissimi rispetto a questa vicenda. Il primo riguarda la valenza di una commissione d’inchiesta, se questa agisce in condizione di libertà condizionata, per causa dei veti di una parte politica. Il secondo aspetto, altrettanto grave, è quello riguardante il presidente della commissione Giacomo Giannarelli, che difronte ad un atto del genere, non denuncia la cosa e non rende pubblici questi atteggiamenti gravemente condizionanti, non ne era a conoscenza? A questo punto (giusto per farsi due risate) sarebbe quasi il caso, di istituire una commissione d’inchiesta sulla commissione d’inchiesta. Tutta roba da film, il maestro Monicelli l’avrebbe saputa inquadrare in maniera magistrale. Il veto nei confronti della dott.ssa Buscalferri nasconde ciò che noi andiamo denunciando da tempo, essendo lei stata membro di quella Deputazione Generale della Fondazione Mps, presieduta da Mancini, la quale decise in un modo tutto da approfondire, vista la palese violazione dell’allora statuto della Fondazione, quell’operazione “Fresh” (per finanziare l’acquisto di Antoveneta), nell’occhio del ciclone anche dell’inchiesta di Milano. Della stessa deputazione facevano parte anche l’attuale assessore Paolo Mazzini e l’ex assessore della giunta Ceccuzzi, Paola Rosignoli, moglie del vice sindaco Mancuso. Perché fu deciso di convocare la Buscalferri e non anche gli altri membri della deputazione,  come Mazzini e Rosignoli, nominati in quota del Pd senese? E il veto sulla Buscalferri, è stato messo perché sarebbe stata troppo palese questa differenza di trattamento? E’ chiaro a tutti il goffo tentativo del Pd di togliersi da qualsiasi imbarazzo.

scara ceccuzzi e c. Ed ora veniamo al super testimone Stefano Scaramelli da Chiusi, il quale ai microfoni di Antenna Radio Esse (ascolta qui) ci racconta che ad una riunione del Partito Democratico del 2011, presenti tutti gli organi del partito e il presidente della Fondazione Mps Gabriello Mancini, decisero (lui dice di essere stato contrario), sull’aumento di capitale della Banca Mps. Ma si è capita o no, la portata di una dichiarazione del genere? Praticamente il partito riunito decide sull’aumento di capitale di una Banca quotata in borsa? Con quale titoli il sig. Scaramelli e c. avrebbero deciso questa cosa? Noi fossimo la Consob, apriremmo un’inchiesta in un nano secondo su quanto detto dallo Scaramelli, ed insieme alla Consob vedremmo bene anche una bella indagine, finalmente chiarificatrice, della magistratura. Se vogliamo continuare a giocare a chiuccheri, basta dirlo, ma almeno non ci prendiamo per i fondelli, di queste cose nella relazione “prima” della commissione d’inchiesta su Mps, non vi è nemmeno l’ombra. Allora ci vogliamo svegliare, oppure si preferisce fare come sempre finta di niente? Stefano Scaramelli, perché non ti sei presentato spontaneamente alla commissione per raccontare un fatto del genere? Anzi, più che in commissione, era meglio presentarsi direttamente difronte alla magistratura.