ECCO IL NUOVO GROVIGLIO SENESE E I MOTIVI DELL’ASSALTO ALLA FONDAZIONE MPS. PARTE 3

marcello-clarich

La domanda sorge spontanea :perché  questa ossessiva attenzione da parte di alcuni settori del groviglio armonioso e di alcune forze politiche, nei confronti di una Fondazione completamente spolpata dalla stessa politica locale?
Le risposte sono molteplici e meritano di essere focalizzate. Partiamo dalla prima, dopo una premessa per rinfrescare qualche smemorato.
Dagli interventi di alcune forze politiche sta passando il messaggio che Gabriello Mancini, responsabile con la sua gestione di aver distrutto il patrimonio dell’ente, è stato defenestrato. Assolutamente falso. Il prode Gabriellone Mancini ha concluso il suo mandato fino alla scadenza naturale, con tanto di ringraziamenti da parte degli enti nominanti, in primis il Comune di Siena. Il Mancini ha concluso il suo mandato sotto la giunta di Valentini Bruno e di Fulvio Mancuso, condividendo fino alla scadenza tutti i passaggi formali della Fondazione, altro che rottura col passato! Ora seguite attentamente.
Finisce il mandato di Mancini e il PD con il sindaco Valentini, spinge per la presidenza della Fondazione il prof. Pizzetti, un nome gradito anche all’allora presidente della Banca Alessandro Profumo e al “pensatoio” Astrid, dove ci trovate un personaggio ben conosciuto a Siena, Franco Bassanini. Poi tramonta la candidatura di Pizzetti e alla presidenza della Fondazione arriva Antonella Mansi. Sul piano formale cosa accade dopo l’insediamento della Mansi e la certificazione dei danni patrimoniali compiuti durante la gestione Mancini? La Fondazione è costretta ad avviare delle azioni di responsabilità nei confronti delle deputazioni precedenti. E qui viene presa una decisione: solo azioni di responsabilità nei confronti delle deputazioni amministratrici e non verso quelle generali, sapendo benissimo che la deputazione ammnistratrice segue gli indirizzi votati nelle deputazioni generali. Una scelta che ha fatto tirare un sospiro di sollievo al Valentini, in quanto nella sua giunta ha un assessore che faceva parte della deputazione generale e un altro assessore (Mancuso), che aveva la moglie nella stessa deputazione generale.
La scelta di avviare delle azioni di responsabilità nei confronti delle deputazioni amministratrici, ovviamente, ha creato malumori e irritazini nel variegato mondo del groviglio armonioso. Prima hanno fatto fuori la Mansi, colpa anche sua che dimettendosi ha prestato il fianco, e con la nomina di Clarich, qualcuno, anzi più di qualcuno, ha sperato che quelle azioni di responsabilità finissero nel dimenticatoio. Il Clarich, invece, ha deciso di spingere l’acceleratore sulle azioni di responsabilità e anche lui, da quel giorno, è colpevole di lesa maestà nei confronti del groviglio. Ed ecco la prima risposta: ”facciamo fuori Clarich cosi ci mettiamo un presidente per riconsiderare quelle azioni di responsabilità”.  E devono farlo alla svelta, prima delle prossime elezioni comunali. Perché  ora hanno la certezza che il Comune è guidato dal PD, alle prossime elezioni questa certezza potrebbe svanire. Chi sta all’opposizione, in teoria, non dovrebbe prestare il fianco a questa soluzione, invece, qualche oppositore, forse perché  ha studiato strategia con le istruzioni dei pokemon, presta il fianco e la firma, per destabilizzare i vertici della Fondazione.
La seconda risposta. E’ un dato di fatto, la Fondazione, a seguito dei danni prodotti dalla politica, ha un patrimonio limitato e ora quel patrimonio limitato, considerato che a livello amministrativo non ci sono state iniziative per dare alla città nuove “fonti” per trovare risorse, ritorna utile.
La terza risposta. Il groviglio ha una paura tremenda che possano saltare fuori nuovi dettagli sul come è stato spianato il patrimonio della Fondazione e sarebbe imbarazzante se prima o poi i cittadini venissero a conoscenza dei verbali delle deputazioni passate.
In tutta questa vicenda cosa non torna? Consiglieri comunali di maggioranza e opposizione e alcune forze politiche, lanciano critiche e chiedono le dimissioni di Clarich, ma nessuno di questi soggetti pone l’accento sulla vicenda delle sorelle Barni e sulle poltrone che occupa contemporaneamente il sig. Fabbrini (deputato della Fondazione, presidente di Sienambiente, vice presidente della Fises e amministratore delle Terme).
A rafforzare questo disegno di restaurazione aggrovigliante, ci sono due vicende emblematiche: appena insediato, le prime uscite pubbliche del nuovo direttore della Fondazione MPS, Davide Usai, le ha fatte con l’associazione politica del vicesindaco Mancusso, Siena Attiva. Mentre nella famosa commissione d’inchiesta regionale su MPS, il PD in accordo con i 5 Stelle, decidevano di non convocare per essere ascoltati, tutti i deputati della deputazioni generali guidate da Gabriello Mancini.

Il Clarich si trova a un bivio: o asseconda queste operazioni strampalate e vergognose della politica locale e si dimette, oppure, avvalendosi delle prerogative che le legge attribuisce ai vertici della Fondazione, finisce il mandato e prima di finirlo, si presenti alla città con una forte iniziativa di verità sul passato e di trasparenza su eventuali pressioni finalizzate ad intaccare il patrimonio della Fondazione. E’ ora di farla finita con questo groviglio o no? Nel frattempo questi nostri scritti, oggi stesso, saranno inviati per conoscenza al MEF (in quanto autorità di vigilanza sulle Fondazioni) e alla sede dell’ACRI (associazione delle Fondazioni bancarie).

3 commenti per “ECCO IL NUOVO GROVIGLIO SENESE E I MOTIVI DELL’ASSALTO ALLA FONDAZIONE MPS. PARTE 3

  1. Michele Apicella il 30 novembre 2016 alle ore 23:09 scrive:

    Ho letto con molto interesse i tre post sulla Fondazione Mps e sul tentativo di nuova egemonizzazione da parte di schegge del vecchio sistema politico senese.
    I primi due sono perfetti; se mai, quello che meraviglia è il fatto che vi sia ancora la necessità di scrivere così chiaramente cose che dovrebbero essere patrimonio comune dell’opinione pubblica di questa città, che continua invece ad essere la Bella Addormentata, sospesa fra il sogno di quello che fu e l’incubo di quello che probabilmente sarà.
    Aggiungerei solo una chiosa, e cioè che come Verdini ha precorso quella vena trasformistica e accomodante che ha poi portato Forza Italia, a livello nazionale, fino al Patto del Nazareno, così il comportamento opportunista e falsamente oppositorio del Movimento 5 Stelle senese è solo una declinazione della vocazione primigenia per cui questo partito è nato e prospera (cioè: la gestione del dissenso).
    Al contrario, quest’ultima “puntata” della trilogia mi lascia un po’ perplesso. Io, sinceramente, non credo che il problema sia l’azione di responsabilità nei confronti dei Deputati Generali della Fondazione, la quale non è stata attivata dalla Mansi non per chissà quale retropensiero, ma semplicemente perché normativamente improponibile (nel sistema regolatorio delle fondazioni bancarie la Deputazione Generale funge come da assemblea, e dunque propone azione di responsabilità, ma non la può subire).
    Ugualmente, non capisco cosa i verbali delle Deputazioni di allora ppotrebbero aggiungere a un quadro chiaro: Ceccuzzi pretese il mantenimento della maggioranza assoluta del Monte (sintomo non solo di sprezzo delle istituzioni, ma anche della logica, della matematica e dell’economia) e la Deputazione Amministratrice si piegò. Chi si mise di traverso fu mandato via, il giorno del Palio. Se mai, sarebbe interessante capire se la politica non abbia agito e tuttora agisca in Fondazione non tramite i Deputati Amministratori, bensì tramite alcuni dirigenti, che forti di questo legame non eseguono direttive di altri, ma le impongono. Questo però è un altro tema, che ci porterebbe fuori strada.
    Io credo che il motivo sia più semplice. Mancuso vuole fare il Sindaco di Siena e già è molto innervosito dall’assoluzione del Valentini. Attaccare Clarich significa allora sia indebolire proprio il buon Bruno (che Clarich ha fotissimamente voluto), sia provare a sostituire un uomo assolutamente ingestibile (nel bene e nel male) con uno più vicino a certe istanze. Se il PD vuole vincere la prossima campagna elettorale, cosa che a mio avviso dimostrerebbe la completa imbecillità della comunità senese, ma lasciamo perdere, ha bisogno di tante ma proprio tante erogazioni dalla Mucchina. Punto.
    Mi piacerebbe sul punto un commento del curatore di questo blog, che scrive molto e spesso sa più di quel che scrive.

    • Sig. Apicella, riguardo le sue osservazioni sulla “inattaccabilità” dei deputati generali della Fondazione, le facciamo una domanda: nell’operazione così denominata “fresh”, allora votata dalla deputazione generale a presidenza Mancini, fu o meno violato lo statuto della Fondazione stessa? Una volta che risponderà a questa domanda tragga le dovute conseguenze. Giusto per fare un esempio.

  2. Anacleto il 1 dicembre 2016 alle ore 15:35 scrive:

    Mi piacerebbe conoscere il parere del giornalista Daniele Magrini su tutta questa vicenda

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