In quale modo viene percepita Siena capitale della cultura 2019?

Torno brevemente, poiché mi riserverò in futuro di tornarci, sulla “questione” Siena capitale della cultura 2019. Vorrei affrontare l’aspetto che riguarda  come questa “opportunità” viene percepita da noi cittadini. Il fatto che i media, più o meno allineati, si spertichino a collegare il nostro rilancio socio-economico al realizzarsi di questo evento, mi sembra quantomeno una forzatura bella e buona. Senza entrare nei contenuti (per ora pochi e vaghi, dicono tutto e più di tutto), ho la netta sensazione come quando in anni passati, in Italia, si tentava di accaparrarsi questa o quella manifestazione, poiché ad essa erano vincolati i vari stanziamenti di fondi pubblici e privati che fossero, penso per esempio ai mondiali di calcio degli anni novanta, che ci hanno lasciato solo cattedrali nel deserto, sperpero di denaro pubblico e cantieri incompiuti. Ecco il fatto che tutto ruoti intorno a questi “famigerati” quaranta milioni stanziati per la candidatura dalla regione, mi richiama vagamente ad un errore di fondo. Di fatto l’errore, secondo me, sta proprio nel fatto di non sentirsi già capitale culturale, in quanto Siena per vari motivi potrebbe già esserlo senza stare a chiedere riconoscimenti a nessuno, ed avendo avviato da diverso tempo a questa parte, un percorso che l’avrebbe resa centro della cultura italiana ed europea, avremmo potuto già raccogliere tutte le opportunità, i benefici socio economici che questo ci avrebbe garantito. Certo è che tale percorso avrebbe richiesto stili di vita pubblica, buona amministrazione delle istituzioni, lungimiranza, programmazione e conservazione del patrimonio culturale esistente, che non c’è stato. Penso, per esempio, alle  figure professionalmente adeguate a ricoprire i vari ruoli che avrebbero richiesto certi musei, per chiamarsi tali o certi eventi per essere adeguatamente presi in considerazione. Ma tutto questo, quando eravamo nelle condizioni migliori sotto l’aspetto economico e potevamo destinare risorse umane e di soldi adeguate, non lo abbiamo fatto, tirando a campare e sacrificando quei pochi che di cultura ne sapevano. Per tornare al modo di vivere e gestire la cosa pubblica, vi sembra una cosa da niente consentire un indebitamento della nostra università a tal punto di comprometterne la sua funzione a livelli del suo passato blasone? Una città che aspira ad essere capitale della cultura può permettersi questa “défaillance”? E’ un modo culturalmente adeguato di gestire le cose? Mah…

 

 

One thought

  1. Come percepisco Siena capitale della cultura? Ma ….. Che dire semmai di come la percepisco io importa poco ma di come la interpreta e la interpretera’ il pd e’ facile. Vogliamo parlarne? Mah meglio di no ….sicuramente qualche “stipendificio” verra’ creato ovviamente per i soliti noti

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