MIA WALLACE – RIFUGGITE LE COSE SEMPLICI E BANALI PER DIFENDERVI DAI SOLITI CAMALEONTI

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Da quant’è che non leggete Shakespeare!? Da quanto non vi fate coinvolgere dalla sua straordinaria capacità di trasportarvi nell’immensità dei suoi versi e nella sua narrazione così fluida e incredibilmente moderna!!?? Chiudete gli occhi ed ascoltate, ascoltate in silenzio questo brano tratto da “Romeo e Giulietta” ed assaporatene il senso: “È solamente il tuo nome ad essermi ostile: tu saresti sempre lo stesso anche se non fossi un Montecchi. Che cosa vuol dire la parola Montecchi? Non è una mano, o un braccio o un viso, né  un’altra parte che appartiene ad un essere umano. Oh, sii qualche altro nome! Quello che noi chiamiamo col nome di rosa, anche chiamato con un nome diverso, conserverebbe ugualmente il suo dolce profumo. Allo stesso modo Romeo, se portasse un altro nome, avrebbe sempre quella rara perfezione che possiede anche senza quel nome […]”. Che dichiarazione d’amore bellissima vero!? Eppure se riflettiamo anche solo per un attimo, si può cogliere anche un significato più prosaico. Pensateci.

rossi renzi

Se è vero che una cosa è bella ai nostri occhi e tale resterà a prescindere dal nome che gli si attribuisce, altrettanto vero sarà anche il contrario e cioè che una cosa che risulta malfatta e priva di spessore o novità, resterà sempre ciò che era, malfatta e priva di ogni spessore, qualunque nome gli si attribuirà. E allora perché molti esponenti politici, o presunti tali, quando fondano un movimento o reinventano una corrente di partito si preoccupano come prima cosa di cambiargli il nome, senza prima accertarsi che la novità e l’onestà intellettuale rappresentino il fondamento del loro nuovo soggetto!? Semplice, perché è più facile! Per carità, vi imploro rifuggite le cose semplici e banali e pretendete la perfezione, che di certo costa fatica ma salva dall’abbrutimento e dalla barbarie. Al finto ordine rassicurante, preferite il caos e soprattutto il rumore assordante della novità e della verità, altrimenti, come ci insegna sempre il Bardo, tutto il resto sarà silenzio.

One thought

  1. Suggestivo e profondo il pezzo, dal sapore vagamente evangelico.
    Esigere la perfezione, che deve essere prima di di tutto un impegno rivolto a noi stessi, sta a significare che crediamo a dei valori che astraggono dalla mediocrità del quieto vivere e dell’utilitarismo spicciolo.
    Ma la perfezione non può fare a meno della verità, perché solo aderendo a ciò che esiste in senso assoluto e che quindi può da tutti essere constatato in quanto corrispondente ad una realtà oggettiva o ad un dato verificabili, può rendere l’uomo perfetto.
    Il problema è che oggi di verità ne esistono mille e una.

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