INTERVISTA AL SIG. HANZO: SI CHIUDE IL SECOLO “FINANZIARIO” BREVE

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Caro sig. Hanzo, domani ci sarà l’assemblea di Banca Monte dei Paschi, e a tal proposito ci interessa conoscere il suo punto di vista.

Domani si chiude, e non solo per MPS, il secolo “finanziario” breve: il regolatore delle dinamiche bancarie e finanziarie italiane non sarà più la politica, con domani la “questione banche” passa a pieno regime nel complesso meccanismo del mercato. In Italia la classe politica degli ultimi 20 anni ha fallito, su tutti i fronti, nel ruolo di soggetto impegnato direttamente nella gestione del sistema bancario. L’unico modello di banca che ha mantenuto indipendenza gestionale dalla politica e ha saputo coniugare le esigenze del mercato con la tenuta del rapporto con la clientela, è quello di Banca Intesa. Non per niente è la banca forte del sistema bancario italiano e posizionata a livelli importanti nel sistema europeo. Banca Mps e la Fondazione, nel recente passato, sono state spianate patrimonialmente e sul piano reputazionale, dalla politica, quella politica che con il PD senese non si arrende nemmeno davanti al proprio fallimento gestionale. Ingerenza politica che è durata, anche se in forma minore, fino alla gestione Profumo-Viola.Volenti o nolenti, da domani la mano passa al mercato e il conto dei danni portatelo alla politica. Il mercato sarà brutto, intricato e distante dal territorio, ma la politica non ha saputo e non ha voluto tutelare il patrimonio economico e le istituzioni economiche. Alla politica, quella dei governi, non rimane che rafforzare con una legislazione europea chiara il potere delle autorità di vigilanza. A quella locale non rimane che nascondersi sotto una subordinata della coscienza.

hanzo con spada

Quindi domani si chiude il percorso a ostacoli per MPS?

Personalmente ritengo che la soluzione per mettere in sicurezza e rendere “normale” la Banca andrà in porto, anche perché  non penso che Mario Draghi sia intenzionato a concludere il suo mandato alla BCE lasciando in sospeso la soluzione del riassetto bancario italiano. Poi è chiaro, la Banca è una spa e decidono i soci in assemblea. Quello che ho trovato ingiustificabile è il caos, in parte creato ad arte, degli ultimi due mesi: tra chi voleva accreditarsi un ruolo salvifico e chi ha spinto al massimo per augurarsi un fallimento. Un grosso errore aver trascinato la vicenda recente di MPS nello scontro politico, perché  la politica non ha capito quello che stava succedendo e non lo sta capendo nemmeno ora. Quello che viene fatto ora, dovevano farlo il giorno dopo l’uscita di scena di Mussari e invece hanno preferito la continuità politica con Profumo. E “l’incursione” di Passera e la difesa d’ufficio mediatica di Viola, hanno creato ulteriore caos e non hanno permesso una discussione pubblica meritevole di attenzione costruttiva.

Un ultima domanda. In futuro la politica e le amministrazioni locali come dovrebbero rapportarsi con la Banca?

Considerandola una banca e non il grimaldello per procurarsi consenso elettorale (fortunatamente non possono più farlo) e per garantire la carriera al politico o agli amici di corrente del politico. Se la politica rimane nel suo ambito e la Banca opera in autonomia dalle correnti politiche, ci guadagnano l’economia dei territori e la cultura civica di una buona amministrazione locale. Un’ultima cosa. Una parte di responsabilità, ce l’hanno anche coloro che non hanno voluto raccontare con sobrietà tutti i passaggi storici degli ultimi 15 anni. E il tentativo di rioccupare la gestione dei filtri mediatici e monopolizzare la dialettica tra città e media nazionali, serviva proprio allo scopo funzionale: non portare a compimento il racconto delle responsabilità del passato e inquinare quello delle vicende attuali. Poi per fare i coperchi servono i miliardi e non le veline sui giornali. E ti ritrovi i responsabili dei disastri che gridano alla “caccia alle streghe”.

3 thoughts

  1. Il Monte dei Paschi di Siena, finalmente, addirittura all’ennesimo varo, è salpato, ha preso il largo. Da ora in poi a Siena sarà tutto di una noia mortale, non mi divertirò più a venire in codesta città, mi farà impressione vedere tutti un po’ dismessi, come entrare in vecchio castello abbandonato con il salone delle feste lasciato come all’ultimo giro di valzer. Che malinconia. Lei, sig. Hanzo, lo aveva in qualche modo predetto nei giusti termini e nei giusti valori, ora non le resterà che parlare dei giochetti post groviglio. Sarà noioso anche per lei, ci vuole un certo sforzo per non annoiarsi a parlare del dott. Mancuso, o del sindaco Valentini o dei vari contorni con patate e patatine. Continuerò a leggervi, perché alla fine siete romantici al punto giusto, come piace a me.

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