AGGREGAZIONE IPOTESI CONCRETA? NOOOOO??!! DAVVERO???

mps giannelli Bene signore e signori siamo al dunque. Anche il presidente Profumo prende in seria e concreta possibilità, la fusione o aggregazione, con altro gruppo bancario. Per alcuni è un’evoluzione delle dinamiche bancarie e societarie degli ultimi anni, per noi, poveri ed umili osservatori è una missione compiuta. Missione compiuta da quell’insieme di menti, che agendo a tutti i livelli, del famigerato groviglio armonioso, hanno permesso che in pochissimi anni succedesse l’impensabile. Siena ha perso il suo più prestigioso dei beni: la Banca Monte dei Paschi. Sempre grazie a queste menti eccelse Siena ha dissipato il suo tesoretto: il patrimonio della Fondazione Mps. La cronaca la sapete tutti e non vogliamo annoiarvi con le solite “ricordanze”, sappiate solo che illustri politici spalleggiati trasversalmente, hanno compiuto l’inimmaginabile. Da Cenni a Ceccuzzi a Valentini, passando dalla “discontinuità” da molti riconosciuta anche al di fuori del Pd, siamo passati dalla difesa ad oltranza del cinquantuno per cento, le azioni della banca detenute dalla Fondazione, all’abolizione del quattro per cento. Siamo passati dal sottoscrivere aumenti di capitale per acquisizioni rivelatesi poi fatali, per arrivare a sottoscrivere aumenti di capitale a gogò per non oltrepassare in basso,  la linea di galleggiamento. Due dati su tutti. I dipendenti del Monte dei Paschi sono chi licenziato, chi esternalizzato, chi in prepensionamento, senza considerare tutto l’indotto del lavoro collegato. Mentre i politici, i bancari, i faccendieri, sono tutti li al loro posto, anzi qualcuno si riaffaccia anche nell’agone politico, chissà a dirci che cosa o ad indicarci quale strada. Dai resoconti di quegli anni apparsi sulla stampa c’erano tutti: Cenni, Ceccuzzi, Ceccherini, Bezzini poi, come interlocutori politici, Mancini Gasbrilello, recentemente premiato dal sindaco Bassi da San Gimignano, Mussari, Vigni, come protagonisti in Banca e Fondazione, con tutto il management confermato poi dal tandem Profumo-Viola, fino a tutti coloro che a vario titolo hanno preso e ricoperto incarichi, profumatamente pagati nelle varie controllate dalla Banca e dalla Fondazione, che non hanno mai detto una parola di critica o manifestato sommesso dissenso. Mai. Ora qualcuno fa anche il critico e quello che si è messo di traverso. Roba da riderci due giorni di fila. Vero Mancuso? Ma così va il mondo direbbe il solito saggio. Così va il mondo, vero, ma a Siena va ancora di più.