Jillman. Le normalità nascoste

imagesCANSAU99  C’è molta differenza tra ciò che normalmente percepiamo e quello che in realtà dovrebbe essere la sensazione primordiale di quello che intimamente ci riguarda. Riguardo a quello che viviamo quotidianamente e quello che sono tutti i nostri universi paralleli, rappresentati dai nostri pensieri e le nostre aspettative, pensiamo erroneamente che non vi possono essere punti di contatto. Pensiamo erroneamente che quello che non possiamo per forza descrivere o raccontare, sia in qualche modo da segregare nell’angolo più buio della nostra anima, magari solo per il fatto che non può essere percepito da un’altra moltitudine di persone. Care sorelle e cari fratelli, non commettete questo errore. La nostra anima ha necessità che voi possiate scegliere di non raccontare, di non descrivere, di tenervi per voi l’essenza delle vostre percezioni, del vostro sentire i pensieri. Tutto questo rientra nella fondamentale esigenza di ognuno di noi di crearsi un rifugio. Il nostro rifugio, che non può essere in un angolo buio, ma in quel luogo inaccessibile a chiunque tranne che a voi stessi. Il rifugio dell’anima, è quel posto dove nessuno vi impone la normalità come comunemente viene percepita, la normalità delle leggi dell’uomo che non sono le leggi dell’anima, poiché l’anima non ha leggi, ha solo bisogno di luoghi dove esprimersi. Rifiutare la consuetudine quotidiana, essere in grado in qualsiasi momento di raggiungere il nostro rifugio, porterà immensi benefici a voi stessi, ma soprattutto vi farà assaporare quel sapore unico, irripetibile ogni qualvolta, della vostra e non altrui normalità. Le vostre normalità nascoste.