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ECCO IL NUOVO GROVIGLIO SENESE E I MOTIVI DELL’ASSALTO ALLA FONDAZIONE MPS-PARTE 4

groviglio-armonioso

Cos’è il groviglio? Il groviglio non è un singolo partito o più partiti, il groviglio è una visione viziata e nefasta della vita pubblica e una modalità per gestire le relazioni istituzionali, includendo i molteplici settori del territorio: dalla Banca al sindacato fino allo sport. Il groviglio storico era ed è questo, e il nuovo groviglio riparte da queste modalità.
C’eravamo lasciati con le puntate precedenti, leggi qui: prima parte, seconda parte, terza parte.

Ribadiamo il giudizio precendente sul documento di Siena Attiva firmato anche da alcuni consiglieri di opposizione: quel documento non andava firmato e quel documento rappresenta chiaramente la tipica modalità del groviglio. Al coro di quell’aggrovigliamento consiliare, si aggiunge anche il documento firmato dalle sigle sindacali contro Clarich. Come mai gli stessi sindacati che oggi chiedono la testa di Clarich non hanno mai chiesto le dimissioni di Mussari, Antonio Vigni e Mancini? Anzi, in quegli anni i vertici del sindacato (da non confonderli con i semplici iscritti ) facevano quadrato insieme al partito per difendere i vertici di Banca e Fondazione e non solo, alcuni esponenti del sindacato venivano nominati nelle partecipate di Banca MPS. Uno su tutti l’ex segretario provinciale della CGIL di Siena, Claudio Vigni, nominato nel cda di Mps Capital Service. Per non parlare di altri sindacalisti nominati nella Deputazione Generale della Fondazione guidata da Mancini. Allora era un coro blindato a difesa dei Mussari, Vigni e Mancini, per dare supporto al partito che difendeva i vertici. Oggi dal partito (PD) e dall’associazione del vicesindaco Mancuso (da sempre vicino alla CGIL e allora legato alla componente politica dentro il partito vicina alla Fisac Cgil, per intendersi vicini all’ex membro del cda Fabio Borghi),  è partita la sfiducia a Clarich e i sindacati (che strano), scendono in pista contro Clarich. Leggi qui.
Siamo curiosi di sapere quale mandato avrebbe disatteso il Clarich e come mai i sindacati intervengono per chiedere al sindaco di intervenire su un ente di diritto privato, per sostituirne il presidente. SENTIAMO, quale sarebbe il mandato che aveva Clarich che i sindacati conoscono ?
Gli stessi sindacati, quando Mussari portò a compimento l’operazione Antonveneta, scrissero queste cose (leggete attentamente): “Esprimiamo grande soddisfazione per un’operazione che si inquadra perfettamente all’interno delle strategie previste nel Piano Industriale di Gruppo 2006-2009, volte a privilegiare il ruolo aggregante dello stesso ed il mantenimento dell’indipendenza strategica”. Questo il commento, affidato ad una nota, delle segreterie Fabi-Fiba-Fisac-Uilca. “Tale operazione – prosegue la nota – consente di concretizzare in maniera effettiva la costituzione di un terzo polo bancario all’interno del panorama domestico, mettendo al riparo la Banca da speculazioni mediatiche e finanziarie. I lavoratori della Banca e del Gruppo hanno ampiamente contribuito alla realizzazione di questo basilare obiettivo, affrontando con responsabilità i processi di ristrutturazione derivanti dall’applicazione del Piano Industriale”. “Il positivo esito dell’operazione – conclude la nota – conferma la validità del sistema di relazioni sindacali attuato all’interno del nostro aggregato creditizio e la lungimiranza dimostrata dai dipendenti e dal Sindacato nella conduzione di un metodo di lavoro improntato alla concertazione e all’unità di intenti. Nel momento in cui verranno resi noti i dettagli dell’operazione, provvederemo a informarvi tempestivamente, valutando al contempo gli eventuali impatti che ne dovessero derivare”.

aggrovigliati alla festa pd

Cari signori al vertice dei sindacati, invece di fare da sponda alle correnti politiche contro Clarich, riflettete sul sostegno che avete dato ai vertici della Banca sull’operazione Antonveneta. Riflettete su questo e non sul mandato di Clarich. Ma che VERGOGNA!!!!!
Per non dimenticare la difesa a oltranza di Antonio Vigni, fino ad esprimere dispiacere per la sua uscita di scena dalla Banca. VERGOGNA!!! Del resto, appena uscito dalla Banca, l’ex sindaco Ceccuzzi (PD) e l’ex presidente della provincia Bezzini (PD) volevano far diventare Antonio Vigni, consulente strategico della Fondazione MPS. Non erano bastate le strategie durante il suo ruolo in Banca?

Questo sta succedendo a Siena: il ritorno di fiamma di coloro che hanno assecondato i disastri di Banca e Fondazione. E oggi, esprimono contrarietà su Clarich? Ci dovevate pensare allora, e fermare Mussari e Mancini.

ceccuzzi avanti sienamonacione

Lo schema è sempre lo stesso, quello che dal 2006 al 2012 ha portato la Banca al disastro e quello che dal 2001 al 2012 ha portato la Fondazione verso il quasi annullamento patrimoniale: correnti politiche, giornalisti locali, pezzi di sindacato e gruppetti di pressione locale, ritornano per riportare la modalità groviglio nella Fondazione, o meglio, per completare quello che hanno avviato con le nomine di Fabbrini, Frigerio e Barni.
E chi è colui che media fra le varie correnti e ha lanciato l’assalto a Clarich? Il sig. Fulvio Mancuso, personaggio politico ben descritto nelle puntate precedenti. Passato dalle nomine del passato, insieme alla moglie, per ricoprire oggi il ruolo di vicesindaco di Siena.
Tutta questa manovra rientra in un disegno politico più ampio. Un disegno che vede il ritorno di Alberto Monaci, nel ruolo di grande vecchio, in un rinnovato rapporto di “pace” con Ceccuzzi e il Mancuso, che media fra i due personaggi. Nel contempo il Mancuso, aiutato da qualche giornalista locale, tenta di rifarsi una verginità politica e lavora ai fianchi alcuni gruppi di opposizione, per neutralizzare candidature fuori dal groviglio alle prossime elezioni e costruirsi un potere di mediazione con Monaci e Ceccuzzi. Ecco perchè ha chiesto le firme per il documento di Siena Attiva, sapendo di poter contare su Pinassi e Semplici dentro i 5 Stelle, e quindi isolare il gruppo grillino vicino al Furiozzi.  Ovviamente poteva contare  sul Tucci e Pasquale D’Onofrio e dentro questa operazione ha portato i consiglieri di Nero su Bianco, con lo scopo di portare via  nel futuro,  i consensi alla lista di opposizione. Stavolta, quelli veramente scaltri, sono stati quei consiglieri di opposizione che non hanno firmato il documento. Praticamente usano Clarich come capro espiatorio da una parte e dall’altra, puntando a un presidente prima delle prossime elezioni per siglare la nuova “pace” tra Monaci e Ceccuzzi, con il Mancuso che continuerebbe a galleggiare, e lo storico gruppo politico vicino alla Fisac Cgil, che ritornerebbe in grande spolvero.

A questo punto i consiglieri di opposizione, non per difendere Clarich, ma per bloccare questa operazione di groviglio sulle spalle della gente e delle istituzioni cittadine, dovrebbe presentare una mozione di sfiducia nei confronti del vicesindaco Mancuso e in consiglio comunale dovrebbero portare queste domande. Una per il sindaco (PD) Valentini Bruno e le altre per il Mancuso.

Domande per il sindaco:

  • Caro sig. sindaco, ci potrebbe fornire la corrispondenza con i vertici della Fondazione (gestione Mansi e Clarich) in merito alla questione delle erogazioni e sulla gestione del patrimonio della Fondazione?

Domande per il Mancuso:

  • Caro vicesindaco, è vero che tra la prima e l’ultima votazione per eleggere il presidente Clarich, lei ha avuto un incontro con l’altra candidata, la professoressa Bettina Campedelli, per chiederle di rinunciare alla corsa alla presidenza o comunque trovare una soluzione per favorire l’elezione di Clarich? A che titolo ha incontrato la Campedelli?
  • Sig. Mancuso, lei fa parte dello studio legale associato Mancuso-Picchianti-Rosignoli, e considerato che lei è vicesindaco di Siena e il suo studio opera anche nella città di Siena,vorremmo sapere se lo studio in cui è uno degli associati, dal momento in cui è stato nominato assessore, ha ricevuto incarichi o rapporti di consulenza con società partecipate dal Comune di Siena o con associazioni di categorie che hanno rapporti con il Comune di Siena. Cosi, per fugare qualsiasi dubbio. E visto che ci siete, chiedete di rendere pubblico, il verbale dell’audizione nella commissione comunale dell’ex presidente Antonella Mansi, soprattutto quando illustra la situazione di Siena Biotech.

Per chiudere il cerchio, l’attuale segretario del PD di Siena, faceva parte di una delle deputazioni generali della Fondazione MPS.

E po ci tocca sentire da alcuni commentatori che la colpa dei disastri è dei tecnocrati. E della sfortuna.

ECCO IL NUOVO GROVIGLIO SENESE E I MOTIVI DELL’ASSALTO ALLA FONDAZIONE MPS. PARTE 2

fises-mancuso-mancini

Vi ricordate all’indomani lo scoppio dello scandalo giudiziario e la conferma che la gestione trasversale del groviglio armonioso, con in testa il PD ed i suoi nominati, aveva spaianato il patrimonio della Banca, della Fondazione, della Mens Sana, dell’Enoteca, di Siena Biotech, etc etc? Cosa avevano promesso tutte le forze politiche e gli amministratori? Non ci sarà mai più l’ingerenza della politica sulla Banca e sulla Fondazione! Tutto questo ve lo dicevano nel 2013, oggi siamo nel 2016 e siamo ancora fermi a quel vizio nefasto del groviglio armonioso. Una premessa, prima di entrare nel merito. Non è assolutamente vero che tutti quelli del PD sono responsabili, così come quelli di altre forze politiche. E’ vero che la responsabilità politica è del PD e di quelle forze politiche di opposizione che gli hanno sempre fatto da stampella (verdiniani in testa, così come alcuni soggetti di altri gruppi di opposizione). Certe cose  non si possono cancellare, e chi ha avuto ruoli diretti e determinanti, dovrebbe avere il buon gusto di fare mille passi indietro e smetterla di pontificare come novelli eroi del bene comune. Siamo convinti che se stavolta non vi liberate degli aggrovigliati, presenti in tutte le componenti politiche della città e non la smettete con la linea della restaurazione, Siena sarà ben lontana dal potersi riprendere da tutti i disastri perpetrati dal groviglio armonioso.

minucci bisi
Procediamo con ordine. Il 24 novembre c’è stata l’assemblea degli azionisti di Banca MPS. Il 23 novembre, per non smentirsi, due rappresentanti di forze politiche diverse, hanno avuto l’intuizione di sindacare sulla nomina del nuovo membro del cda della Banca proposto dalla Fondazione MPS. Ma la politica non doveva smetterla di occuparsi delle nomine della Banca? Evidentemente, per il sindaco del PD Valentini Bruno e per l’esponente dei 5 Stelle di Siena, Romolo Semplici, la politica doveva metterci l’ultima parola. Ovviamente la Fondazione e la Banca, nel pieno rispetto delle leggi alle quali sono soggette, in quanto enti di diritto privato e società per azioni, hanno proceduto in piena autonomia. Il primo a non gradire la proposta della Fondazione è stato il sindaco Valentini. Cosa non le tornava caro sindaco e in base a cosa lei è intervenuto? La sera del 23, dal fronte dei 5 Stelle, si esprime malumore sulla nomina di Egidi, da parte del grillino Romolo Semplici. Del resto, lo stesso Romolo Semplici, ha ricevuto la “patente” (leggi qui) di vero oppositore addirittura da Bisi Stefano (leggi qui). E se lo dice il Bisi, concordiamo in pieno.
Nel post precedente (leggi qui), abbiamo riportato le dichiarazioni rese durante l’interrogatorio da Gabriello Mancini e le stesse sono utili per rapportarle alla narrazione odierna. Facciamo un passo indietro, quando fu eletto Clarich alla presidenza della Fondazione MPS. A proporre il nome di Clarich, furono Valentini Bruno e Fulvio Mancuso (lui è sempre presente) e nei giorni che videro contrapposti il Clarich con l’altra candidata Bettina Campedelli, il vicesindaco Mancuso, era iper impegnato per far passare nella deputazione generale il nome di Clarich. In quei giorni lo stesso Mancuso, incontrò alcuni deputati, per convincerli a votare Clarich. Appena nominata la nuova Deputazione Amministratrice, l’associazione del vicesindaco Mancuso, Siena Cambia (oggi Siena Attiva), fece un comunicato politico per congratularsi della nomina in questa deputazione di un membro dell’associazione, Frigerio. La famosa autonomia tra politica e Fondazione, non c’è che dire. Il PD e Siena Cambia, come ai tempi del Mancini avevano nuovamente messo le mani sulla Fondazione, purtroppo per loro, il Clarich capita l’antifona, ha scelto la strada prevista e imposta dalla legge e ha rivendicato l’autonomia dell’ente. Apriti cielo! Valentini e il Mancuso e tutto il groviglio armonioso sono saliti sul piedistallo e hanno attacco Clarich. Colpevole di cosa? Di non dar retta alla politica sulle nomine e di non aprire il rubinetto (come ai vecchi tempi) delle erogazioni a pioggia. Questo è l’oggetto del contendere, altro che etica, antipatia o simpatia di Clarich. E qui urge fare alcune domande:

  1.  Quante volte, sia con la Mansi che con il Clarich, il sindaco Valentini ha avanzato richieste di erogazioni da parte della Fondazione e per cosa?
  2. Frigerio, membro della deputazione della Fondazione è sempre iscritto a Siena Attiva e se si, considerata l’autonomia dell’ente, condivide o ha preso formalmente le distanze dal documento contro i vertici della Fondazione firmato da Siena Attiva e da altri consiglieri d’opposizione?

Rifacciamo un passo indietro. I 5 Stelle di Siena, con in testa il sig. Semplici, vorrebbero dare lezioni di opposizione a tutti e rivendicano “verità e responsabilità”. Stranamente i grillini, pur avendo avuto a disposizione la commissione d’inchiesta regionale su MPS, guidata da un consigliere dei 5 Stelle,  non hanno mai voluto convocare tutti i deputati generali della Fondazione guidata da Mancini, e in quelle deputazioni c’erano sia la moglie del vicesindaco Mancuso, sia l’altro assessore della giunta Valentini, Paolo Mazzini. Stranamente i grillini, i deputati della Fondazione non li hanno voluti convocare, però si sono precipitati a firmare il documento di Siena Attiva e  non hanno mai contestato al vicesindaco Mancuso il suo ruolo nel sistema Siena, passato e presente. E poi ti ritrovi i 5 Stelle che continuano con la proposta di chiedere al consiglio comunale una mozione per liquidare la Fondazione MPS, quando la decisione spetta in via esclusiva al MEF e quando sarebbe semplice e costruttivo pretendere il rispetto del protocollo ACRI-MEF, permettendo alla Fondazione, di operare sul territorio come tutte le altre fondazioni bancarie italiane. A Siena, sia il PD che i 5 Stelle, preferiscono buttarla in caciara  sui nomi dei vertici, con la sola funzione di impostare la campagna elettorale. Mentre la città necessità di proposte concrete e di una rottura con il groviglio. Il PD, Siena Attiva, con la stampella dei 5 Stelle, preferiscono continuare con i soliti schemi.

morello-rosignoli-ceccuzzi
Più che altro, invece di firmare quel fumoso documento di Siena Attiva, ci riferiamo a tutti i consiglieri di opposizione che hanno messo la firma (leggi qui),  perché  non ponete all’attenzione del consiglio comunale, con richiesta di notizie, su quanto pubblicato da Raffaele Ascheri in arte L’Eretico di Siena su Morello (leggi qui)?

Per chiudere una chicca sul prode Valentini Bruno. Vi ricordate la famosa polemica, sempre con Mancuso in testa e il Valentini sulle barricate, sul decreto Madia in merito alla Fises, con il renziano Valentini che chiedeva una deroga alla Madia? Ebbene, la Consulta ha bocciato la legge Madia e subito dopo il Valentini, accodandosi al coro dei renziani, ha manifestato tutta la sua contrarietà nei confronti della decisione della Consulta. Un sindaco che va in deroga rispetto alle posizione del giorno precedente. Questa è Siena.

INTERVISTA AL SIG. HANZO: SI CHIUDE IL SECOLO “FINANZIARIO” BREVE

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Caro sig. Hanzo, domani ci sarà l’assemblea di Banca Monte dei Paschi, e a tal proposito ci interessa conoscere il suo punto di vista.

Domani si chiude, e non solo per MPS, il secolo “finanziario” breve: il regolatore delle dinamiche bancarie e finanziarie italiane non sarà più la politica, con domani la “questione banche” passa a pieno regime nel complesso meccanismo del mercato. In Italia la classe politica degli ultimi 20 anni ha fallito, su tutti i fronti, nel ruolo di soggetto impegnato direttamente nella gestione del sistema bancario. L’unico modello di banca che ha mantenuto indipendenza gestionale dalla politica e ha saputo coniugare le esigenze del mercato con la tenuta del rapporto con la clientela, è quello di Banca Intesa. Non per niente è la banca forte del sistema bancario italiano e posizionata a livelli importanti nel sistema europeo. Banca Mps e la Fondazione, nel recente passato, sono state spianate patrimonialmente e sul piano reputazionale, dalla politica, quella politica che con il PD senese non si arrende nemmeno davanti al proprio fallimento gestionale. Ingerenza politica che è durata, anche se in forma minore, fino alla gestione Profumo-Viola.Volenti o nolenti, da domani la mano passa al mercato e il conto dei danni portatelo alla politica. Il mercato sarà brutto, intricato e distante dal territorio, ma la politica non ha saputo e non ha voluto tutelare il patrimonio economico e le istituzioni economiche. Alla politica, quella dei governi, non rimane che rafforzare con una legislazione europea chiara il potere delle autorità di vigilanza. A quella locale non rimane che nascondersi sotto una subordinata della coscienza.

hanzo con spada

Quindi domani si chiude il percorso a ostacoli per MPS?

Personalmente ritengo che la soluzione per mettere in sicurezza e rendere “normale” la Banca andrà in porto, anche perché  non penso che Mario Draghi sia intenzionato a concludere il suo mandato alla BCE lasciando in sospeso la soluzione del riassetto bancario italiano. Poi è chiaro, la Banca è una spa e decidono i soci in assemblea. Quello che ho trovato ingiustificabile è il caos, in parte creato ad arte, degli ultimi due mesi: tra chi voleva accreditarsi un ruolo salvifico e chi ha spinto al massimo per augurarsi un fallimento. Un grosso errore aver trascinato la vicenda recente di MPS nello scontro politico, perché  la politica non ha capito quello che stava succedendo e non lo sta capendo nemmeno ora. Quello che viene fatto ora, dovevano farlo il giorno dopo l’uscita di scena di Mussari e invece hanno preferito la continuità politica con Profumo. E “l’incursione” di Passera e la difesa d’ufficio mediatica di Viola, hanno creato ulteriore caos e non hanno permesso una discussione pubblica meritevole di attenzione costruttiva.

Un ultima domanda. In futuro la politica e le amministrazioni locali come dovrebbero rapportarsi con la Banca?

Considerandola una banca e non il grimaldello per procurarsi consenso elettorale (fortunatamente non possono più farlo) e per garantire la carriera al politico o agli amici di corrente del politico. Se la politica rimane nel suo ambito e la Banca opera in autonomia dalle correnti politiche, ci guadagnano l’economia dei territori e la cultura civica di una buona amministrazione locale. Un’ultima cosa. Una parte di responsabilità, ce l’hanno anche coloro che non hanno voluto raccontare con sobrietà tutti i passaggi storici degli ultimi 15 anni. E il tentativo di rioccupare la gestione dei filtri mediatici e monopolizzare la dialettica tra città e media nazionali, serviva proprio allo scopo funzionale: non portare a compimento il racconto delle responsabilità del passato e inquinare quello delle vicende attuali. Poi per fare i coperchi servono i miliardi e non le veline sui giornali. E ti ritrovi i responsabili dei disastri che gridano alla “caccia alle streghe”.

MIA WALLACE – MA PER RENDERSI INTERESSANTI COME SI FA!!?

mia wallace

Si, per catturare l’attenzione degli altri su cosa si deve puntare!? Una bella presenza!? Uno stile elegante e ricercato!? Nanni Moretti nel celebre film Ecce Bombo dice che per farsi notare è essenziale arrivare ultimi alle feste e mettersi in disparte o magari non andare affatto. Sempre il geniale regista evidenzia nello straordinario lungometraggio intitolato Bianca, come possa risultare utile allo scopo anche isolarsi su una barca in mezzo al laghetto di Villa Borghese, rigorosamente vestiti di bianco indossando un Panama e leggendo Proust, riparandosi dal sole con un ombrellino cinese. Effettivamente entrambe le situazioni possono creare quell’alone di mistero che tanto piace all’essere umano medio, perchè se ci pensate, tutto quello di cui ci sfugge il senso è esattamente quello che si vorrebbe afferrare. Non preoccupatevi, però, se nella vicinanze di casa non c’è un lago o se non avete mai posseduto un Panama in vita vostra, perchè le alternative che possono venire in aiuto sono molteplici ed una su tutte a mio avviso in questo periodo può farvi catalizzare l’attenzione di tanti, tantissimi individui medi, anche più dello stabilire la magnitudine di un terremoto dall’oscillazione del lampadario di cucina comprato con il buono sconto da Ikea. Voi dovete parlare del subordinato del Monte dei Paschi! No, no, non dovete assolutamente aver studiato ad Harvard, nè essere un operatore di Borsa a Wall Street, anzi meno ne sapete e più potrete risultare attraenti; l’importante è che crediate profondamente in quello che direte e sopra ogni altra cosa è indispensabile che utilizziate termini ben precisi come resolution, sell off, anchor investor, mediare il prezzo, rischio emittente e soprattutto il principe di tutti i termini, il bail in. “Senti dammi un consiglio, ma se tu avessi il subordinato del Monte dei Paschi che faresti?” “Ma guarda per evitare il bail in in caso di resolution, io opterei per una vendita immediata in modo da gestire al meglio le future decisioni di un anchor investor di spicco e mi concentrerei su prodotti di media rischiosità per cercare di mediare il prezzo di carico sostenuto e annacquare il rischio emittente”. Finita la frase andatevene subito!. Non deve esserci possibilità di replica o approfondimento. Andatevene di fretta, accennando a mala pena un saluto, come se vi avessero chiamato all’improvviso ad aprire le contrattazioni del Nasdaq e doveste raggiungere New York a piedi. Sarete adorati e ricercati ovunque per un consiglio o un parere da tutti gli individui medi che popolano la vostra città e se sarete bravi e convincenti, potrete spingervi anche nella provincia. Diventerete tenutari assoluti del sapere e della verità, potrete elargire pareri di ogni genere, spaziando dal corretto candeggio, fino ad arrivare al dosaggio esatto della farina nella torta mimosa. Non ci saranno limiti al vostro fascino attrattivo! Mi permetto una cautela solo in un caso: dovessero chiedervi di Passera non azzardate. Per parlare di quella bisogna intendersene davvero!

MPS: TRA MASSONERIA A OROLOGERIA E LE FUGHE DALLE RESPONSALITA’

profumo-mussari

Professionisti del depistaggio mediatico, insieme ai  diversi responsabili attivi e ai protagonisti nelle vicende MPS “impegnati nella fuga dalle proprie responsabilità”, stanno utilizzando il parafulmine di turno, per allontanare le responsabilità dalla politica (PD, verdiniani e finti oppositori locali), e dai banchieri che si sono succeduti ai vertici di Banca MPS. Nei giorni precedenti hanno dirottato l’attenzione sul protagonismo delle banche d’affari, inventandosi un fantomatico complotto ai danni di MPS. Oggi, invece, spunta la “massoneria a orologeria”, con Alessandro Profumo, ex presidente della Banca, nei panni  del protagonista che “rivela” il ruolo della massoneria nelle vicende di Banca MPS. Le dichiarazioni virgolettate, attribuite a Profumo,  sono state pubblicate in un articolo sul Fatto Quotidiano, con il titolo enfatizzante “La rivelazione di Profumo: ”Ho trovato i massoni in MPS”. Nel corpo dell’articolo, Profumo afferma: “Anche la massoneria ha distrutto il Monte dei Paschi”. Poi l’articolo,  citiamo testualmente, continua cosi: “Per spolpare la banca, secondo l’analisi di Profumo, i vertici hanno condotto una gestione dissennata, fra dirigenti che aiutavano i soliti amici e dirigenti incapaci promossi per affiliazione. Il Monte dei Paschi ha elargito quantità enormi di prestiti a grandi gruppi e piccole imprese locali senza adeguate garanzie: errori marchiani (o intenzionali) che si scontano ancora adesso. Quel denaro è una parte dei crediti inesigibili che gravano sul futuro di Mps, una voragine che in questi giorni costringe la banca a tentare un’iniezione di capitale di cinque miliardi di euro. In accordo con l’ad Viola e sostenuto dai consiglieri, Profumo ha rimosso la prima linea di comando che ha imperversato in epoca Mussari. UN COLPO di rottura, ha spiegato Profumo, non è sufficiente. Le camarille che hanno debilitato Mps non s’arrendono: occorre prevenire, perché curare non basta”.
ceccuzzi profumo
Ora facciamo le nostre considerazioni. O al Fatto Quotidiano hanno perso la memoria giornalistica, oppure hanno una nuova linea editoriale filo-profumiana e sensibile per non urtare il PD senese e toscano. Altrimenti non riusciamo a capire come mai non ricordano (leggasi i verbali degli interrogatori dei politici senesi) che Profumo arriva alla presidenza della banca con la volontà e il sostegno della stessa classe dirigente piddina che aveva nominato Mussari. Non a caso, il “rivelatore” Profumo, era in ottimi rapporti con Mussari (vedi anche le foto alle partite della Mens Sana e la difesa da parte di Profumo nei confronti di Mussari quando quest’ultimo era all’Abi) e con l’ex sindaco di Siena Franco Ceccuzzi. Poi c’è da osservare, che Profumo non ha mai rimosso nessuno dalla prima linea di comando dirigenziale di Mps e infatti lo storico segretario del cda mussariano Valentino Fanti, è sempre in prima linea, per non parlare di altri dirigenti, rimasti fino alla pensione, e di altri ancora sempre con ruolo in banca. Ma di cosa state parlando?
barzanti cenni bisi
Veniamo alla “massoneria a orologeria”. E’ un fatto storico, ben documentato, che a Siena un massone dichiarato come Bisi Stefano, ex caporedattore del Corriere di Siena, indagato nelle vicende della Mens Sana basket e attuale Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, è sempre stato un sostenitore accanito del groviglio armonioso e della classe politica e bancaria senese. Cosi come, l’ex presidente dell’aeroporto  di Ampugnano, Viani Enzo, anch’esso massone della stessa obbedienza di Bisi. Avete mai letto dichiarazioni di Profumo contro la massoneria, quando lo stesso era presidente della Banca? No, e non solo: nel 2012 Profumo disse che a Siena non aveva mai incontrato la massoneria. Del resto, salvo pochi casi, nessuno si era scandalizzato per le vicende dell’aeroporto  di Ampugnano o della Mens Sana. Con questo, a nessuno è mai venuto in mente di dire che tutta la massoneria era coinvolta nelle vicende di Banca MPS. E a tal proposito, ci sarebbe da capire, che cosa intendono per “massoneria” i giornalisti e lo stesso Profumo. Hanno dei riferimenti precisi, dei fatti e delle notizie sfuggite, oltre a quelle elencate in precedenza? Perché parlare di massoneria in forma generica rischia di creare confusione e di colpevolizzare intere “obbedienze regolari” e tanti massoni a casaccio. Su una fatto storico siamo sicuri, senza rischio di smentite: il PD e la corrente verdiniana del centrodestra, hanno la responsabilità politica del disastro MPS e diversi uomini del PD, alcuni ancora in piena attività politica e amministrativa, hanno avuto ruoli apicali in Banca e Fondazione MPS.
rossi mussari
E le gestioni della Banca, i partiti, le discutevano e decidevano nelle sedi di partito. E anche alcuni dirigenti del sindacato bancario hanno sostenuto e partecipato alla gestione Mussari-Vigni. La responsabilità morale del disastro MPS è tutta riconducibile alla politica (PD renziano e non, compreso Rossi Enrico, più i verdiniani) e agli intrecci personali all’interno del groviglio armonioso. Consideriamo che  molte carriere personali, sono state portate avanti sfruttando il peso della Banca, prima che esplodesse il caso giudiziario e gestionale. Se Profumo o altri soggetti, sono in possesso di informazioni concrete per “ricondurre” ad organizzazioni “massoniche” il disastro di Banca MPS, invece di proclami generici e improvvisati sui giornali, perché non si recano a denunciarli in procura?