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MIA WALLACE – MA PER RENDERSI INTERESSANTI COME SI FA!!?

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Si, per catturare l’attenzione degli altri su cosa si deve puntare!? Una bella presenza!? Uno stile elegante e ricercato!? Nanni Moretti nel celebre film Ecce Bombo dice che per farsi notare è essenziale arrivare ultimi alle feste e mettersi in disparte o magari non andare affatto. Sempre il geniale regista evidenzia nello straordinario lungometraggio intitolato Bianca, come possa risultare utile allo scopo anche isolarsi su una barca in mezzo al laghetto di Villa Borghese, rigorosamente vestiti di bianco indossando un Panama e leggendo Proust, riparandosi dal sole con un ombrellino cinese. Effettivamente entrambe le situazioni possono creare quell’alone di mistero che tanto piace all’essere umano medio, perchè se ci pensate, tutto quello di cui ci sfugge il senso è esattamente quello che si vorrebbe afferrare. Non preoccupatevi, però, se nella vicinanze di casa non c’è un lago o se non avete mai posseduto un Panama in vita vostra, perchè le alternative che possono venire in aiuto sono molteplici ed una su tutte a mio avviso in questo periodo può farvi catalizzare l’attenzione di tanti, tantissimi individui medi, anche più dello stabilire la magnitudine di un terremoto dall’oscillazione del lampadario di cucina comprato con il buono sconto da Ikea. Voi dovete parlare del subordinato del Monte dei Paschi! No, no, non dovete assolutamente aver studiato ad Harvard, nè essere un operatore di Borsa a Wall Street, anzi meno ne sapete e più potrete risultare attraenti; l’importante è che crediate profondamente in quello che direte e sopra ogni altra cosa è indispensabile che utilizziate termini ben precisi come resolution, sell off, anchor investor, mediare il prezzo, rischio emittente e soprattutto il principe di tutti i termini, il bail in. “Senti dammi un consiglio, ma se tu avessi il subordinato del Monte dei Paschi che faresti?” “Ma guarda per evitare il bail in in caso di resolution, io opterei per una vendita immediata in modo da gestire al meglio le future decisioni di un anchor investor di spicco e mi concentrerei su prodotti di media rischiosità per cercare di mediare il prezzo di carico sostenuto e annacquare il rischio emittente”. Finita la frase andatevene subito!. Non deve esserci possibilità di replica o approfondimento. Andatevene di fretta, accennando a mala pena un saluto, come se vi avessero chiamato all’improvviso ad aprire le contrattazioni del Nasdaq e doveste raggiungere New York a piedi. Sarete adorati e ricercati ovunque per un consiglio o un parere da tutti gli individui medi che popolano la vostra città e se sarete bravi e convincenti, potrete spingervi anche nella provincia. Diventerete tenutari assoluti del sapere e della verità, potrete elargire pareri di ogni genere, spaziando dal corretto candeggio, fino ad arrivare al dosaggio esatto della farina nella torta mimosa. Non ci saranno limiti al vostro fascino attrattivo! Mi permetto una cautela solo in un caso: dovessero chiedervi di Passera non azzardate. Per parlare di quella bisogna intendersene davvero!

MIA WALLACE – LA LETTERA DI CRISTOFORO COLOMBO AL MONTE DEI PASCHI DI SIENA

mia wallaceChi l’ha vista racconta che fa un certo effetto, anche se è una come tante altre. Si, pare non si noti per qualcosa in particolare, solo lettere scritte su un foglio di carta dal colore indefinito che non si leggono neppure con immediata facilità. Pare stia al sicuro, lontana da sguardi indiscreti e ben conservata nella sua teca in mezzo ad altre, e come le altre pare non abbia più nulla da dire, come del resto tutto quello che è storia, capace di fissare un punto nel tempo, ma incapace di proiettarsi avanti nello spazio. Si dice che la mano di chi la scrisse fosse una mano importante, quella del navigatore più noto della storia e che ha contribuito senza saperlo a rendere gli Italiani quel popolo che, oltre che santi e poeti, sarebbe stato consegnato per sempre al mondo come solcatore intrepido di mille mari.        lettera-di-colombo            Già la lettera a cui umilmente ci riferiamo è quella che si narra scritta da Cristoforo Colombo, con cui chiedeva al Monte dei Paschi di Siena un prestito con cui finanziare il viaggio per antonomasia, quello che avrebbe portato alla scoperta di quelle terre poi note come Stati Uniti d’America. Si, il buon Cristoforo prima di affidarsi alla Regina di Spagna per ottenere quanto serviva per imbastire la coraggiosa traversata, sembra si sia rivolto alla Banca che nel 1472 aveva fissato le sue fondamenta in poche migliaia di metri quadri, fondamenta che come radici si insinuarono forti nel terreno e che dettero vita ad un albero rigoglioso, del verde intenso dello smeraldo. Nel 1492 il buon Colombo partì con la Nina, la Pinta e la Santa Maria ed arrivò a toccare le rive di quelle che riteneva fossero le Indie e che, invece, sarebbero divenute la patria del rock e degli hamburger, degli hot dogs e del baseball.       colombo                      Già il Monte dei Paschi senza saperlo rifiutò di finanziare la scoperta dell’America e con lei la nascita dei colossi finanziari, degli hedge funds e delle lobby di Wall Street. La Banca più antica del mondo attraverso i banchieri del tempo, percepì forse più che la mancanza di solidità economica di Colombo, il pericolo che la scoperta di quel territorio sconosciuto avrebbe portato tra le mura della sua inespugnabile Rocca. Una reale premonizione dell’ignoto e del male che con esso sarebbe penetrato fin dentro alle sue stanze più segrete. Il tempo passa, leggero come una carezza sul viso, passano i secoli come acqua fresca nel fiume che scorre e che non torna due volte sul proprio cammino. Si arriva a questi tempi, a tempi in cui un forte vento è passato tra i rami di quell’albero dal colore dello smeraldo e che ha spogliato di tante foglie le sue fronde da sempre rifugio di mille creature. Si arriva a questi tempi dove gli americani entrano senza nemmeno bussare a quella porta solenne che aveva protetto l’opera di banchieri scrupolosi, attenti ed accorti e che non avevano permesso alle tre Caravelle di salpare verso l’ignoto con il loro contributo. Signori quale odiosa beffa potrebbe compiersi non credete!? Eppure, se si realizzasse la più bizzarra delle coincidenze, ci resterà l’orgoglio di essere nati 20anni prima di loro, dei loro hamburger e dei loro hedge funds, ma soprattutto ci resterà un’amarezza, quella di aver capito troppo tardi che il futuro non si inventa, perchè è già scritto nella storia anche quando fosse leggenda. Basta solo aver cura di leggerlo e di non tenerlo rinchiuso in una teca.

MIA WALLACE – “TIMEO DANAOS ET DONA FERENTES” SI LEGGE NELL’ENEIDE

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I latinisti vi direbbero che questa frase significa letteralmente “Temo i Dànai anche quando offrono doni” e che queste parole sono da attribuirsi a un certo Laocoonte. Ma voi la conoscete la storia del cavallo di Troia, vero!? Ve la rispolvero: in pratica Ulisse, dopo dieci anni di inutile assedio della città di Troia, decise di far costruire un gigantesco cavallo con nascosti all’interno alcuni dei suoi guerrieri più valorosi. Dopo aver finto di essere tornato in patria, abbandonò il cavallo sulla spiaggia e i Troiani, convinti che la guerra si fosse realmente conclusa, decisero di portare il gigantesco equino all’interno della città, anche se Laocoonte, appunto, li sconsigliò caldamente non fidandosi per nulla degli Achei. Molti inganni, infatti, vennero attuati per demolire le resistenze dei più ed alla fine il cavallo fu portato dentro le mura cittadine; nella notte i guerrieri uscirono dal ventre del cavallo e la conquistarono saccheggiandola. Sarà che questo caldo asfissiante non mi fa stare bene, saranno i primi accenni di demenza senile che si fanno largo tra le mie sinapsi, ma io vedo tante analogie tra questa famosissima storia e quello che ci sta succedendo.

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Chi più di noi avrebbe potuto apprezzare un cavallo gigantesco, noi che da secoli giostriamo con gli animali dalle lunghe e fragili zampe e dal mantello lucente?! Chi più di noi avrebbe pensato di essere in pace, non avendo mai ricevuto da nessuno un’aperta dichiarazione di guerra!? Ed, infatti, proprio noi, abituati ai cavalli dalle lunghe gambe e dalla pace perenne, abbiamo lasciato entrare i nemici nascosti nel ventre della finanza e della politica. Gli abbiamo spalancato le porte senza indugio e loro subdoli burattinai e più spesso burattini, hanno saccheggiato la città insinuandosi nelle sue viscere rese molli da anni di mancanza di esercizio intellettuale e sociale, avvizziti nell’agio e fiaccati dall’abitudine. Un cavallo crudele come solo i più acerrimi nemici sanno essere e proprio nella città che del cavallo ha fatto il suo stemma, un cavallo che conteneva un progetto di guerra che ha valicato i confini della città espandendosi oltre le nostre porte e che ha consentito attraverso il nostro sacrificio di fronte al mondo e alla storia, una rivoluzione epocale in un intero sistema che non conosceva mutamenti da secoli. Già, un cavallo di legno. Solo una differenza netta ci distingue dai Troiani: a loro il cavallo lo regalarono. Noi lo abbiamo pagato 17 miliardi di euro.

MIA WALLACE – RIFUGGITE LE COSE SEMPLICI E BANALI PER DIFENDERVI DAI SOLITI CAMALEONTI

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Da quant’è che non leggete Shakespeare!? Da quanto non vi fate coinvolgere dalla sua straordinaria capacità di trasportarvi nell’immensità dei suoi versi e nella sua narrazione così fluida e incredibilmente moderna!!?? Chiudete gli occhi ed ascoltate, ascoltate in silenzio questo brano tratto da “Romeo e Giulietta” ed assaporatene il senso: “È solamente il tuo nome ad essermi ostile: tu saresti sempre lo stesso anche se non fossi un Montecchi. Che cosa vuol dire la parola Montecchi? Non è una mano, o un braccio o un viso, né  un’altra parte che appartiene ad un essere umano. Oh, sii qualche altro nome! Quello che noi chiamiamo col nome di rosa, anche chiamato con un nome diverso, conserverebbe ugualmente il suo dolce profumo. Allo stesso modo Romeo, se portasse un altro nome, avrebbe sempre quella rara perfezione che possiede anche senza quel nome […]”. Che dichiarazione d’amore bellissima vero!? Eppure se riflettiamo anche solo per un attimo, si può cogliere anche un significato più prosaico. Pensateci.

rossi renzi

Se è vero che una cosa è bella ai nostri occhi e tale resterà a prescindere dal nome che gli si attribuisce, altrettanto vero sarà anche il contrario e cioè che una cosa che risulta malfatta e priva di spessore o novità, resterà sempre ciò che era, malfatta e priva di ogni spessore, qualunque nome gli si attribuirà. E allora perché molti esponenti politici, o presunti tali, quando fondano un movimento o reinventano una corrente di partito si preoccupano come prima cosa di cambiargli il nome, senza prima accertarsi che la novità e l’onestà intellettuale rappresentino il fondamento del loro nuovo soggetto!? Semplice, perché è più facile! Per carità, vi imploro rifuggite le cose semplici e banali e pretendete la perfezione, che di certo costa fatica ma salva dall’abbrutimento e dalla barbarie. Al finto ordine rassicurante, preferite il caos e soprattutto il rumore assordante della novità e della verità, altrimenti, come ci insegna sempre il Bardo, tutto il resto sarà silenzio.