LETTERA IMMAGINARIA DI BRUNO VALENTINI A EUGENIO NERI

neri valentini

Caro Eugenio,

ti scrivo questa mia lettera  in questo tuo triste momento politico, per ribadirti un concetto che forse avrai capito da solo: a me delle tue dimissioni non me ne frega un tubo (grosso come le condotte fognarie di Montarioso), io non mi dimetto.

In fin dei conti ci sei cascato. Molti miei consiglieri, amici, suggeritori, mi avevano predetto tutto. Mi dicevano in continuazione: “resisti Bruno, non mollare, che al secondo avviso di garanzia vedrai che il Neri si fiacca e alla fine si dimette!”. E così è stato. Ero ansioso e fiducioso di chiudere l’anno con il secondo avviso di garanzia, proprio per vederti così, inerme e impotente, davanti alla mia tracotanza politica e giudiziaria, degna del politico di successo dei nostri tempi, che vede nella Leopolda, nei De Luca, nel renzismo e anche nelle indagini a proprio carico, la sua grande opportunità di affermazione.

Ma te davvero pensavi che mi sarei dimesso per aver firmato quattro scartoffie da sindaco di Monteriggioni? Ma dove vivi Eugenio?! Secondo te essere sindaco comporta una tale responsabilità? Suvvia sveglia Eugenio, mi sembri un po’ retrò. Me lo hanno detto anche i magistrati, che mi hanno avvisato semplicemente perché certe carte, portavano la mia firma. Nient’altro. Un atto dovuto. Ma poi, caro Eugenio, spariscono i regolamenti urbanistici e indagano su presunti abusi edilizi, cosa vuoi che c’entri un sindaco in tutto questo?

Eugenio, caro Eugenio, io oggi sono felice. Tra un po’ andrò a farmi qualche selfie sulla Francigena, magari con il mio caro amico Fulvio, perché il nostro futuro è lì sulla strada che porta al nostro successo e al diavolo i permessi a costruire o gli oneri di urbanizzazione, sono solo quisquilie burocratiche, dove ahimè bisogna mettere la firma essendo sindaci. Ma anche a questo provvederemo. Io e i miei stretti collaboratori ci faremo portavoce per la proposta di un nuovo disegno di legge, che prevederà l’esonero da parte del sindaco di firmare gli atti del comune che amministra. Vareremo la stagione dei sindaci senza firma e di conseguenza senza pericolo di responsabilità e indagini. Geniale no? A Roma, il nostro Renzi ne sarà entusiasta, magari così riuscirà a salvare anche il  Nardella.

Caro Eugenio, oggi sono felice perché c’è un rompicoglioni in meno come te a farmi girare le scatole. Cosa potevo chiedere di più per Natale? Un “lucano”? Eh! Caro Eugenio, anche qui ci sei cascato! Il “lucano” l’ho già preso e l’ho messo a fare il direttore del Santa Maria della Scala! Cosa pensavi! A me di quelle menate del conflitto d’interessi, me ne importa ancora meno degli avvisi di garanzia. Poveretti, te e quei blogger scassapalle che state dietro a queste cose. Noi, io, Fulvio, Sonia e tutti gli altri, compreso quelli che ci leccano il culo, guardiamo avanti. Auguri Eugenio!

7 commenti per “LETTERA IMMAGINARIA DI BRUNO VALENTINI A EUGENIO NERI

  1. Marco Sbarra il 23 dicembre 2015 alle ore 18:51 scrive:

    Caro Bruno, non dubitavo dei tuoi nobili sentimenti. D’altronde, non puoi non avere impresso il marchio di un partito che è passato con disinvoltura da un’ideologia criminale, di morte e desolazione, ad un’acquiescenza servile a quei poteri economico-finanziari che vogliono governare il mondo in nome del dio denaro.
    Hai ragione: la coerenza, la correttezza, la buona fede manifestate da Eugenio Neri sono virtù da babbei, il bene comune, l’aiuto alle persone meno fortunate, obiettivi di un esercizio politico da poveri illusi.
    Dici bene, conta solo il potere, non il modo in cui lo si esercita e non posso non essere d’accordo con te che ti ritieni un numero uno nella sua estrinsecazione pro domo tua e del tuo partito.
    Tu meriti ben altro che la carica di Sindaco, le tue qualità vanno messe al servizio di tutta quanta la Nazione, magari con un seggio al Parlamento o meglio ancora con un posto nel Governo del tuo sole, lo sfolgorante Matteo Renzi.
    Però ho una domanda che mi ronza: come fai a dormire la notte?

  2. Mario Ascheri il 23 dicembre 2015 alle ore 22:00 scrive:

    Complimenti, caro Carlo!
    Fine, sottile, proprio un regalo di Natale elegante.
    Aggiungerei alla tua proposta di legge di esonerare anche i Presidenti di Regione: suvvia, hanno da occuparsi di cose serie, non possono firmare…i dirigenti super pagati si trovano, se poi vien fuori qualcosetta loro sono coperti dai ritardi della giustizia, dalla Santa Prescrizione! Bisogna trovare il giorno giusto per festeggiarla!
    E’ anche Misericordia però…uhm, entriamo in un ginepraio francescano…AUGURI!

  3. RAFFAELLA FROSINI il 23 dicembre 2015 alle ore 23:44 scrive:

    Di immaginario non c’è nulla!!!

  4. cosa giusta e sacrosanta, valentini la mattina ti guardi allo specchio?
    e se ti guardi non provi niente? io mi vergognerei ma parlo per me,

  5. riccardo clemente il 24 dicembre 2015 alle ore 14:12 scrive:

    Sarebbe divertente se non fosse verosimile, quindi diventa tragicomica!

  6. Laura Sabatini il 29 dicembre 2015 alle ore 15:59 scrive:

    Gen.mo Carlo Regina,
    colgo il senso profondo della sua lettera e…mi viene un groppo alla gola!
    Come è possibile che non ci sia più un minimo di sensibilità, di senso morale, di ‘CIVISMO’ verso la città ed i senesi, di “amore verso il prossimo” (in senso laico oltre che religioso per chi crede)!
    Secondo me, per tutti (politici compresi) oggi più di sempre è indispensabile avere:” la coscienza dei doveri di cittadino che si manifesta in azioni e comportamenti utili al bene comune” (definizione diz.).
    I nostri vecchi che da giovanissimi con tanto rischio combatterono, per permetterci di vivere in un mondo libero, si rigireranno nella fossa senza trovare pace!
    Laura Sabatini.

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