GESTIONE RIFIUTI: SE QUELLO CHE SCRIVONO I SINDACATI E’ VERO URGE CHIEDERE CHIARIMENTIAI SINDACI NELLE SEDI ISTITUZIONALI. CHI HA VERIFICATO I REALI COSTI PER I CITTADINI?

ato

La vicenda dell’Ato sud Toscana e la gara per la gestione dei rifiuti sta assumendo contorni, tra inchiesta giudiziaria e accuse politiche, di una gravità molto superiore a quella raccontata nei mesi scorsi. Nel documento firmato congiuntamente dai segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil di Grosseto e diffuso pubblicamente, tralasciando gli aspetti politici-sindacali, viene lanciata una pesante accusa dai risvolti, a nostro avviso, non solo politici. I tre segretari scrivono: “L’Ato rifiuti Toscana Sud è rimasto per ben due anni senza presidente perché i Comuni non sono stati in grado di trovare un accordo né sui nomi, né sulle strategie. Gli stessi sindaci, inoltre, attraverso i contratti di servizio hanno sottoscritto con il gestore del ciclo dei rifiuti gli obiettivi di raccolta differenziata che intendono raggiungere nel periodo di riferimento, e pertanto non possono scoprire a posteriori che questa costa troppo. Infine, i Comuni portano la responsabilità della mancata approvazione di un vero piano industriale dell’Ato rifiuti Toscana sud, che è il presupposto per un’efficiente gestione del ciclo integrato dei rifiuti”.

Dalle pesanti accuse alcune domande che necessitano di risposte urgenti.

Se è vero che manca un piano industriale dell’Ato, in base a quale documento formale dello stesso Ato è stata impostata la gara per l’affidamento della gestione? E senza un piano industriale come sono stati calcolati costi e programmazione pluriennali?

Quando i sindaci hanno sottoscritto i contratti di servizio con il gestore del ciclo dei rifiuti in base a quale calcolo o pianificazione economica hanno accettato i costi che poi ricadono sui cittadini?

I sindaci che fanno parte degli organi dell’Ato hanno mai verificato formalmente l’operato del direttore generale dell’Ato?

Sempre nel documento dei sindacati viene evidenziata questa vicenda e a nostro avviso merita una risposta urgente dalle istituzioni. Scrivono: ”Come sindacato abbiamo criticato ferocemente la decisione dei sindaci di vendere a Ecolat i debiti di Coseca, quella di frazionare la gestione del ciclo integrato fra le aziende socie di Sei Toscana all’interno della stessa area vasta, e abbiamo più volte sollevato il problema, irrisolto, del dimensionamento dell’impiantistica a servizio del Piano dei rifiuti, consapevoli che tutto questo avrebbe portato a una cattiva gestione con l’aumento delle tariffe per i cittadini, ma per qualcuno anche degli utili. Problemi che se non gestiti, mettono a rischio i posti di lavoro degli addetti al ciclo dei rifiuti”.

In conclusione, o smentite queste accuse dei sindacati oppure chi di dovere convochi i sindaci interessati per capire se è stato recato un danno economico agli enti e soprattutto ai cittadini. Le chiacchere stanno a zero.

 

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