HATTORI HANZO – MPS E LA CACIARA CHE GIRA INTORNO

 hanzo con spada
Difficile dare torto ad alcuni osservatori esteri, soprattutto di cultura economica anglosassone e del sud-est asiatico, che in questi giorni, nei rispettivi circoli privati, commentano la complessa situazione che si è creata intorno alla banca Monte dei Paschi. Difficile dargli torto, proprio perchè non arrivano segnali tangibili di discontinuità, non tanto in merito alle gestioni Mussari-Vigni, ma in relazione alla situazione stagnante che si trascina dalla gestione Profumo-Viola. Perchè, come sottolineano alcuni commentatori: troppo facile fare l’amministratore delegato con gli aumenti di capitale pagati dagli azionisti o nuovi investitori, soprattutto quando con quei numerosi aumenti di capitale la situazione resta stagnante e paradossalmente, non avviene il cambio dell’amministratore delegato. Questa breve considerazione, a commento di riflessioni non nostre, per sottolineare la necessità di una radicale discontinuità, per dare un segnale forte al mercato e agli investitori esteri. E il primo segnale passa dalla sostituzione dell’amministratore delegato e dal rinnovo delle classi dirigenti, che ricoprivano lo stesso ruolo con la gestione Mussari e di quelli arrivati con la gestione Profumo-Viola. Una sorta di operazione lampo, come quella avviata dal nuovo “Ad” di Unicredit, ovviamente dopo aver cambiato l’Ad. E’ chiaro che il nostro è un mero esercizio di opinione libera, ben consapevoli che non possiamo influenzare la gestione di una società per azioni. Le decisioni competono ad altri, soprattutto agli azionisti. Ricordando che stiamo parlando di una banca sottoposta alla vigilanza unica europea e non di un semplice  circolo ricreativo, come spesso viene considerata la Banca dalle diverse fazioni politiche.
Fabrizio Viola e la nuova indagine relativa alla presunta manipolazione del mercato.
I giornali, così come lo stesso Viola, confermano che c’è questa nuova indagine che oltre a Viola coinvolge l’ex presidente Profumo Alessandro. Per quanto ci riguarda non è tanto la notizia dell’indagine che dovrebbe suggerire il cambio dell’ad, ma una valutazione più articolata, che dopo una breve parentesi cercheremo di illustrare. Una breve parentesi, immedesimandoci in un qualsiasi commentatore di cultura anglosassone. Dopo la notizia della nuova indagine sulla presunta manipolazione del mercato, il sig. Viola ha tenuto a precisare che si tratta di un atto dovuto. Atto dovuto o non dovuto, in merito all’indagine i soggetti coinvolti si rapportano con la magistratura, poi magari archiviano o forse no, ma come tutti i comuni cittadini devono attendere gli esiti dell’iter giudiziario specifico e non far passare il messaggio che qualcuno è indagato “così per sport”, quasi a immedesimarsi con il ruolo di chi indaga. Come se ci fossero indagati con le corsie preferenziali. Chiusa la parentesi, illustriamo perchè serve un veloce cambio di amministratore delegato. Il sig. Viola arriva in Banca MPS con Mussari ancora presidente, e salvo sorprese non ci risultano atti o dichiarazioni, riferite al periodo di co-gestione con Mussari. All’Ad Viola, andavano bene come erano gestiti i cda presieduti da Mussari? In secondo luogo e questo è emblematico, lo storico segretario del cda delle gestioni Mussari-Vigni, Valentino Fanti, è rimasto al suo posto sia con la gestione Profumo-Viola, sia attualmente, godendo della piena fiducia dell’ad Viola. Ultima, e non di poco conto, è la riflessione relativa agli aumenti di capitale. Considerati gli aumenti di capitali e considerata la situazione stagnante, non serve un economista per capire che qualcosa non ha funzionato e non funziona. Del resto, anche il mercato sembra non comprendere le numerose interviste del dott. Viola. La domanda che riproponiamo è sempre la stessa: perché Profumo e Viola, coadiuvati da Mingrone, non hanno mai proceduto con una svalutazione totale chiedendo un maxi-aumento di capitale fin da subito? Perchè non c’è mai stato quel colpo di reni e si è preferito procedere pizzichi e bocconi? Questa è la vera questione, senza girarci intorno, ed è sufficiente per chiedere la sostituzione dell’ad, magari individuando una figura dal profilo internazionale, per arrivare allla soluzione, non più rinviabile per MPS: un’aggregazione. Cosi si chiude questa lunga traversata del deserto e sarebbe un bene per tutto il sistema bancario, per i dipendenti, per i risparmiatori.
E ora parliamo della caciara che gira intorno.
A noi non interessa, e siamo convinti che non porti a nessun risultato, inserire la questione della Banca MPS nel tritacarne dello scontro referendario, pro o contro Renzi, o nella battaglia politica anti-sistema, o in funzione elettorale in vista delle prossime elezioni politiche. Seguire questa strada, allontana la questione concreta, e favorisce la solita banda del groviglio, che con questo maldestro tentativo di buttarla in caciara,  scaricando la  responsabilità dei disastri passati, tutta su Mussari e Vigni, cerca di creare il classico calderone dove le colpe sono di tutti e di nessuno. E oggi, tutti eroi, soprattutto quelli che durante la gestione Mussari-Vigni erano in rigoroso silenzio e qualcuno addirittura, in quel lungo asse PD-Verdini, approfittava di qualche nomina. Lo stesso Falaschi, che oggi chiede il commissariamento della Banca, allora non disdegnava nomine in ambito Asl, in quota centrodestra verdiniano. Commissariare cosa, in funzione di quale piano industriale, ma soprattutto: chi li mette i soldi, per smaltire i crediti di una banca commissariata? Cerchiamo di evitare populismi “viziati”, che guarda caso scopiazzano le proposte del piddino Rossi Enrico, il quale chiedeva di esautorare i vertici della Banca, dimenticandosi di essere uno dei soggetti nominanti della Fondazione MPS e di aver sostenuto le gestioni Mussari-Vigni e Profumo-Viola. Diciamolo apertamente: ci sono pezzi di opposizione che dialogano con pezzi del PD toscano, che mal sopportano la presenza di Tononi alla presidenza della Banca, in quanto non funzionale ai grovigli locali, che spingono per commissariare la Banca o per farla nazionalizzare, ora e non allora, per ridare alla politica il controllo gestionale. Ed è per questo che la commissione regionale d’inchiesta su MPS, oltre che scoprire l’acqua calda, forse perchè i grillini regionali si sono fatti consigliare da quei “politici” senesi, neo-grillini, che avevano invitato gli elettori a recarsi al mare per far vincere il candidato sindaco del PD, non ha sviscerato le responsabilità locali del disastro passato, ma ha spostato l’attenzione sul grande complotto dei grandi poteri. E si capiscono anche i silenzi delle opposizioni sul ruolo degli ex membri delle deputazioni generali della Fondazione MPS, sulla vicenda delle sorelle Barni e su altre questioni di estrema attualità.
Anche la pretesa di un’azione di responsabilità nei confronti dei vertici della Banca, senza un supporto di un organo terzo che ne certifichi illeciti di bilancio, non poteva essere votata. Per chiuderla e per restare pragmaticamente con i piedi per terra, se a qualcuno interessa far chiarezza sul passato e su recente passato, invece di occuparvi della Banca, che oramai è sotto il controllo vigile della BCE, concentratevi sulle responsabilità della politica e della Fondazione, delle pressioni sulla gestione della Banca, in relazione alle società partecipate dalla Fondazione stessa. O forse a qualcuno, sempre sotto suggerimento, interessa di più la caciara e non la verità? La solita musica: tutti contro Mussari, con Mussari fuori gioco; tutti amici di Mussari e in fila per qualche nomina, quando Mussari era al vertice. Stessa musica, quando c’era Profumo. Ora tutti eroi per difendere i risparmiatori e per immolarsi per la causa. Più che la Banca, bisognerebbe commissariare quelli che suggeriscono la caciara. E i suggeritori forse, sono gli stessi, che applaudivano per l’acquisto di Antonveneta e per le nomine della Fondazione del 2001.
Rinnoviamo la nostra apertura di credito nei confronti del presidente Tononi e la richiesta di dimissioni per il sig. Viola.

20 thoughts

  1. Concordo su quasi tutto, soprattutto per aver ricordato che sono gli stessi che le altre volte hanno favorito la vittoria del PD senese. E poi via, ma il Falaschi ci crede davvero alla sua linea giuridica per chiedere il commissariamento?

  2. Alla città serve altro, basta con la classe dirigente locale del PD e basta con gli attuali oppositori. Si leggono articoli sui piccioni e nemmeno due righe sugli incarichi al Fabbrini. Mentre il Valentini e il Mancuso si preoccupano delle biciclette.

  3. Concordo in toto sulla necessità delle dimissioni di Viola Fabrizio; “atto dovuto”, “fiducia nell’operato della Magistratura”…mi pare di avere risentito certe espressioni, o mi sbaglio?
    Ma quando passa il filiforme pieno di capelli, è tutto uno scappellamento, quasi come ai tempi del Signore degli Agostoli.

    Dacci sotto, Carlone: qui la strada è ancora lunga…

  4. Ma il commissariamento si fa se il patrimonio di vigilanza è sceso sotto il minimo regolamentare a causa di gravi irregolarità che hanno generato perdite capaci di minare la stabilità della banca. Il Monte non rientra in questo caso, il suo patrimonio di vigilanza rimarrebbe sopra il minimo anche facendo uscire le sofferenze, contabilizzandone le perdite e senza fare aumento di capitale. In questo caso però, pur con un patrimonio di vigilanza superiore al minimo avrebbe comunque un patrimonio di vigilanz inferiore a quello regolamentare richiesto, che ben più superiore al livello minimo e dunque, senza aumento di capitale, scatterebbe il bail in. Il commissariamento sembra un pò fuori tema.

    1. Oggi come potrai osservare, caro Investor, si è aggiunto alla platea di “quelli del commissariamento” un certo Mazzoni Della Stella. Ora che fra tutti non si accorgono di essere inopportuni e male informati sarà possibile? Certo che è possibile; nella misura in cui, tutta questa “caciara” è fatta per i soliti scopi politici, per passare da ganzini, dando a bere al popolo cose che non stanno né in cielo né in terra. Lo capiscono lor signori che stanno parlando di una società quotata, con azionariato diffuso? Se si pensa, che tra questi “del commissariamento” ci sono quelli che si vorrebbero presentare come alternativa politica cittadina, stiamo freschi.

  5. Caro Bsg, da quello che scrivi ho l’impressione che quelli “del commissariamento ” assomiglino a quelli “mai sotto il 51%”. Una bella parabola, anche comica…

  6. Un assedio cosi concentrico e trasversale contro il Monte nemmeno ai tempi di Mussari e Vigni.Come mai Falaschi e Mazzoni Della Stella allora non si sono incatenati davanti al Monte per chiedere le dimissioni di Mussari e Vigni,soprattutto del Vigni…….

  7. Caro Bsg , se guardi il punto 4 dell’esposto alla Bce c’è da “stantia” dal ridere. Parlano di utile di gestione di oltre 300 milioni quando si tratta di utile netto. Gli serve un corso accelerato di contabilità elementare. Poi sto benedetto utile netto (non di gestione) sarebbe falso perchè vi contribuirebbero dei guadagni straordinari, ma l’utile netto si compone di guadagni ordinari e straordinari. E’ come la vita. Sarebbe falso solo se non ci avessero messo i guadagni straordinari ma solo quelli ordinari. Ci ho ripensato, ha proprio ragione, solo “caciara”

  8. Sono in grande confusione.La banca elabora un piano dietro approvazione della BCE e alcuni piccoli azionisti dopo che la BCE ha dato il via libera,chiedono il commissariamento della banca alla stessa BCE? Immagino che alla BCE non ci dormono dopo la richiesta dei piccoli azionisti.

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