D’IVANO LETTO – IL SANTA MARIA DELLA SCALA E LA (IN)SOSTENIBILITA’ FINANZIARIA

divano letto

In questa giornata dedicata alla Festa del Lavoro non abbiamo trovato di meglio da fare che buttare giù qualche riflessione in merito al ‘caso Santa Maria della Scala’. Questo perché, a nostro avviso, rappresenta il paradigma dell’amministrazione guidata da Bruno Valentini: tante chiacchiere e poca farina. Anzi, la farina ci potrebbe anche essere ma dopo essere macinata, viene portata via sotto al naso dei cittadini senesi. Procediamo con ordine: Prendendo in esame le numerose delibere susseguitesi nel corso degli anni aventi ad oggetto la valorizzazione del complesso museale, ci accorgiamo che l’ente locale ha costantemente sostituito la concessione (come previsto nel Codice dei Beni Culturali) con gli appalti. Le differenze per il Comune non sono di poco conto: con la concessione il Comune incassa, con l’appalto viceversa spende. E su questo crediamo che non ci possano essere fraintendimenti o errori dovuti alla poca chiarezza delle norme, è evidente che è una scelta politica, ancor più illogica se considerata alla luce dello stato comatoso delle finanze comunali che ha costretto l’ente locale a tassare i cittadini con aliquote fiscali tra le più alte del Paese. Ci sia concesso di affermare come la scelta della giunta nulla abbia a che fare con il perseguimento di interessi pubblici.

Del resto a Siena siamo, ormai, tutti consapevoli che le entrature politiche bi-partisan hanno consentito l’ingresso nel mercato turistico locale di società (leggasi Opera Laboratori Fiorentini s.p.a.). Né va dimenticato che tra gli sponsor di tali attori si trova anche la Chiesa locale: sin dal 2012, in una intervista rilasciata al Corriere di Siena (diretto dall’aedo del groviglio), il maggior esponente della curia dichiarava essere fondamentale …“la sinergia tra pubblico e privato”… auspicando che la gestione dell’acropoli senese (duomo e Santa Maria della Scala) venisse affidata all’Opera del Duomo che, guarda un po’ il caso, aveva già da un anno ceduto parte delle proprie entrate ad Opera Laboratori Fiorentini. Ma la domanda da un milione (e passa) di euro, cari amici, è: siamo certi che sia tutto legittimo? Sembrerebbe di sì, a dar retta a quanto è fino ad oggi emerso dalla reazione delle varie istituzioni pubbliche, a cominciare dal Consiglio Comunale. Non ci sarà il rischio che si verifichi quanto già successo con il Monte dei Paschi? Ci è stato insegnato che la storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia e la seconda come farsa. La tragedia l’abbiamo già vista, speriamo di evitare la farsa.

Buona fortuna, da

 

d’Ivano Letto

 

Ps. Questo ci risulta essero lo stato dell’arte fino ad oggi, il domani forse sarà più chiaro anche alla luce della gara per la sèmi *concessione (soluzione quantomeno stravagante che abbiamo appreso dagli organi di stampa che sta tra l’appalto e la concessione, partorita dalla fervida fantasia degli uffici comunali senesi) che esamineremo a breve. Nel frattempo formuliamo i migliori auguri al sèmi-sindaco (di fatto commissariato da Scaramelli e dai ceccuziani) nonché  sèmi-assessore alla cultura (si è tenuto la delega al Santa Maria della Scala che il Comune sèmi-detiene con Opera Laboratori Fiorentini) , perché avanti di questo passo, ne avrà più bisogno dei cittadini.

*sèmi- [dal lat. semi- (affine al gr. ἡμι-), cfr. semis «metà»]. – Primo elemento di numerose parole composte derivate dal latino o formate modernamente, in cui significa «mezzo, a metà, per metà», o anche, più genericam., «in parte, parzialmente, quasi» (dal dizionario Treccani online)

One thought

  1. Una delle disamine più esaustive che ho letto, tagliente e precisa. Così non si può andare avanti e bisognerebbe che si prendesse al più presto provvedimenti.

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