ECCO IL NUOVO GROVIGLIO SENESE E I MOTIVI DELL’ASSALTO ALLA FONDAZIONE MPS. PARTE 1

siena cambia

Alcuni dovrebbero  vergognarsi, non solo a intervenire sulla Fondazione ma solo a pensarla un’azione del genere, non perché è vietato parlarne, ma perché erano protagonisti e sostenitori delle gestioni Mancini e Mussari e della linea politica del PD senese a trazione Ceccuzzi-Bezzini e compagnia variegata.
Chi sono i nuovi costruttori di un groviglio in salsa senese che fonda le radici nel groviglio storico? Prima il PD senese poteva contare sul sostegno politico trasversale del PDL, condizionato da Verdini; ora invece, pur in forma dilettantistica rispetto al prode Verdini, quel trasversalismo è affidato all’associazione politica che fa riferimento al piddino vicesindaco Fulvio Mancuso, la ex Siena Cambia oggi Siena Attiva con il sostegno del gruppo dirigente locale del Movimento 5 Stelle e consiglieri di altri gruppi d’opposizione. Un nuovo groviglio funzionale per il mantenimento delle stato delle cose e favorire alle prossime elezioni comunali, il solito PD guidato da coloro che hanno avallato la gestione Mussari e Mancini. Non a caso, i consiglieri d’opposizione e i dirigenti dei 5 Stelle che oggi guidano insieme al vicesindaco Mancuso l’assalto alla Fondazione MPS, sono gli stessi che invitarono la gente al mare per far perdere il candidato Eugenio Neri e far vincere il candidato del PD Valentini Bruno. Concluso quel compito funzionale al PD e al groviglio storico, ora si ripresentano per dare il colpo di grazia alla Fondazione MPS.
Conosciamoli meglio questi nuovi costruttori di groviglio. Qui ci trovate i firmatari del documento dell’associazione del vicesindaco.
Chi è Fulvio Mancuso? Oggi lo trovate nella giunta guidata da Valentini Bruno, ma prima di lui, nella giunta comunale guidata da Franco Ceccuzzi, c’era la consorte e sempre la consorte, Paola Rosignoli, era nella deputazione generale (votando sempre a favore) della Fondazione MPS guidata dal mitico Gabriellone Mancini. Inoltre il sig. Mancuso, dietro nomina del cda della banca MPS prima e dopo con l’arrivo di Mussari  è stato: anno 2005 nominato nel cda di MPS leasing, anno 2006 nominato coordinatore comitato controllo Mps leasing, anno 2006 cda INTERMONTE SIM SPA (sempre società di MPS), anno 2008 nuovamente nominato nel cda di MPS leasing, anno 2011 sempre nel cda di MPS leasing. Seguite ora queste date: nel 2009 su indicazione del Comune di Siena, la moglie di Mancuso, viene nominata membro della deputazione generale della Fondazione MPS (e allora la fondazione aveva il 51% della banca) e nel maggio 2011 la moglie di Mancuso diventa assessore del Comune di Siena. Poi nel 2013 è lo stesso Mancuso a essere nominato assessore del Comune di Siena. E’ chiaro ora, anche ai giornalisti, o vi dobbiamo fare un disegnino?

Altro firmatario del documento contro la Fondazione è il consigliere comunale di Siena Attiva, Pasqualino Cappelli. Che faceva il Cappelli? Era, sotto la gestione Mussari, il responsabile del servizio segreteria generale della Banca MPS, entrando in carica il 1 settembre 2006.
Tra i firmatari ci trovate quel Pasquale D’Onofrio, che svolse un ruolo attivo per evitare la caduta dell’ex sindaco Ceccuzzi, insieme ad alcuni soggetti dell’allora opposizione, alcuni dei quali confluiti nei 5 Stelle. Ma non solo. Il D’Onofrio allora capogrupo di Sel e oggi confluito in Siena Attiva firmò un documento a favore di Ceccuzzi e ne citiamo un passaggio emblematico: “Ceccuzzi – affermano i capigruppo – ha sottolineato l’esigenza di proseguire con il percorso di rinnovamento avviato da questa amministrazione comunale. Un rinnovamento contrastato da otto consiglieri comunali che vi hanno visto una minaccia ai loro interessi personali, portandoli a tradire il mandato elettorale e, dunque, i cittadini.” In pratica, il D’Onofrio difendeva il Ceccuzzi e la sua giunta di cui faceva parte la moglie dell’attuale vicesindaco Fulvio Mancuso, animatore di Siena Attiva. E allora con chi se la prendeva il D’Onofrio? Con l’allora presidente del consiglio comunale Alessandro Piccini. Oggi invece sia D’Onofrio che Piccini (Nero su Bianco), firmano lo stesso documento sulla Fondazione contro Clarich. Praticamente i soliti personaggi che recitano una parte politica in base agli interessi mutevoli del groviglio. E forse con questa firma, il Piccini, ha deciso di porre fine all’esperienza di Nero su Bianco. Tra l’altro il Piccini che proviene dal PD, come ricordava Mancini durante un interrogatorio dei magistrati, aveva partecipato a una riunione.
Questo per quanto riguarda il documento di Siena Attiva. E per giustificare il documento, alcuni hanno fatto circolare la falsa notizia che dietro a Clarich ci sono Ceccuzzi e Valentini. Una cosa che non sta né  in cielo e né  in terra, anzi, i ceccuzziani Carolina Persi (consigliere comunale del PD) e Alessandro Masi (segretario comunale del PD), in una riunione, pur non firmando il documento di Siena Attiva, hanno espresso un giudizio negativo su Clarich. Non a caso, i cantori del Ceccuzzi e oggi del Valentini, sono usciti con dei post sui siti online invitando Clarich a dimettersi. Praticamente tutto il groviglio armonioso è schierato contro Clarich e tramite Siena Attiva hanno trovato nei 5 Stelle e altri soggetti dell’opposizione, la fogli di fico per coprire le nuove manovre per rimettere le mani sulla Fondazione MPS e riportare la città e la Fondazione come ai tempi di Mancini e Mussari. A tal proposito, è utile riportare l’estratto dell’interrogatorio di Mancini che spiega con esattezza come venivano gestite le nomine e il perché hanno spianato il patrimonio della Fondazione. Con buona pace dei 5 Stelle che con i proclami dicono di volere la verità sul passato, ma nei fatti sono diventati la stampella del PD senese, proprio per non far emergere quella verità.
Leggetevi il Mancini e ricordatevi dove si trovava in quegli anni il vicesindaco Mancuso, quelli del PD e quelli di Siena Attiva:
Alla Fondazione Mps arrivavano continuamente “sollecitazioni politiche” sui progetti in ordine alla concessione degli stessi. Mancini non ricorda “richieste esplicite” di Franco Ceccuzzi (ex deputato Pd ed ex sindaco di Siena), “richieste potevano venire, eventualmente, dagli uomini di riferimento di Ceccuzzi che indico in Luca Bonechi e Alessandro Piazzi”. La Fondazione Mps “ha avuto in Ceccuzzi”, allora componente della Commissione Finanze della Camera, “un interlocutore privilegiato”: era deputato dei Ds, tra il 2006 e il 2007, quando era in discussione una modifica sul voto delle Fondazioni nelle assemblee dei soci delle banche, (con un limite al 30%), “si battè per il suo ritiro”. “L’emendamento danneggiava la nostra Fondazione – aggiunge Mancini -, oltre alle Fondazioni Carige e CariFirenze. All’epoca il presidente della Commissione finanze era l’onorevole Paolo De Mese, che, per quanto mi consta, era in ottimi rapporti con Ceccuzzi“.
Il riferimento politico di Mussari era Ceccuzzi che “a sua volta può essere inquadrato nell’area dalemiana dei Ds. Posso dire altresì che Mussari aveva un rapporto cordiale anche con Veltroni, quando questi divenne segretario del Pd“. Riguardo le nomine “nelle società controllate di banca Mps” era “il presidente Mussari che decideva” e “a tal proposito posso dire che, per quanto concerne dette nomine, vi era una forte ingerenza dei partiti” così come quando si trattava dei “finanziamenti dei progetti da parte della Fondazione“.

3 commenti per “ECCO IL NUOVO GROVIGLIO SENESE E I MOTIVI DELL’ASSALTO ALLA FONDAZIONE MPS. PARTE 1

  1. Laura Vigni il 28 novembre 2016 alle ore 9:52 scrive:

    Per chiarezza, visto che tu parli genericamente di opposizione che avrebbe firmato il documento di Siena Attuva, vorrei rimarcare che il consigliere Campanini, di Sinistra per Siena, non lo ha fatto, proprio per le ragioni che tu dici. grazie, Laura Vigni

    • In verità Laura, se leggi bene anche il link di rimando al vecchio articolo, non parliamo genericamente di opposizione, ma facciamo nomi e cognomi in relazione proprio a chi ha firmato quel documento. Ci associamo a te nel rimarcare che il consigliere Campanini non ha firmato il documento, con grande nostra soddisfazione.

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