ECCO IL NUOVO GROVIGLIO SENESE E I MOTIVI DELL’ASSALTO ALLA FONDAZIONE MPS. PARTE 2

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Vi ricordate all’indomani lo scoppio dello scandalo giudiziario e la conferma che la gestione trasversale del groviglio armonioso, con in testa il PD ed i suoi nominati, aveva spaianato il patrimonio della Banca, della Fondazione, della Mens Sana, dell’Enoteca, di Siena Biotech, etc etc? Cosa avevano promesso tutte le forze politiche e gli amministratori? Non ci sarà mai più l’ingerenza della politica sulla Banca e sulla Fondazione! Tutto questo ve lo dicevano nel 2013, oggi siamo nel 2016 e siamo ancora fermi a quel vizio nefasto del groviglio armonioso. Una premessa, prima di entrare nel merito. Non è assolutamente vero che tutti quelli del PD sono responsabili, così come quelli di altre forze politiche. E’ vero che la responsabilità politica è del PD e di quelle forze politiche di opposizione che gli hanno sempre fatto da stampella (verdiniani in testa, così come alcuni soggetti di altri gruppi di opposizione). Certe cose  non si possono cancellare, e chi ha avuto ruoli diretti e determinanti, dovrebbe avere il buon gusto di fare mille passi indietro e smetterla di pontificare come novelli eroi del bene comune. Siamo convinti che se stavolta non vi liberate degli aggrovigliati, presenti in tutte le componenti politiche della città e non la smettete con la linea della restaurazione, Siena sarà ben lontana dal potersi riprendere da tutti i disastri perpetrati dal groviglio armonioso.

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Procediamo con ordine. Il 24 novembre c’è stata l’assemblea degli azionisti di Banca MPS. Il 23 novembre, per non smentirsi, due rappresentanti di forze politiche diverse, hanno avuto l’intuizione di sindacare sulla nomina del nuovo membro del cda della Banca proposto dalla Fondazione MPS. Ma la politica non doveva smetterla di occuparsi delle nomine della Banca? Evidentemente, per il sindaco del PD Valentini Bruno e per l’esponente dei 5 Stelle di Siena, Romolo Semplici, la politica doveva metterci l’ultima parola. Ovviamente la Fondazione e la Banca, nel pieno rispetto delle leggi alle quali sono soggette, in quanto enti di diritto privato e società per azioni, hanno proceduto in piena autonomia. Il primo a non gradire la proposta della Fondazione è stato il sindaco Valentini. Cosa non le tornava caro sindaco e in base a cosa lei è intervenuto? La sera del 23, dal fronte dei 5 Stelle, si esprime malumore sulla nomina di Egidi, da parte del grillino Romolo Semplici. Del resto, lo stesso Romolo Semplici, ha ricevuto la “patente” (leggi qui) di vero oppositore addirittura da Bisi Stefano (leggi qui). E se lo dice il Bisi, concordiamo in pieno.
Nel post precedente (leggi qui), abbiamo riportato le dichiarazioni rese durante l’interrogatorio da Gabriello Mancini e le stesse sono utili per rapportarle alla narrazione odierna. Facciamo un passo indietro, quando fu eletto Clarich alla presidenza della Fondazione MPS. A proporre il nome di Clarich, furono Valentini Bruno e Fulvio Mancuso (lui è sempre presente) e nei giorni che videro contrapposti il Clarich con l’altra candidata Bettina Campedelli, il vicesindaco Mancuso, era iper impegnato per far passare nella deputazione generale il nome di Clarich. In quei giorni lo stesso Mancuso, incontrò alcuni deputati, per convincerli a votare Clarich. Appena nominata la nuova Deputazione Amministratrice, l’associazione del vicesindaco Mancuso, Siena Cambia (oggi Siena Attiva), fece un comunicato politico per congratularsi della nomina in questa deputazione di un membro dell’associazione, Frigerio. La famosa autonomia tra politica e Fondazione, non c’è che dire. Il PD e Siena Cambia, come ai tempi del Mancini avevano nuovamente messo le mani sulla Fondazione, purtroppo per loro, il Clarich capita l’antifona, ha scelto la strada prevista e imposta dalla legge e ha rivendicato l’autonomia dell’ente. Apriti cielo! Valentini e il Mancuso e tutto il groviglio armonioso sono saliti sul piedistallo e hanno attacco Clarich. Colpevole di cosa? Di non dar retta alla politica sulle nomine e di non aprire il rubinetto (come ai vecchi tempi) delle erogazioni a pioggia. Questo è l’oggetto del contendere, altro che etica, antipatia o simpatia di Clarich. E qui urge fare alcune domande:

  1.  Quante volte, sia con la Mansi che con il Clarich, il sindaco Valentini ha avanzato richieste di erogazioni da parte della Fondazione e per cosa?
  2. Frigerio, membro della deputazione della Fondazione è sempre iscritto a Siena Attiva e se si, considerata l’autonomia dell’ente, condivide o ha preso formalmente le distanze dal documento contro i vertici della Fondazione firmato da Siena Attiva e da altri consiglieri d’opposizione?

Rifacciamo un passo indietro. I 5 Stelle di Siena, con in testa il sig. Semplici, vorrebbero dare lezioni di opposizione a tutti e rivendicano “verità e responsabilità”. Stranamente i grillini, pur avendo avuto a disposizione la commissione d’inchiesta regionale su MPS, guidata da un consigliere dei 5 Stelle,  non hanno mai voluto convocare tutti i deputati generali della Fondazione guidata da Mancini, e in quelle deputazioni c’erano sia la moglie del vicesindaco Mancuso, sia l’altro assessore della giunta Valentini, Paolo Mazzini. Stranamente i grillini, i deputati della Fondazione non li hanno voluti convocare, però si sono precipitati a firmare il documento di Siena Attiva e  non hanno mai contestato al vicesindaco Mancuso il suo ruolo nel sistema Siena, passato e presente. E poi ti ritrovi i 5 Stelle che continuano con la proposta di chiedere al consiglio comunale una mozione per liquidare la Fondazione MPS, quando la decisione spetta in via esclusiva al MEF e quando sarebbe semplice e costruttivo pretendere il rispetto del protocollo ACRI-MEF, permettendo alla Fondazione, di operare sul territorio come tutte le altre fondazioni bancarie italiane. A Siena, sia il PD che i 5 Stelle, preferiscono buttarla in caciara  sui nomi dei vertici, con la sola funzione di impostare la campagna elettorale. Mentre la città necessità di proposte concrete e di una rottura con il groviglio. Il PD, Siena Attiva, con la stampella dei 5 Stelle, preferiscono continuare con i soliti schemi.

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Più che altro, invece di firmare quel fumoso documento di Siena Attiva, ci riferiamo a tutti i consiglieri di opposizione che hanno messo la firma (leggi qui),  perché  non ponete all’attenzione del consiglio comunale, con richiesta di notizie, su quanto pubblicato da Raffaele Ascheri in arte L’Eretico di Siena su Morello (leggi qui)?

Per chiudere una chicca sul prode Valentini Bruno. Vi ricordate la famosa polemica, sempre con Mancuso in testa e il Valentini sulle barricate, sul decreto Madia in merito alla Fises, con il renziano Valentini che chiedeva una deroga alla Madia? Ebbene, la Consulta ha bocciato la legge Madia e subito dopo il Valentini, accodandosi al coro dei renziani, ha manifestato tutta la sua contrarietà nei confronti della decisione della Consulta. Un sindaco che va in deroga rispetto alle posizione del giorno precedente. Questa è Siena.

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