ROSSI ENRICO: L’UOMO DELLA CENTRALE RISCHI. E LE PARTI IN COMMEDIA SUL RECENTE PASSATO DI MPS

rossi mussari

Ha smesso di fare il governatore piddino della Toscana e non ce ne siamo accorti, e non ci siamo accorti nemmeno del suo nuovo ruolo di responsabile della centrale rischi delle banche italiane. Ovviamente stiamo parlando di Rossi Enrico, attuale governatore della regione Toscana, piddino di origine veltroniana,  candidato “lottiano” e “carraiano”, per non disturbare Renzi nella corsa alla segreteria e per frazionare i voti della sinistra interna al PD. Si, proprio lui, quel Rossi Enrico che ai tempi del grande accordo toscano tra piddini e “verdianiani”, era il grande protettore politico della classe politica senese, con quelli della federazione piddina senese che approvarono l’operazione Antonveneta schierati con Veltroni, durante il famoso scontro con D’Alema. E fu proprio Rossi Enrico, insieme al gruppo dirigente senese, a difendere la nomina di Mussari alla presidenza della Banca, quando da Roma qualcuno manifestò delle perplessità. E fu sempre Rossi Enrico a dare pieno sostegno ai vertici di MPS, quando nel cda c’era il suo compagno Turiddu Campaini e successivamente gli Aleotti.
rossi e turiddo campaini
La storia merita ricordarla, prima di continuare con questa ridicola parabola politica. E sempre Rossi Enrico è rappresentante di uno degli enti nominanti i deputati della Fondazione MPS. Vi siete dimenticati di questo particolare? Dal momento che Rossi, insieme agli uomini di Renzi, ha deciso di fare un favore a Renzi, candidandosi alla segreteria del PD, facendo finta di essere alternativo al “veggente” di Rignano, ma nel contempo sostenitore dei progetti dei renziani locali, in primis la pista aereoportuale di Firenze (leggasi Carrai), non passa giorno, nemmeno fosse il capo della centrale rischi, senza che chieda i nominativi dei crediti deteriorati di Banca MPS. Mica si occupa delle politiche sul turismo, di ammodernare le ferrovie, di spiegarci lo stato di “salute” della sanità Toscana: no, lui vuole i nominativi dei crediti deteriorati e si occupa della rivoluzione socialista. Ma pensa un po’: a Sesto Fiorentino una lista di sinistra ha vinto contro il PD, contestando l’ampliamento della pista aereoportuale di Firenze e il Rossi Enrico, come primo impegno “rivoluzionario”, difende fortemente l’ampliamento voluto dal Carrai e da quella parte di Confindustria fiorentina, che guarda caso la ritrovi attiva durante il periodo d’oro del groviglio senese (leggasi Bassilichi). Rossi Enrico avrà diritto a definirsi rivoluzionario socialista, quando lo vedrete a capo di un gruppo di campesinos della Piana, per bloccare l’ampliamento della pista aereoportuale. Tutto il resto, è solo commedia politica e gioco delle parti, gesta ben note del “rivoluzionario” Rossi Enrico.
Per quanto riguarda invece il ruolo istituzionale di Rossi Enrico, quello di governatore e non quello nella centrale rischi, perché lo stesso “campesinos”,  non ci racconta le riunioni alle quale partecipava per definire gli assetti della Fondazione e della Banca MPS? Perché il “campesinos” non tira fuori i verbali delle deputazioni della Fondazione e ci racconta come votava il rappresentante in Fondazione della Regione Toscana? Perché Rossi Enrico non fornisce al pubblico “rivoluzionario”,  gli elenchi delle erogazioni passate della Fondazione MPS? Sui crediti della Banca Mps  Rossi non ci puoi metter bocca, ma sulle questioni relative alla Fondazione, in quanto ente nominante, puoi fare chiarezza. Dai, fai chiarezza sulla Fondazione MPS!

3 thoughts

  1. Quando una foto dice davvero tutto…Rossi Enrico, quando fa il moralista su Mps, mi fa sempre più venire in mente il famoso verso dantesco, riferito a Provenzan Salvani. “ogne vergogna diposta”…

    Dacci sotto, Carlone!

    L’eretico

  2. Se Dio vuole finalmente il Monte dei Paschi ha preso il largo, nel senso che finalmente il mercato e gli investitori decideranno il suo futuro lontani da quelle stanzine che tanto male e tanti danni hanno procurato a questa banca. Ora finalmente libera.

  3. “Finalmente libera”. Già! A che prezzo però. 500 Anni di storia buttate nel cesso e intere generazioni senza futuro. Tanto chi doveva mangiare ha mangiato. Adesso c’è la fase della digestione e dell’abbiocco. Peccato però che sia tutta la città in perenne abbiocco, grazie alle ormai decadute Mens Sana e Robur. Meno male che per ora resiste il Palio e quindi le anime sono quiete…

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