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ZERO IN CONDOTTA

zero in condotta Luigi De Mossi


A proposito di parità di genere, femminismo etc.

 

Durante il secolo scorso c’era una consuetudine che credevo tramontata: prevedeva il continuo uso del cognome del marito se importante (o famoso o nobile fate voi).

Nel 2016, nella moderna democrazia americana, sembra che questa tradizione sia stata riscoperta:

l’Avv. Hillary “utilizza” il più comodo Clinton.

Chissà cosa ne penserà il Sig. Bill Rodham.


 

Pubblichiamo una lettera del professor Mario Ascheri

Caro Sindaco,

ti lamenti dei commercianti, ma tu non ci vai di scartino: “le offese, le denigrazioni vuote e livorose, oppure le recriminazioni opportunistiche di chi si lamenta soltanto per un posto al sole non ricevuto, ci scivoleranno addosso”.
Non so a chi ti riferissi (non è bello per un sindaco fare accuse generiche di opportunismo), ma io non ero là per livore o rancore, e l’ho anche detto. Ero là per manifestare uno stato d’animo diffuso, molto diffuso ormai e purtroppo, perché c’è un problema serio di gruppo dirigente in città (e non solo di giunta comunale).
Non ho da cercare posti al sole, grazie a Dio! Posso dirmi soddisfatto di quel tanto o poco che ho realizzato e alla fine gli ‘Studi’ che duecento studiosi mi hanno dedicato mi gratificano appieno. A proposito, mi sono meravigliato della tua ‘assenza ingiustificata’ alla cerimonia di consegna pur avendo promesso la presenza; fortunatamente per i tanti convenuti da fuori c’era il Prefetto, il rappresentante del Rettore e il lungo messaggio di un altro Sindaco (di Ventimiglia: PD, bada).
Mi impegnano anche.troppo le richieste che ricevo per parlare (serenamente, stai tranquillo!) fuori di Siena della nostra città (tra l’altro). In allegato hai San Marino di giovedì prossimo, mentre il 5 dicembre sarà la volta di Roma. Posso pretendere o fare di più per la città dopo le pagine, credo attentamente ponderate, che ho scritto recentemente? Fuori Siena stanno anche studiando di tradurle, dato che i nostri operatori culturali ufficiali non sembrano molto attivi: sanno che le traduzioni hanno effetti promozionali enormi?
Per la CEC mi ero dichiarato disponibile (ovviamente gratis), e nonostante l’esito lo rimango per quanto possa farsi ancora; ho collaborato intanto, come doveroso, con la mia contrada per le schede caricate nel sito.
Ma veniamo al merito. Ti confesso serenamente che alla marcia c’ero perché da te mi aspettavo ben di più dopo le primarie del PD. Non conosco gli sviluppi interni e non ho gli strumenti per conoscere i condizionamenti cui sei sottoposto. Come cittadino di base non posso che guardare ai fatti. E dicono che i giusti propositi che elenchi nella seconda metà dell’articolo sembrano ben lungi dall’essere stati realizzati o anche solo saldamente impostati. Quel che avete fatto non era in pratica ‘necessitato’?
Qualche dettaglio di cui ho conoscenza sicura. Vi ho chiesto da oltre un anno come Club Unesco di portare il problema delle mura antiche al pubblico (da me evidenziato con tre interrogazioni quand’ero consigliere), chiarendo tempi e modi dell’intervento, tenuto conto dei fondi ottenuti sulla legge dei siti Unesco ecc., ma i solleciti sono restati lettera morta. Perché?
Ben più importante la questione CEC, dove a mio avviso prima di fare l’incontro pubblico era necessario un approfondimento generale sui problemi della cultura a Siena. Come procedere? Come evitare di seguire un rivolo perdendo di vista la problematica generale? Quanto costa fare degli Stati Generali della Cultura nella sala delle lupe?
SMS: idem come sopra. Vi avevo chiesto con pistolotto argomentato di avere un progetto serio cui ‘dopo’ adeguare le forme giuridiche, avere cioè contenuti chiari prima di pensare, come state facendo (temo) ai posti da ricoprire e alle forze esterne alla città da far affluire.
E la dignità istituzionale? Come si concilia con la tua partecipazione a una riunione nella sede del Partito sul MPS? Si dirà: è stato più grave che accondiscendesse un Sottosegretario di Stato: certo, degno di dimissioni: ma basta?
Sono solo uno storico e non ho il diritto di farti perder tempo, per cui chiudo.
La marcia dei 501 (io, da vecchio brontolone, l’avrei organizzata diversamente, e perciò sono quell’uno in più) spero che porti qualche riflessione in più non solo nelle minoranze (dove da tempo ce ne era bisogno), ma anche nel PD, perché la tua reazione mi sembra davvero superficiale, emotiva.
Mentre ora non ci si possono permettere comportamenti leggeri, diciamo pure rancorosi, da chi è in certe posizioni. Con la tua risposta aiuti piuttosto chi voleva colpire la tua persona: pensaci.
La cosa invece esulava dai miei propositi, e infatti ti rinnovo pubblicamente la più ampia volontà di collaborazione nell’interesse della città. Così come rinnovo la mia speranza che il PD, partito così importante nella nostra provincia, possa presto trovare i leader e la strada per una discontinuità che non sia solo verbale.
Abbandonare la faziosità, questo è il vero problema: che diviene anche problema di tutti noi, purtroppo, come lo fu nel ‘500, e che la tua lettera conferma.

Buon lavoro dal tuo

LEGGIAMO CON SORPRESA DI AFFIDAMENTI DI INCARICHI LEGALI A STUDI ESTERNI, MA NON DOVEVA FUNZIONARE IL SERVIZIO DI AVVOCATURA INTERNA DEL COMUNE?

giustizia Ci risiamo. Si predica in un modo e si razzola in un altro. Per carità non è una novità, ma a stretto giro di posta così, francamente non ce lo aspettavamo. Leggiamo con stupore dal sito di Sunto che ben due incarichi legali che riguardano il nostro comune vengono affidati all’avvocato Fabio Pisillo. A distanza di un mese circa, dalla delibera comunale con la quale si sanciva l’utilizzo del Servizio di Avvocatura interno al comune in virtù dei risparmi che esso avrebbe portato, si procede disinvoltamente ad affidare le questioni legali del comune di Siena ad uno studio esterno. Bisognerebbe capire il perché, magari ci sarà un motivo, ma non si capisce francamente come non possa risaltare all’occhio che trattandosi di questioni non propriamente delicate, viene così saltato un servizio già pagato dalle casse comunali in favore di altri professionisti esterni che sicuramente verranno pagati di più. Un altra curiosità riguarda come questi professionisti esterni vengono scelti, se il sindaco procede a propria discrezione oppure c’è un iter da seguire, che coinvolga per trasparenza anche il consiglio comunale. Sempre rimanendo nel campo delle curiosità, sarebbe opportuno verificare quante volte l’avvocato Pisillo ha avuto questo genere di incarichi, visto che vorremmo sapere tutti i nomi di coloro che hanno prestato questo servizio e quanto ci sono costati. Così per trasparenza. E’ possibile? Visto che continuate imperterriti a fare come vi pare.

Questo il link del post precedente riguardo questo argomento:

http://www.bastardosenzagloria.com/noteredazionali/le-spese-legali-del-comune-e-quegli-incarichi-dati-agli-esterni-a-chi/

IL BLOG PASSA DI MANO I NUOVI PROPRIETARI SONO IL GRUPPO FINANZIARIO LABORERS BROTHERS LIT

astana capitale degli illuminati Dopo giorni e giorni di agitazione abbiamo finalmente concluso il faticoso passaggio di proprietà che ha portato la redazione di Bastardo Senza Gloria a passare di mano. Il gruppo finanziario Laborers Brothers Lit ha di fatto acquistato per intero il marchio e tutta la struttura con la possibilità di sfruttare lo stesso  e dettarne le nuove linee editoriali. Abbiamo incontrato i delegati di questo gruppo finanziario, che hanno curato tutte le fasi di questo delicato passaggio ed abbiamo ottenuto quelle che sono delle informazioni importanti per il futuro di questo blog. Innanzitutto c’è la determinazione della nuova proprietà di intraprendere e potenziare quelle che sono le forze editoriali della redazione, perseguendo così quella che è la filosofia di questo gruppo, ossia portare sicurezza, libertà di espressione e opposizione totale ai sistemi di aggrovigliamento antidemocratico.

Bastardi-senza-gloria- Vengono così confermate tutte le cariche in redazione con alcune new entry che presto renderemo note, prima fra tutte la valorosa ed inestimabile penna dell’Avvocato Luigi De Mossi che curerà una propria rubrica della quale ci sarà ampia e dettagliata presentazione da queste colonne. Rimane il fatto che essendo uno spazio libero che non accetta imposizioni, vuole però ribadire che sarà comunque uno spazio dove verranno prese chiare e nette posizioni riguardo i vari argomenti politici, sociali, culturali che riguardano la vita quotidiana della nostra città ed oltre, senza cercare facili consensi ma solamente trasmettere chiarezza e determinazione nelle scelte. Un abbraccio a tutti i nostri lettori, a tutti i cittadini autodeterminati, consapevoli e liberi.

Londra 14/04/2014

BASTARDO SENZA GLORIA

MARCO SBARRA SCRIVE

MONTEPASCHINI, VIL RAZZA DANNATA

Don Abbondio proclamato santo patrono dei dipendenti MPS

Dottor Viola, Le piace vincere facile, eh?

Ancora una volta, con il colpo da 1,79 milioni di euro più il bonus da 1,2 milioni che Le arriverà come importo transattivo una volta andato a buon fine il prossimo aumento di capitale, ha fornito la prova che il nobile principio “nemo legibus solutus” è ritenuto, in certi ambienti dove il sole non tramonta mai, come un fastidioso e vuoto esercizio dialettico.

I potenti (e i prepotenti) pensano infatti che loro non abbiano regole da seguire, ma solo da imporre.

Comunque, caro collega Viola, non voglio assolutamente censurare il Suo comportamento, né stracciarmi le vesti. Lei cura semplicemente il Suo interesse di Amministratore Delegato/Direttore Generale, come è nella logica di questi casi, senza preoccuparsi troppo, diciamo così, del contesto.

E lo può fare in tutta tranquillità perché sa bene che alle pendici del Monte si distende una prateria sterminata  dove può scorrazzare a Suo piacimento senza incontrare resistenza alcuna, visto che non si trova di fronte un benché minimo “contropotere” che possa mettere legittimamente in discussione o limitare le Sue determinazioni.

 

Il Sindacato? Nell’Azienda non esiste un’organizzazione degna di questo nome. E ora toccherà pure sorbirci il solito stucchevole pistolotto ipocrita di condanna del Suo “ben meritato” riconoscimento economico da parte di qualche sigla dei compagni di merende dell’Azienda.

 

I dipendenti, i mitici montepaschini, che Lei è solito lodare ad ogni piè sospinto?

Parliamone tranquillamente. Sono gli unici soggetti a pagare, incolpevolmente, le conseguenze del buco megagalattico indotto dall’acquisto di Antonveneta. Ora, qualcuno mi dirà, di fronte al Direttore Generale che si regala un premio super, vedrai che finalmente faranno fuoco e fiamme.

Povero grullo, ma non sai che nel Monte lavorano migliaia di persone con le polveri bagnate, che si considerano paria da terzo mondo e, pur sgobbando a capo chino tutto il giorno tra mille difficoltà, rinunciano volontariamente all’esercizio dei propri diritti e accettano ogni input aziendale, legittimo o no che sia, senza colpo ferire?

 

Sospinti da magiche parole d’ordine quali “Il vento sta cambiando” o “Avanti tutta, il momento del riscatto è cominciato” e tremebondi per le larvate minacce ricevute alla stregua di “Se non sfruttiamo questo momento magico…non avremo attenuanti, si sono visti affidare l’immane compito di risollevare le sorti del Monte.

Naturalmente, se ciò non dovesse accadere, la responsabilità dell’insuccesso verrebbe ascritta a  loro. Tanto chi si azzarderebbe ad aprire bocca?

 

Ma chi si aspetta che io lanci invettive nei confronti del nostro collega Viola si sbaglia alla grande.

Voglio applaudirlo invece, perché è riuscito, con indubbia classe, a tutelare i suoi interessi. Non è certo colpa sua se i montepaschini adorano il Monte come un dio terribile, capace di incenerire chiunque di loro osi dissentire. Loro non camminano ma procedono a carponi, non parlano ma sussurrano, non si difendono dai soprusi e dalle ingiustizie ma offrono con il sorriso sulle labbra la loro testa al carnefice. Le tutele giuridiche di cui dispongono? Sì, e se poi l’Azienda manda i carri armati in Piazza Aranci a Massa?

Sono usi tremare non solo al pensiero ardimentoso di prendere d’assalto Piazza Salimbeni, ma perdono la favella pure di fronte ad umiliazioni e prevaricazioni.

 

Aspettano sempre la discesa di un deus ex machina, partito o sindacato che sia, che tolga le castagne dal fuoco, ma vista l’aria che tira non è rimasto loro altro da fare che sperare nella Provvidenza.

Sono come struzzi che nascondono la testa sotto la sabbia e si rifiutano ostinatamente di leggere i segni dei tempi, preferendo fanciullescamente ignorare la realtà e rallegrarsi perché il peggio, per ora, è toccato a qualche altro collega.

 

La dignità personale? Non va più di moda.

 

Caro collega Viola, mi dia retta, si rilassi. Anzi, fossi in Lei non mancherei di adeguare verso l’alto la sua remunerazione, che ancora non rende giustizia ai suoi meriti. Il peggio che Le potrebbe capitare sarebbe quello di leggere una qualche infuocata intemerata online a firma criptata di qualche spavaldo dipendente. Ma non si preoccupi, vedrà che  l’indomani mattina quello nel proprio ufficio ritornerà quel dolce agnellino che è, pronto ad accettare, per il bene dell’Azienda s’intende, anche gli schiaffi in faccia.

 

In questi ultimi due anni ho parlato delle iniziative legali a tutela dei dipendenti lanciate sul Cittadino online a centinaia e centinaia di colleghi, ed ho avuto modo di constatare come l’ignavia e la paura regnino quasi del tutto incontrastate, ma devo dire che la caratteristica che più mi ha colpito è stata l’ipocrisia dispensata per giustificare il disimpegno.

Nemmeno una volta ho sentito il collega ammettere sinceramente: “scusami, ma non ho il coraggio di agire allo scoperto”. Lo so, è dura ammettere di essere dei Don Abbondio, ma credo che non si possa mentire troppo a lungo alla propria coscienza.

 

Però Dottor Viola, sbaglierebbe a pensare che per l’Azienda  le Risorse Umane siano tutte rose e fiori.

Ora però non s’inquieti. Le garantisco che non ci sono talebani tra le fila dei suoi colleghi e nemmeno eroi, ma solo persone che ancora credono nel valore del libero arbitrio e nel dovere di difendere i propri diritti. E’ un gruppo costituito da  lavoratori che non hanno paura di scendere in campo con nome e cognome per mettere alla sbarra Mussari & Co., ma, a scelta, anche Lei e Profumo in quanto rappresentanti della Banca, per dire NO alla clamorosa ingiustizia subita da parte dell’Azienda.

Mi riferisco naturalmente alle azioni legali di tutela che già sono in corso.

 

Attendiamo serenamente le decisioni del GUP del processo Antonveneta sull’ammissibilità della nostra costituzione di parte civile: se andrà secondo i nostri auspici, caro collega Viola avremo il piacere di incrociare le nostre strade.

Le garantisco che ci batteremo con tutte le nostre forze perché venga fatta piena luce sul caso Antonveneta e perché anche l’Azienda si faccia carico di tutti di danni da noi subiti.

A viso aperto, come si conviene tra uomini di pari dignità.

Con i miei rispetti.

 

Marco Sbarra

 

P.S. Invito i colleghi montepaschini, tanti o pochi che siano, che non si riconoscono nei tratti da me descritti e che desiderano battersi con coraggio per difendere i propri diritti contro  le eventuali illegittimità o prevaricazioni perpetrate dall’Azienda a contattarmi al numero 366/2119410 o all’indirizzo mail causamontepaschini@libero.it  per valutare iniziative comuni.

Grazie.