ECCO IL NUOVO GROVIGLIO SENESE E I MOTIVI DELL’ASSALTO ALLA FONDAZIONE MPS-PARTE 4

groviglio-armonioso

Cos’è il groviglio? Il groviglio non è un singolo partito o più partiti, il groviglio è una visione viziata e nefasta della vita pubblica e una modalità per gestire le relazioni istituzionali, includendo i molteplici settori del territorio: dalla Banca al sindacato fino allo sport. Il groviglio storico era ed è questo, e il nuovo groviglio riparte da queste modalità.
C’eravamo lasciati con le puntate precedenti, leggi qui: prima parte, seconda parte, terza parte.

Ribadiamo il giudizio precendente sul documento di Siena Attiva firmato anche da alcuni consiglieri di opposizione: quel documento non andava firmato e quel documento rappresenta chiaramente la tipica modalità del groviglio. Al coro di quell’aggrovigliamento consiliare, si aggiunge anche il documento firmato dalle sigle sindacali contro Clarich. Come mai gli stessi sindacati che oggi chiedono la testa di Clarich non hanno mai chiesto le dimissioni di Mussari, Antonio Vigni e Mancini? Anzi, in quegli anni i vertici del sindacato (da non confonderli con i semplici iscritti ) facevano quadrato insieme al partito per difendere i vertici di Banca e Fondazione e non solo, alcuni esponenti del sindacato venivano nominati nelle partecipate di Banca MPS. Uno su tutti l’ex segretario provinciale della CGIL di Siena, Claudio Vigni, nominato nel cda di Mps Capital Service. Per non parlare di altri sindacalisti nominati nella Deputazione Generale della Fondazione guidata da Mancini. Allora era un coro blindato a difesa dei Mussari, Vigni e Mancini, per dare supporto al partito che difendeva i vertici. Oggi dal partito (PD) e dall’associazione del vicesindaco Mancuso (da sempre vicino alla CGIL e allora legato alla componente politica dentro il partito vicina alla Fisac Cgil, per intendersi vicini all’ex membro del cda Fabio Borghi),  è partita la sfiducia a Clarich e i sindacati (che strano), scendono in pista contro Clarich. Leggi qui.
Siamo curiosi di sapere quale mandato avrebbe disatteso il Clarich e come mai i sindacati intervengono per chiedere al sindaco di intervenire su un ente di diritto privato, per sostituirne il presidente. SENTIAMO, quale sarebbe il mandato che aveva Clarich che i sindacati conoscono ?
Gli stessi sindacati, quando Mussari portò a compimento l’operazione Antonveneta, scrissero queste cose (leggete attentamente): “Esprimiamo grande soddisfazione per un’operazione che si inquadra perfettamente all’interno delle strategie previste nel Piano Industriale di Gruppo 2006-2009, volte a privilegiare il ruolo aggregante dello stesso ed il mantenimento dell’indipendenza strategica”. Questo il commento, affidato ad una nota, delle segreterie Fabi-Fiba-Fisac-Uilca. “Tale operazione – prosegue la nota – consente di concretizzare in maniera effettiva la costituzione di un terzo polo bancario all’interno del panorama domestico, mettendo al riparo la Banca da speculazioni mediatiche e finanziarie. I lavoratori della Banca e del Gruppo hanno ampiamente contribuito alla realizzazione di questo basilare obiettivo, affrontando con responsabilità i processi di ristrutturazione derivanti dall’applicazione del Piano Industriale”. “Il positivo esito dell’operazione – conclude la nota – conferma la validità del sistema di relazioni sindacali attuato all’interno del nostro aggregato creditizio e la lungimiranza dimostrata dai dipendenti e dal Sindacato nella conduzione di un metodo di lavoro improntato alla concertazione e all’unità di intenti. Nel momento in cui verranno resi noti i dettagli dell’operazione, provvederemo a informarvi tempestivamente, valutando al contempo gli eventuali impatti che ne dovessero derivare”.

aggrovigliati alla festa pd

Cari signori al vertice dei sindacati, invece di fare da sponda alle correnti politiche contro Clarich, riflettete sul sostegno che avete dato ai vertici della Banca sull’operazione Antonveneta. Riflettete su questo e non sul mandato di Clarich. Ma che VERGOGNA!!!!!
Per non dimenticare la difesa a oltranza di Antonio Vigni, fino ad esprimere dispiacere per la sua uscita di scena dalla Banca. VERGOGNA!!! Del resto, appena uscito dalla Banca, l’ex sindaco Ceccuzzi (PD) e l’ex presidente della provincia Bezzini (PD) volevano far diventare Antonio Vigni, consulente strategico della Fondazione MPS. Non erano bastate le strategie durante il suo ruolo in Banca?

Questo sta succedendo a Siena: il ritorno di fiamma di coloro che hanno assecondato i disastri di Banca e Fondazione. E oggi, esprimono contrarietà su Clarich? Ci dovevate pensare allora, e fermare Mussari e Mancini.

ceccuzzi avanti sienamonacione

Lo schema è sempre lo stesso, quello che dal 2006 al 2012 ha portato la Banca al disastro e quello che dal 2001 al 2012 ha portato la Fondazione verso il quasi annullamento patrimoniale: correnti politiche, giornalisti locali, pezzi di sindacato e gruppetti di pressione locale, ritornano per riportare la modalità groviglio nella Fondazione, o meglio, per completare quello che hanno avviato con le nomine di Fabbrini, Frigerio e Barni.
E chi è colui che media fra le varie correnti e ha lanciato l’assalto a Clarich? Il sig. Fulvio Mancuso, personaggio politico ben descritto nelle puntate precedenti. Passato dalle nomine del passato, insieme alla moglie, per ricoprire oggi il ruolo di vicesindaco di Siena.
Tutta questa manovra rientra in un disegno politico più ampio. Un disegno che vede il ritorno di Alberto Monaci, nel ruolo di grande vecchio, in un rinnovato rapporto di “pace” con Ceccuzzi e il Mancuso, che media fra i due personaggi. Nel contempo il Mancuso, aiutato da qualche giornalista locale, tenta di rifarsi una verginità politica e lavora ai fianchi alcuni gruppi di opposizione, per neutralizzare candidature fuori dal groviglio alle prossime elezioni e costruirsi un potere di mediazione con Monaci e Ceccuzzi. Ecco perchè ha chiesto le firme per il documento di Siena Attiva, sapendo di poter contare su Pinassi e Semplici dentro i 5 Stelle, e quindi isolare il gruppo grillino vicino al Furiozzi.  Ovviamente poteva contare  sul Tucci e Pasquale D’Onofrio e dentro questa operazione ha portato i consiglieri di Nero su Bianco, con lo scopo di portare via  nel futuro,  i consensi alla lista di opposizione. Stavolta, quelli veramente scaltri, sono stati quei consiglieri di opposizione che non hanno firmato il documento. Praticamente usano Clarich come capro espiatorio da una parte e dall’altra, puntando a un presidente prima delle prossime elezioni per siglare la nuova “pace” tra Monaci e Ceccuzzi, con il Mancuso che continuerebbe a galleggiare, e lo storico gruppo politico vicino alla Fisac Cgil, che ritornerebbe in grande spolvero.

A questo punto i consiglieri di opposizione, non per difendere Clarich, ma per bloccare questa operazione di groviglio sulle spalle della gente e delle istituzioni cittadine, dovrebbe presentare una mozione di sfiducia nei confronti del vicesindaco Mancuso e in consiglio comunale dovrebbero portare queste domande. Una per il sindaco (PD) Valentini Bruno e le altre per il Mancuso.

Domande per il sindaco:

  • Caro sig. sindaco, ci potrebbe fornire la corrispondenza con i vertici della Fondazione (gestione Mansi e Clarich) in merito alla questione delle erogazioni e sulla gestione del patrimonio della Fondazione?

Domande per il Mancuso:

  • Caro vicesindaco, è vero che tra la prima e l’ultima votazione per eleggere il presidente Clarich, lei ha avuto un incontro con l’altra candidata, la professoressa Bettina Campedelli, per chiederle di rinunciare alla corsa alla presidenza o comunque trovare una soluzione per favorire l’elezione di Clarich? A che titolo ha incontrato la Campedelli?
  • Sig. Mancuso, lei fa parte dello studio legale associato Mancuso-Picchianti-Rosignoli, e considerato che lei è vicesindaco di Siena e il suo studio opera anche nella città di Siena,vorremmo sapere se lo studio in cui è uno degli associati, dal momento in cui è stato nominato assessore, ha ricevuto incarichi o rapporti di consulenza con società partecipate dal Comune di Siena o con associazioni di categorie che hanno rapporti con il Comune di Siena. Cosi, per fugare qualsiasi dubbio. E visto che ci siete, chiedete di rendere pubblico, il verbale dell’audizione nella commissione comunale dell’ex presidente Antonella Mansi, soprattutto quando illustra la situazione di Siena Biotech.

Per chiudere il cerchio, l’attuale segretario del PD di Siena, faceva parte di una delle deputazioni generali della Fondazione MPS.

E po ci tocca sentire da alcuni commentatori che la colpa dei disastri è dei tecnocrati. E della sfortuna.

7 thoughts

  1. Fatemi capire. I sindacati hanno applaudito un’operazione come Antonveneta e ora si lamentano xom Clarich perché avrebbe messo a rischio il numero legale dell’assemblea? Roba da non crederci!!!!!!!

  2. Dircredito il sindacato che non firmo’ quel volantino e per questo fu messa fuori dal tavolo. Miserabili.

  3. Invece di esaltarlo, qualcuno consigli a Mancuso un ritiro dalla politica. Sarebbe una decisione saggia.

  4. Che romanzo!! Magari lo fosse, anche se coloro che si sono prodigati a scrivere di Siena e di groviglio, hanno pensato più a “romanzarla” che a raccontare delle crude verità. Voi ci andate giù diretti, sicuramente non è il mio stile letterario, ma in quanto a verità storica non fa una piega. Con le mie amiche ci dilettiamo nelle scommesse “all’inglese”, indovinate un po’ quale sarà la prossima. Riguarda la giunta e le schermaglie tra Fulvio e Bruno, una volta ottimi amici.

  5. Vari passaggi stimolanti, Carlone! Hai voluto rovinare Sant’Ansano a questi signori, birbantello: ha ragione l’Arcivescovo, basta litigi e dissidi. Stiamo tutti insieme, aggrovigliamoci per il bene di Sienina, dai…

    Dacci sotto, l’eretico

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