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ECCO IL NUOVO GROVIGLIO SENESE E I MOTIVI DELL’ASSALTO ALLA FONDAZIONE MPS-PARTE 4

groviglio-armonioso

Cos’è il groviglio? Il groviglio non è un singolo partito o più partiti, il groviglio è una visione viziata e nefasta della vita pubblica e una modalità per gestire le relazioni istituzionali, includendo i molteplici settori del territorio: dalla Banca al sindacato fino allo sport. Il groviglio storico era ed è questo, e il nuovo groviglio riparte da queste modalità.
C’eravamo lasciati con le puntate precedenti, leggi qui: prima parte, seconda parte, terza parte.

Ribadiamo il giudizio precendente sul documento di Siena Attiva firmato anche da alcuni consiglieri di opposizione: quel documento non andava firmato e quel documento rappresenta chiaramente la tipica modalità del groviglio. Al coro di quell’aggrovigliamento consiliare, si aggiunge anche il documento firmato dalle sigle sindacali contro Clarich. Come mai gli stessi sindacati che oggi chiedono la testa di Clarich non hanno mai chiesto le dimissioni di Mussari, Antonio Vigni e Mancini? Anzi, in quegli anni i vertici del sindacato (da non confonderli con i semplici iscritti ) facevano quadrato insieme al partito per difendere i vertici di Banca e Fondazione e non solo, alcuni esponenti del sindacato venivano nominati nelle partecipate di Banca MPS. Uno su tutti l’ex segretario provinciale della CGIL di Siena, Claudio Vigni, nominato nel cda di Mps Capital Service. Per non parlare di altri sindacalisti nominati nella Deputazione Generale della Fondazione guidata da Mancini. Allora era un coro blindato a difesa dei Mussari, Vigni e Mancini, per dare supporto al partito che difendeva i vertici. Oggi dal partito (PD) e dall’associazione del vicesindaco Mancuso (da sempre vicino alla CGIL e allora legato alla componente politica dentro il partito vicina alla Fisac Cgil, per intendersi vicini all’ex membro del cda Fabio Borghi),  è partita la sfiducia a Clarich e i sindacati (che strano), scendono in pista contro Clarich. Leggi qui.
Siamo curiosi di sapere quale mandato avrebbe disatteso il Clarich e come mai i sindacati intervengono per chiedere al sindaco di intervenire su un ente di diritto privato, per sostituirne il presidente. SENTIAMO, quale sarebbe il mandato che aveva Clarich che i sindacati conoscono ?
Gli stessi sindacati, quando Mussari portò a compimento l’operazione Antonveneta, scrissero queste cose (leggete attentamente): “Esprimiamo grande soddisfazione per un’operazione che si inquadra perfettamente all’interno delle strategie previste nel Piano Industriale di Gruppo 2006-2009, volte a privilegiare il ruolo aggregante dello stesso ed il mantenimento dell’indipendenza strategica”. Questo il commento, affidato ad una nota, delle segreterie Fabi-Fiba-Fisac-Uilca. “Tale operazione – prosegue la nota – consente di concretizzare in maniera effettiva la costituzione di un terzo polo bancario all’interno del panorama domestico, mettendo al riparo la Banca da speculazioni mediatiche e finanziarie. I lavoratori della Banca e del Gruppo hanno ampiamente contribuito alla realizzazione di questo basilare obiettivo, affrontando con responsabilità i processi di ristrutturazione derivanti dall’applicazione del Piano Industriale”. “Il positivo esito dell’operazione – conclude la nota – conferma la validità del sistema di relazioni sindacali attuato all’interno del nostro aggregato creditizio e la lungimiranza dimostrata dai dipendenti e dal Sindacato nella conduzione di un metodo di lavoro improntato alla concertazione e all’unità di intenti. Nel momento in cui verranno resi noti i dettagli dell’operazione, provvederemo a informarvi tempestivamente, valutando al contempo gli eventuali impatti che ne dovessero derivare”.

aggrovigliati alla festa pd

Cari signori al vertice dei sindacati, invece di fare da sponda alle correnti politiche contro Clarich, riflettete sul sostegno che avete dato ai vertici della Banca sull’operazione Antonveneta. Riflettete su questo e non sul mandato di Clarich. Ma che VERGOGNA!!!!!
Per non dimenticare la difesa a oltranza di Antonio Vigni, fino ad esprimere dispiacere per la sua uscita di scena dalla Banca. VERGOGNA!!! Del resto, appena uscito dalla Banca, l’ex sindaco Ceccuzzi (PD) e l’ex presidente della provincia Bezzini (PD) volevano far diventare Antonio Vigni, consulente strategico della Fondazione MPS. Non erano bastate le strategie durante il suo ruolo in Banca?

Questo sta succedendo a Siena: il ritorno di fiamma di coloro che hanno assecondato i disastri di Banca e Fondazione. E oggi, esprimono contrarietà su Clarich? Ci dovevate pensare allora, e fermare Mussari e Mancini.

ceccuzzi avanti sienamonacione

Lo schema è sempre lo stesso, quello che dal 2006 al 2012 ha portato la Banca al disastro e quello che dal 2001 al 2012 ha portato la Fondazione verso il quasi annullamento patrimoniale: correnti politiche, giornalisti locali, pezzi di sindacato e gruppetti di pressione locale, ritornano per riportare la modalità groviglio nella Fondazione, o meglio, per completare quello che hanno avviato con le nomine di Fabbrini, Frigerio e Barni.
E chi è colui che media fra le varie correnti e ha lanciato l’assalto a Clarich? Il sig. Fulvio Mancuso, personaggio politico ben descritto nelle puntate precedenti. Passato dalle nomine del passato, insieme alla moglie, per ricoprire oggi il ruolo di vicesindaco di Siena.
Tutta questa manovra rientra in un disegno politico più ampio. Un disegno che vede il ritorno di Alberto Monaci, nel ruolo di grande vecchio, in un rinnovato rapporto di “pace” con Ceccuzzi e il Mancuso, che media fra i due personaggi. Nel contempo il Mancuso, aiutato da qualche giornalista locale, tenta di rifarsi una verginità politica e lavora ai fianchi alcuni gruppi di opposizione, per neutralizzare candidature fuori dal groviglio alle prossime elezioni e costruirsi un potere di mediazione con Monaci e Ceccuzzi. Ecco perchè ha chiesto le firme per il documento di Siena Attiva, sapendo di poter contare su Pinassi e Semplici dentro i 5 Stelle, e quindi isolare il gruppo grillino vicino al Furiozzi.  Ovviamente poteva contare  sul Tucci e Pasquale D’Onofrio e dentro questa operazione ha portato i consiglieri di Nero su Bianco, con lo scopo di portare via  nel futuro,  i consensi alla lista di opposizione. Stavolta, quelli veramente scaltri, sono stati quei consiglieri di opposizione che non hanno firmato il documento. Praticamente usano Clarich come capro espiatorio da una parte e dall’altra, puntando a un presidente prima delle prossime elezioni per siglare la nuova “pace” tra Monaci e Ceccuzzi, con il Mancuso che continuerebbe a galleggiare, e lo storico gruppo politico vicino alla Fisac Cgil, che ritornerebbe in grande spolvero.

A questo punto i consiglieri di opposizione, non per difendere Clarich, ma per bloccare questa operazione di groviglio sulle spalle della gente e delle istituzioni cittadine, dovrebbe presentare una mozione di sfiducia nei confronti del vicesindaco Mancuso e in consiglio comunale dovrebbero portare queste domande. Una per il sindaco (PD) Valentini Bruno e le altre per il Mancuso.

Domande per il sindaco:

  • Caro sig. sindaco, ci potrebbe fornire la corrispondenza con i vertici della Fondazione (gestione Mansi e Clarich) in merito alla questione delle erogazioni e sulla gestione del patrimonio della Fondazione?

Domande per il Mancuso:

  • Caro vicesindaco, è vero che tra la prima e l’ultima votazione per eleggere il presidente Clarich, lei ha avuto un incontro con l’altra candidata, la professoressa Bettina Campedelli, per chiederle di rinunciare alla corsa alla presidenza o comunque trovare una soluzione per favorire l’elezione di Clarich? A che titolo ha incontrato la Campedelli?
  • Sig. Mancuso, lei fa parte dello studio legale associato Mancuso-Picchianti-Rosignoli, e considerato che lei è vicesindaco di Siena e il suo studio opera anche nella città di Siena,vorremmo sapere se lo studio in cui è uno degli associati, dal momento in cui è stato nominato assessore, ha ricevuto incarichi o rapporti di consulenza con società partecipate dal Comune di Siena o con associazioni di categorie che hanno rapporti con il Comune di Siena. Cosi, per fugare qualsiasi dubbio. E visto che ci siete, chiedete di rendere pubblico, il verbale dell’audizione nella commissione comunale dell’ex presidente Antonella Mansi, soprattutto quando illustra la situazione di Siena Biotech.

Per chiudere il cerchio, l’attuale segretario del PD di Siena, faceva parte di una delle deputazioni generali della Fondazione MPS.

E po ci tocca sentire da alcuni commentatori che la colpa dei disastri è dei tecnocrati. E della sfortuna.

ECCO IL NUOVO GROVIGLIO SENESE E I MOTIVI DELL’ASSALTO ALLA FONDAZIONE MPS. PARTE 2

fises-mancuso-mancini

Vi ricordate all’indomani lo scoppio dello scandalo giudiziario e la conferma che la gestione trasversale del groviglio armonioso, con in testa il PD ed i suoi nominati, aveva spaianato il patrimonio della Banca, della Fondazione, della Mens Sana, dell’Enoteca, di Siena Biotech, etc etc? Cosa avevano promesso tutte le forze politiche e gli amministratori? Non ci sarà mai più l’ingerenza della politica sulla Banca e sulla Fondazione! Tutto questo ve lo dicevano nel 2013, oggi siamo nel 2016 e siamo ancora fermi a quel vizio nefasto del groviglio armonioso. Una premessa, prima di entrare nel merito. Non è assolutamente vero che tutti quelli del PD sono responsabili, così come quelli di altre forze politiche. E’ vero che la responsabilità politica è del PD e di quelle forze politiche di opposizione che gli hanno sempre fatto da stampella (verdiniani in testa, così come alcuni soggetti di altri gruppi di opposizione). Certe cose  non si possono cancellare, e chi ha avuto ruoli diretti e determinanti, dovrebbe avere il buon gusto di fare mille passi indietro e smetterla di pontificare come novelli eroi del bene comune. Siamo convinti che se stavolta non vi liberate degli aggrovigliati, presenti in tutte le componenti politiche della città e non la smettete con la linea della restaurazione, Siena sarà ben lontana dal potersi riprendere da tutti i disastri perpetrati dal groviglio armonioso.

minucci bisi
Procediamo con ordine. Il 24 novembre c’è stata l’assemblea degli azionisti di Banca MPS. Il 23 novembre, per non smentirsi, due rappresentanti di forze politiche diverse, hanno avuto l’intuizione di sindacare sulla nomina del nuovo membro del cda della Banca proposto dalla Fondazione MPS. Ma la politica non doveva smetterla di occuparsi delle nomine della Banca? Evidentemente, per il sindaco del PD Valentini Bruno e per l’esponente dei 5 Stelle di Siena, Romolo Semplici, la politica doveva metterci l’ultima parola. Ovviamente la Fondazione e la Banca, nel pieno rispetto delle leggi alle quali sono soggette, in quanto enti di diritto privato e società per azioni, hanno proceduto in piena autonomia. Il primo a non gradire la proposta della Fondazione è stato il sindaco Valentini. Cosa non le tornava caro sindaco e in base a cosa lei è intervenuto? La sera del 23, dal fronte dei 5 Stelle, si esprime malumore sulla nomina di Egidi, da parte del grillino Romolo Semplici. Del resto, lo stesso Romolo Semplici, ha ricevuto la “patente” (leggi qui) di vero oppositore addirittura da Bisi Stefano (leggi qui). E se lo dice il Bisi, concordiamo in pieno.
Nel post precedente (leggi qui), abbiamo riportato le dichiarazioni rese durante l’interrogatorio da Gabriello Mancini e le stesse sono utili per rapportarle alla narrazione odierna. Facciamo un passo indietro, quando fu eletto Clarich alla presidenza della Fondazione MPS. A proporre il nome di Clarich, furono Valentini Bruno e Fulvio Mancuso (lui è sempre presente) e nei giorni che videro contrapposti il Clarich con l’altra candidata Bettina Campedelli, il vicesindaco Mancuso, era iper impegnato per far passare nella deputazione generale il nome di Clarich. In quei giorni lo stesso Mancuso, incontrò alcuni deputati, per convincerli a votare Clarich. Appena nominata la nuova Deputazione Amministratrice, l’associazione del vicesindaco Mancuso, Siena Cambia (oggi Siena Attiva), fece un comunicato politico per congratularsi della nomina in questa deputazione di un membro dell’associazione, Frigerio. La famosa autonomia tra politica e Fondazione, non c’è che dire. Il PD e Siena Cambia, come ai tempi del Mancini avevano nuovamente messo le mani sulla Fondazione, purtroppo per loro, il Clarich capita l’antifona, ha scelto la strada prevista e imposta dalla legge e ha rivendicato l’autonomia dell’ente. Apriti cielo! Valentini e il Mancuso e tutto il groviglio armonioso sono saliti sul piedistallo e hanno attacco Clarich. Colpevole di cosa? Di non dar retta alla politica sulle nomine e di non aprire il rubinetto (come ai vecchi tempi) delle erogazioni a pioggia. Questo è l’oggetto del contendere, altro che etica, antipatia o simpatia di Clarich. E qui urge fare alcune domande:

  1.  Quante volte, sia con la Mansi che con il Clarich, il sindaco Valentini ha avanzato richieste di erogazioni da parte della Fondazione e per cosa?
  2. Frigerio, membro della deputazione della Fondazione è sempre iscritto a Siena Attiva e se si, considerata l’autonomia dell’ente, condivide o ha preso formalmente le distanze dal documento contro i vertici della Fondazione firmato da Siena Attiva e da altri consiglieri d’opposizione?

Rifacciamo un passo indietro. I 5 Stelle di Siena, con in testa il sig. Semplici, vorrebbero dare lezioni di opposizione a tutti e rivendicano “verità e responsabilità”. Stranamente i grillini, pur avendo avuto a disposizione la commissione d’inchiesta regionale su MPS, guidata da un consigliere dei 5 Stelle,  non hanno mai voluto convocare tutti i deputati generali della Fondazione guidata da Mancini, e in quelle deputazioni c’erano sia la moglie del vicesindaco Mancuso, sia l’altro assessore della giunta Valentini, Paolo Mazzini. Stranamente i grillini, i deputati della Fondazione non li hanno voluti convocare, però si sono precipitati a firmare il documento di Siena Attiva e  non hanno mai contestato al vicesindaco Mancuso il suo ruolo nel sistema Siena, passato e presente. E poi ti ritrovi i 5 Stelle che continuano con la proposta di chiedere al consiglio comunale una mozione per liquidare la Fondazione MPS, quando la decisione spetta in via esclusiva al MEF e quando sarebbe semplice e costruttivo pretendere il rispetto del protocollo ACRI-MEF, permettendo alla Fondazione, di operare sul territorio come tutte le altre fondazioni bancarie italiane. A Siena, sia il PD che i 5 Stelle, preferiscono buttarla in caciara  sui nomi dei vertici, con la sola funzione di impostare la campagna elettorale. Mentre la città necessità di proposte concrete e di una rottura con il groviglio. Il PD, Siena Attiva, con la stampella dei 5 Stelle, preferiscono continuare con i soliti schemi.

morello-rosignoli-ceccuzzi
Più che altro, invece di firmare quel fumoso documento di Siena Attiva, ci riferiamo a tutti i consiglieri di opposizione che hanno messo la firma (leggi qui),  perché  non ponete all’attenzione del consiglio comunale, con richiesta di notizie, su quanto pubblicato da Raffaele Ascheri in arte L’Eretico di Siena su Morello (leggi qui)?

Per chiudere una chicca sul prode Valentini Bruno. Vi ricordate la famosa polemica, sempre con Mancuso in testa e il Valentini sulle barricate, sul decreto Madia in merito alla Fises, con il renziano Valentini che chiedeva una deroga alla Madia? Ebbene, la Consulta ha bocciato la legge Madia e subito dopo il Valentini, accodandosi al coro dei renziani, ha manifestato tutta la sua contrarietà nei confronti della decisione della Consulta. Un sindaco che va in deroga rispetto alle posizione del giorno precedente. Questa è Siena.

ECCO IL NUOVO GROVIGLIO SENESE E I MOTIVI DELL’ASSALTO ALLA FONDAZIONE MPS. PARTE 1

siena cambia

Alcuni dovrebbero  vergognarsi, non solo a intervenire sulla Fondazione ma solo a pensarla un’azione del genere, non perché è vietato parlarne, ma perché erano protagonisti e sostenitori delle gestioni Mancini e Mussari e della linea politica del PD senese a trazione Ceccuzzi-Bezzini e compagnia variegata.
Chi sono i nuovi costruttori di un groviglio in salsa senese che fonda le radici nel groviglio storico? Prima il PD senese poteva contare sul sostegno politico trasversale del PDL, condizionato da Verdini; ora invece, pur in forma dilettantistica rispetto al prode Verdini, quel trasversalismo è affidato all’associazione politica che fa riferimento al piddino vicesindaco Fulvio Mancuso, la ex Siena Cambia oggi Siena Attiva con il sostegno del gruppo dirigente locale del Movimento 5 Stelle e consiglieri di altri gruppi d’opposizione. Un nuovo groviglio funzionale per il mantenimento delle stato delle cose e favorire alle prossime elezioni comunali, il solito PD guidato da coloro che hanno avallato la gestione Mussari e Mancini. Non a caso, i consiglieri d’opposizione e i dirigenti dei 5 Stelle che oggi guidano insieme al vicesindaco Mancuso l’assalto alla Fondazione MPS, sono gli stessi che invitarono la gente al mare per far perdere il candidato Eugenio Neri e far vincere il candidato del PD Valentini Bruno. Concluso quel compito funzionale al PD e al groviglio storico, ora si ripresentano per dare il colpo di grazia alla Fondazione MPS.
Conosciamoli meglio questi nuovi costruttori di groviglio. Qui ci trovate i firmatari del documento dell’associazione del vicesindaco.
Chi è Fulvio Mancuso? Oggi lo trovate nella giunta guidata da Valentini Bruno, ma prima di lui, nella giunta comunale guidata da Franco Ceccuzzi, c’era la consorte e sempre la consorte, Paola Rosignoli, era nella deputazione generale (votando sempre a favore) della Fondazione MPS guidata dal mitico Gabriellone Mancini. Inoltre il sig. Mancuso, dietro nomina del cda della banca MPS prima e dopo con l’arrivo di Mussari  è stato: anno 2005 nominato nel cda di MPS leasing, anno 2006 nominato coordinatore comitato controllo Mps leasing, anno 2006 cda INTERMONTE SIM SPA (sempre società di MPS), anno 2008 nuovamente nominato nel cda di MPS leasing, anno 2011 sempre nel cda di MPS leasing. Seguite ora queste date: nel 2009 su indicazione del Comune di Siena, la moglie di Mancuso, viene nominata membro della deputazione generale della Fondazione MPS (e allora la fondazione aveva il 51% della banca) e nel maggio 2011 la moglie di Mancuso diventa assessore del Comune di Siena. Poi nel 2013 è lo stesso Mancuso a essere nominato assessore del Comune di Siena. E’ chiaro ora, anche ai giornalisti, o vi dobbiamo fare un disegnino?

Altro firmatario del documento contro la Fondazione è il consigliere comunale di Siena Attiva, Pasqualino Cappelli. Che faceva il Cappelli? Era, sotto la gestione Mussari, il responsabile del servizio segreteria generale della Banca MPS, entrando in carica il 1 settembre 2006.
Tra i firmatari ci trovate quel Pasquale D’Onofrio, che svolse un ruolo attivo per evitare la caduta dell’ex sindaco Ceccuzzi, insieme ad alcuni soggetti dell’allora opposizione, alcuni dei quali confluiti nei 5 Stelle. Ma non solo. Il D’Onofrio allora capogrupo di Sel e oggi confluito in Siena Attiva firmò un documento a favore di Ceccuzzi e ne citiamo un passaggio emblematico: “Ceccuzzi – affermano i capigruppo – ha sottolineato l’esigenza di proseguire con il percorso di rinnovamento avviato da questa amministrazione comunale. Un rinnovamento contrastato da otto consiglieri comunali che vi hanno visto una minaccia ai loro interessi personali, portandoli a tradire il mandato elettorale e, dunque, i cittadini.” In pratica, il D’Onofrio difendeva il Ceccuzzi e la sua giunta di cui faceva parte la moglie dell’attuale vicesindaco Fulvio Mancuso, animatore di Siena Attiva. E allora con chi se la prendeva il D’Onofrio? Con l’allora presidente del consiglio comunale Alessandro Piccini. Oggi invece sia D’Onofrio che Piccini (Nero su Bianco), firmano lo stesso documento sulla Fondazione contro Clarich. Praticamente i soliti personaggi che recitano una parte politica in base agli interessi mutevoli del groviglio. E forse con questa firma, il Piccini, ha deciso di porre fine all’esperienza di Nero su Bianco. Tra l’altro il Piccini che proviene dal PD, come ricordava Mancini durante un interrogatorio dei magistrati, aveva partecipato a una riunione.
Questo per quanto riguarda il documento di Siena Attiva. E per giustificare il documento, alcuni hanno fatto circolare la falsa notizia che dietro a Clarich ci sono Ceccuzzi e Valentini. Una cosa che non sta né  in cielo e né  in terra, anzi, i ceccuzziani Carolina Persi (consigliere comunale del PD) e Alessandro Masi (segretario comunale del PD), in una riunione, pur non firmando il documento di Siena Attiva, hanno espresso un giudizio negativo su Clarich. Non a caso, i cantori del Ceccuzzi e oggi del Valentini, sono usciti con dei post sui siti online invitando Clarich a dimettersi. Praticamente tutto il groviglio armonioso è schierato contro Clarich e tramite Siena Attiva hanno trovato nei 5 Stelle e altri soggetti dell’opposizione, la fogli di fico per coprire le nuove manovre per rimettere le mani sulla Fondazione MPS e riportare la città e la Fondazione come ai tempi di Mancini e Mussari. A tal proposito, è utile riportare l’estratto dell’interrogatorio di Mancini che spiega con esattezza come venivano gestite le nomine e il perché hanno spianato il patrimonio della Fondazione. Con buona pace dei 5 Stelle che con i proclami dicono di volere la verità sul passato, ma nei fatti sono diventati la stampella del PD senese, proprio per non far emergere quella verità.
Leggetevi il Mancini e ricordatevi dove si trovava in quegli anni il vicesindaco Mancuso, quelli del PD e quelli di Siena Attiva:
Alla Fondazione Mps arrivavano continuamente “sollecitazioni politiche” sui progetti in ordine alla concessione degli stessi. Mancini non ricorda “richieste esplicite” di Franco Ceccuzzi (ex deputato Pd ed ex sindaco di Siena), “richieste potevano venire, eventualmente, dagli uomini di riferimento di Ceccuzzi che indico in Luca Bonechi e Alessandro Piazzi”. La Fondazione Mps “ha avuto in Ceccuzzi”, allora componente della Commissione Finanze della Camera, “un interlocutore privilegiato”: era deputato dei Ds, tra il 2006 e il 2007, quando era in discussione una modifica sul voto delle Fondazioni nelle assemblee dei soci delle banche, (con un limite al 30%), “si battè per il suo ritiro”. “L’emendamento danneggiava la nostra Fondazione – aggiunge Mancini -, oltre alle Fondazioni Carige e CariFirenze. All’epoca il presidente della Commissione finanze era l’onorevole Paolo De Mese, che, per quanto mi consta, era in ottimi rapporti con Ceccuzzi“.
Il riferimento politico di Mussari era Ceccuzzi che “a sua volta può essere inquadrato nell’area dalemiana dei Ds. Posso dire altresì che Mussari aveva un rapporto cordiale anche con Veltroni, quando questi divenne segretario del Pd“. Riguardo le nomine “nelle società controllate di banca Mps” era “il presidente Mussari che decideva” e “a tal proposito posso dire che, per quanto concerne dette nomine, vi era una forte ingerenza dei partiti” così come quando si trattava dei “finanziamenti dei progetti da parte della Fondazione“.

SI INAUGURA UN NUOVO STILE DI OPPOSIZIONE TARALLUCCI E VINO: IL MOVIMENTO CINQUE STELLE FIRMA UN DOCUMENTO DI SIENA ATTIVA

foto deputazione con mazzini e rosignoli

Il vizio tutto senese dell'”aggrovigliarsi” contagia un po’ tutti, ma non ci saremmo aspettati che tale vizio coinvolgesse anche il Movimento 5 Stelle senese. In queste ultime ore è stato redatto (leggi qui),  dall’associazione politica del Mancuso e del D’Onofrio, Siena Attiva,  un documento contro il presidente della Fondazione Mps Clarich; un documento di quelli che sostanzialmente non dicono niente, ma soprattutto non calcano la mano sui veri temi che coinvolgono proprio la Fondazione Mps e i sui vertici, per quanto riguarda il conflitto d’interessi. Roba insomma per fare un po’ di rumore, per dire ci siamo, ma che nel contenuto sono a salve. Questo documento è stato firmato e sottoscritto dal Movimento 5 Stelle e questo sinceramente ci lascia un po’ basiti (ma non più di tanto riflettendoci). Che senso ha appoggiare una associazione politica che ha come riferimento Fulvio Mancuso? Nessuno. Anche perché, se la Fondazione è in tali condizioni, dobbiamo ringraziare proprio la consorte del Mancuso, Paola Rosignoli, insieme all’assessore Mazzini, anche lui sostenuto nella giunta da Siena Attiva, all’allora presidente della Fondazione Gabriello Mancini e a tutti gli altri deputati di quel tempo che votarono senza se e senza ma l’operazione così detta “fresh”, sì proprio quella che è al vaglio dell’autorità inquirente milanese e oggetto di processo per quanto riguarda uno dei filoni Mps. Quando usciremo da questi improvvisi “volemose bene”? Non lo sappiamo. Sappiamo però che sul tavolo ci sarebbero ben altre beghe da dirimere: il conflitto d’interesse delle sorelle Barni, il conflitto d’interesse del deputato della Fondazione Fabbrini, nonché neo eletto presidente di Sienambiente, del Mancuso addetto alle partecipate del comune, che ha la moglie socia nel suo studio legale, consulente legale di una partecipata del comune, la Fises. Ma forse non sono argomenti sufficienti, meglio un bel taralluccio e un gotto di vino, in fin dei conti sottoscrivere un documento di una associazione che vede fra i suoi iscritti persone che sostenevano Ceccuzzi, nominati e compagnia cantante, è sempre un’altra bella storia.

 

IL SISTEMA