TRA ASSOLUZIONI E ATO: LA CHIAREZZA ASSENTE!

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Il 28 gennaio del 2016, il sig. Valentini Bruno, sindaco pro-tempore del comune di Siena, in merito alla gara pubblica d’appalto sul servizio dei rifiuti dell’Ato sud Toscana, dichiarò testualmente: ”Noi siamo davanti a una gara pubblica che per vent’anni ha affidato un servizio attraverso una procedura trasparente, che è un riferimento in Italia per aver messo in sicurezza un sistema”.

Il giorno 11 novembre 2016, a seguito dell’inchiesta della procura di Firenze e della Guardi di Finanza, partono i primi provvedimenti giudiziari che si concludono con l’arresto del direttore generale dell’Ato sud Toscana e con altri provvedimenti interdittivi che colpiscono l’amministratore delegato di Sienambiente Marco Buzzichelli e quello di Sei Toscana Eros Organni. L’inchiesta riguarda la stessa gara d’appalto elogiata istituzionalmente dal sindaco Valentini e rispetto a quanto dichiarato dal pro-tempore, la Guardia di Finanza mette in evidenza “un sistema di “commistione” tra controllori e controllati per cui gli indagati avevano concordato preliminarmente, nonostante i ruoli distinti ed incompatibili fra loro, i dettagli della procedura di aggiudicazione nonchè la redazione materiale dei documenti. Così, in una conferenza stampa, gli inquirenti hanno spiegato che di fatto il bando di gara era strutturato “su misura” per favorire il raggruppamento con a capo Sienambiente e per scoraggiare eventuali altri concorrenti inserendo nel bando stesso clausole particolarmente vessatorie. L’appalto nel 2013 fu effettivamente aggiudicato a Sienambiente con un consorzio di 6 imprese”.

La prima domanda è rivolta al sig. Valentini, e per lui non sarà difficile chiarire in basi a quali elementi e informazioni dirette affermò che la procedura era trasparente e in base a quali criteri avevano “messo in sicurezza un sistema”?

E sempre al Valentini un altra domanda. Come mai ha sponsorizzato la nomina di Eros Organni al vertice di Sei Toscana e quella di Alessandro Fabbrini a quello di Sienambiente? E come mai il sig. Fabbrini ricopre un numero cosi alto di incarichi? Leggi qui.

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Nel marzo 2016, sempre per il solito appalto, tra i primi indagati compare Vigni Fabrizio, allora presidente di Sienambiente e vicepresidente di Sei Toscana, oltre che esponente politico dello stesso partito di Valentini, il PD.

Dopo la notizia dell’indagine Fabrizio Vigni si dimette e leggete cosa dichiarò l’amministratore delegato di Sienambiente Marco Buzzichelli: ”Siamo certi della correttezza delle azioni e degli atti che come mandataria del raggruppamento di imprese abbiamo compiuto in tutte le fasi della procedura di gara. Abbiamo fornito tutta la documentazione che servirà a dimostrare l’estraneità della Società e del Presidente Vigni, come suo legale rappresentante, rispetto a qualsiasi rilievo di illegittimità. Ringrazio Fabrizio Vigni che con la sua scelta etica racconta la correttezza dell’uomo e del manager consapevole del suo ruolo anche pubblico. Non sarà facile sostituire in Sienambiente le sue capacità. Opereremo con assoluta serenità nello svolgere il nostro lavoro quotidiano e anche per difendere la reputazione della nostra società e del suo presidente”.

Il giorno 11 novembre 2016 lo stesso Buzzichelli viene colpito da provvedimento interdittivo da parte della magistratura, in merito alla stessa inchiesta che portò Vigni alle dimissioni. Ora chi le spende due parole per Buzzichelli?

Ieri, 12 novembre 2016, addirittura il piddino Rossi Enrico, governatore della Toscana ha dichiarato: ”il quadro è grave”. Ed ha annunciato una commissione d’inchiesta regionale.

Domanda per Valentini: come mai non ha rilasciato una dichiarazione istituzionale dopo la notizia della pesante inchiesta dell’11 novembre 2016 e come mai da marzo 2016 non sono state avviate delle valutazioni per la gestione di Sienambiente e Sei Toscana? E come mai nemmeno oggi questa valutazione è stata annunciata?

Noi riteniamo che ci siano tutti gli elementi per chiedere l’azzeramento dei vertici di Sienambiente e Sei Toscana e per commissariare l’Ato sud Toscana. E soprattutto aprire una commissione d’inchiesta comunale per verificare la gestione di Sienambiente.

Concludiamo con un commento sulla notizia dell’assoluzione di Valentini Bruno in merito a un filone d’inchiesta su questioni relative al mandato di sindaco di Monteriggioni. Sul piano personale ci fa piacere per lui aver chiarito il profilo penale, sul piano politico il sig. Valentini non ha ancora chiarito come mai durante il suo mandato di sindaco di Monteriggioni succedevano certe cose. E sempre per la trasparenza, che lui evoca sempre, con questo procedimento finto con l’assoluzione, si sono concluse tutte le sue pendenze in merito ai filoni d’inchiesta sulle vicende di Monteriggioni?

Infine, visto sia il sig. Valentini che alcuni suoi sostenitori e altri aggrovigliati storici, dopo l’assoluzione hanno gridato al tentativo di far fuori il sindaco per via  giudiziaria, gridando al complotto, vorremmo ricordarvi che Valentini diventa sindaco dopo aver sfruttato i guai giudiziari del suo compagno di partito ed ex sindaco di Siena Franco Ceccuzzi, altrimenti il sig. Valentini era sempre a monitorare la politica urbanistica di Monteriggioni, sapendo benissimo che “monitorare” è una parola grossa. Quindi, invece di tutta questa ipocrisia e ridicola sceneggiata politica a difesa del “puro” Valentini, perché non chiarite questa vicenda dei rifiuti e del perché accadevano quelle cose a Monteriggioni all’insaputa di Valentini?

Perché in base ai ragionamenti dei valentiniani, siccome Gabriello Mancini ex presidente della Fondazione Mps non è coinvolto in procedimenti giudiziari merita un ruolo gestionale e ringraziamenti pubblici. Si scrive Valentini Bruno ma si potrebbe scrivere Mancini Gabriello.