Articoli in: Lettere

MIA WALLACE – SCREAMING MIMI’S

mia wallace Screaming Mimi’s è un piccolo negozio a due piani situato al n. 382 di Lafayette Street a NY dove puoi trovare abiti ed accessori dagli anni trenta ai primi anni 90. Ad accogliervi al primo piano una lunga vetrina che contiene spille di ogni tipo, dalle liberty più sofisticate alle attuali resine di design; poi occhiali e cappelli ed infine una larga esposizione di capi tutti rigorosamente raggruppati per anno di realizzazione, tra cui alcuni particolarmente preziosi custoditi al secondo piano raggiungibile con una piccola scala a chiocciola. Si possono scovare abiti provenienti da sartorie teatrali o pezzi di pregio come borse in velluto di Roberta di Camerino o Givenchy, gilet in paillettes e raso di Armani o, meraviglie delle meraviglie, pezzi da collezione come camicie in organza di Paco Rabanne o corpetti di Oscar De La Renta.

Screaming Mimi's

Il negozio è molto frequentato, ma poco turistico e per questo se siete fortunati vi potrebbe capitare di incontrare stilisti del calibro di Tom Ford o John Galliano, mentre rovistano avidamente tra i capi appesi o traggono ispirazione dai tessuti e dagli abbinamenti presenti, sotto l’occhio vigile, ma cortese della proprietaria. Invito tutti gli amanti della moda a fare un salto in questo piccolo tempio dello stile, ma lo consiglio caldamente soprattutto ai nostri amministratori che da tempo affermano con convinzione di distinguersi nettamente da chi li ha preceduti. Temo, infatti, che purtroppo non basti aggiustarsi alla meglio la giacca usata da altri per diventare improvvisamente moderni o smart come impropriamente amate definirvi; l’abitudine di rivoltare i cappotti per farli tornare nuovi l’avevano le famiglie impoverite dalla II^guerra, ma allora si trattava di miseria economica. Oggi la miseria è più che altro morale. Date retta, fate un salto da Screaming Mimi’s e chissà magari non riuscirete a trasformare gli abiti che portate addosso e che sanno tremendamente di vecchio, in eleganti mise da veri innovatori pronti a dare un taglio con il passato, ma se non altro potrete almeno aspirare a diventare vintage.

SUI BIGLIETTI STACCATI PER “LA DIVINA BELLEZZA” CHI CI PAGA I TRIBUTI? CERCHIAMO DI VEDERCI CHIARO

filmaster

Ci pare degna della massima attenzione, questa nuova pagina che si apre sulla gestione degli eventi culturali a Siena, in cui sembra di entrare in un regno di nessuno, nel senso  che non è chiaro effettivamente chi dovrebbe  pagare i giusti tributi perché il tutto sia nelle regole stabilite. Secondo quanto veniamo a sapere da questa nota del Comitato Cittadini Sovrani e Beni Comuni, pare proprio che la vendita dei biglietti delle serate riguardanti lo spettacolo “La Divina Bellezza”, sia stata effettuata dalla Opera Metropolitana della Cattedrale di Siena  Onlus  che gode delle esenzioni dai tributi secondo legge, ma essendo quest’ultima promotrice e non organizzatrice dell’evento, questo non sarebbe dovuto succedere. Infatti doveva essere la società Filmmaster Events srl, come effettiva organizzatrice dell’evento, ad emettere i biglietti, pagandoci dunque i tributi che la legge prevede. Ora di questa faccenda chi se ne occuperà? Noi vogliamo solo ricordare che questa società, la Filmmaster Events srl, è partner di Civita Opera, ormai dominus assoluto della cultura cittadina. Vogliamo far finta di niente o vogliamo chiarire le cose? Auspichiamo che anche l’assessore alla cultura della Toscana Monica Barni possa dire la sua su queste faccende, siamo proprio curiosi di conoscere il suo pensiero al riguardo.


COMITATO CITTADINI SOVRANI E BENI COMUNI

Nota n. 8 – 8 Novembre 2015

In relazione allo “show di video mapping in 3 d”: La Divina Bellezza, il Comitato Cittadini Sovrani e Beni Comuni, dopo aver preso atto della spettacolarizzazione che in mezz’ora di narrazione per immagini (su uno schermo da 800 mq. e da 6 milioni di megapixel) ha chiuso mille anni di storia artistica, sociale, politica, religiosa di una città come Siena, ha sospeso il giudizio di valore (la parola a coloro che l’hanno visto, esperti/uomini di cultura, o semplici turisti) fermandosi su una specifica questione: la procedura di emissione ed incasso dei biglietti per assistere agli spettacoli. La produzione dell’history telling, per la regia di Romani Sabella, fa riferimento a Filmmaster Events srl – membro, insieme a Civita Opera, di Italian Entertainment Network – che ha come direttore creativo Alfredo Accatino, considerato autore del progetto, mentre il Comune di Siena e l’Opera della Metropolitana Onlus (Fabbriceria del Duomo di Siena) risultano essere i promotori. Filmmaster Events srl sarebbe stato quindi l’organizzatore dello spettacolo e avrebbe dovuto emettere i biglietti nonché incassare i corrispettivi derivanti dalla vendita, con tutto ciò che ne consegue sotto il profilo tributario (pagamento dell’imposta sugli intrattenimenti, dell’iva e – in quanto esercente attività commerciale – delle connesse imposte dirette. I biglietti sono però stati emessi da Opera Metropolitana della Cattedrale di Siena Onlus che, al contrario di Filmmaster Events srl, beneficia di una generalizzata esenzione da tributi sui proventi che realizza dallo svolgimento delle proprie attività statutarie. In effetti, i biglietti per gli spettacoli emessi da Opera Metropolitana Onlus differiscono, sia nella forma che nella sostanza, dai normali titoli di accesso agli spettacoli, in quanto non emessi da apparecchi misuratori fiscali o biglietteria automatizzata, risultando quindi sprovvisti del sigillo fiscale previsto dal DPR 544/1999. Agli spettacoli si poteva poi assistere acquistando presso alcuni esercizi commerciali dei “voucher” i quali, senza ulteriori oneri, erano convertibili in biglietti emessi sempre dall’Opera Metropolitana Onlus.

Per fare ciò, il possessore del voucher doveva presentare il tagliando alla biglietteria dell’Opera Metropolitana (quella recentemente rimossa da Piazza Jacopo della Quercia). Stando all’art. 6, 1° comma, del D.M. 13.7.2000 del Direttore Generale del Dipartimento delle Entrate del Ministero delle Finanze, il biglietto di ingresso ad un evento (cinema, teatro, circo o altro) deve essere emesso dall’organizzatore al momento del pagamento del corrispettivo oppure anteriormente, nei termini e modi previsti dai commi 2 e 3. In nessun caso é possibile emettere il biglietto in un momento successivo al pagamento. Nello specifico, le cose si complicano non poco: a seconda dei casi, per la legge organizzatore é colui che riceve il pagamento, e quindi: 1 – l’Opera Metropolitana Onlus (che per la vendita dei biglietti si é anche avvalsa del servizio offerto da TicketOne); 2 – Gli esercizi commerciali, in quanto incassavano il corrispettivo al momento della consegna del “voucher”. In nessun caso l’emissione dei biglietti é stata curata da Filmmaster Events srl che quindi, per la legge, e contrariamente a quanto annunciato, non può essere considerato organizzatore. É presente, inoltre, un qui pro quo: Il biglietto relativo alla formula di accesso denominata “Opa Si Pass + La Divina Bellezza/Discovering Siena” (sempre emesso da Opera Metropolitana Onlus) consentiva sia di accedere agli spazi propri della Fabbriceria (Cattedrale, Museo, Battistero, Cripta, Oratorio di S. Bernardino), sia di assistere allo spettacolo che, però, si svolgeva in uno spazio diverso a sé stante, non di proprietà dell’Opera Metropolitana, come testimoniano le Ordinanze della Polizia Municipale numero 672, 673 del 17/07/2015 e 689 del 22/07/2015, emesse a seguito della domanda presentata da Anna Montorsi per conto di Filmmaster Events srl, volta ad ottenere l’attuazione di norme particolari temporanee in materia di circolazione veicolare in Piazza Jacopo della Quercia dalle ore 7,00 alle ore 24,00 per il periodo dal 20/07/2015 al 23/07/2015 e dalle ore 19,00 alle ore 24,00 dal 24/07/2015 al 30/09/2015.

In sintesi, non sembra – chiunque possa essere l’organizzatore dello spettacolo La Divina Bellezza/Discovering Siena – che possano sussistere i requisiti soggettivi (attività statutaria della Onlus Opera Metropolitana) e oggettivi (luogo di svolgimento dello spettacolo esterno al Complesso Monumentale del Duomo di Siena, entro il cui perimetro svolge la propria attività la Onlus) che consentano di considerare esenti da imposte gli incassi conseguiti secondo le modalità consentite alle Onlus in relazione alla propria attività istituzionale. Si deve inoltre rilevare come anche oggi, dopo la chiusura degli spettacoli, sia possibile acquistare biglietti per la Cattedrale e gli altri luoghi del Complesso Monumentale del Duomo presso esercenti attività commerciali (ad esempio il negozio Conad di Piazza del Campo). Stando alla natura giuridica di chi vende, senz’altro non sussiste alcuna relazione con l’attività istituzionale delle Onlus. Ci chiediamo se non sia opportuno un chiarimento sulle normative che hanno ispirato e sorreggono l’iniziativa. Il Comitato ritiene quindi necessario un intervento delle competenti autorità in materia al fine di accertare il rispetto delle procedure di legge previste per le attività di intrattenimento e spettacolo, e soprattutto se sia stato messo tra parentesi o messo in non cale il trattamento fiscale che simili iniziative comportano.

MIA WALLACE – TOO BIG TO FAIL

mia wallace

Attiva dal 1850 al 2008, Lehman Brothers ha rappresentato uno dei colossi bancari più importanti e potenti degli USA. Un quartiere generale a NYC da sogno collocato nel cuore finanziario della straordinaria Manhattan. Uomini in giacca e soprattutto bretelle che tanti film hanno ispirato ed ancora continuano ad ispirare, ma soprattutto manager capaci e carismatici che si aggiravano con i volti tirati e a passo veloce con i colleghi di Goldman Sachs, Bank of America e JP Morgan and Chase, sicuri che il mondo era nelle loro mani.

fuckers
Potevi incontrali la mattina alla Gran Central mentre arrivavano dalle loro case bellissime rigorosamente a due piani, con il giardino ben curato e l’auto nel vialetto, mentre tu, scarpe da ginnastica ai piedi e tacchi nella borsa, provavi ad entrare a spintoni nel vagone che ti avrebbe portato nel New Jersey ad incartare cioccolatini per la Ferrero.
Un sogno fino a che una mattina la sveglia ha suonato e con lei i c.d. mutui subprime e in un attimo le case negli Hampton sono diventate monolocali nella vecchia Brooklyn ancora non di moda tra gli artisti e i nuovi intellettuali.
NYC non ha storia, cancella, demolisce e ricostruisce, ma dopo qualche tempo si è pentita di aver lasciato fallire un colosso del calibro della Lehman per le ripercussioni che ha provocato sul mercato interno e su quello finanziario in generale tanto da coniare un’espressione diventata di uso comune “too big to fail.”
E in Italia cosa succede?!? Di tutto come sempre da sempre.
Ma noi pur avendo storia, abbiamo una memoria anche più corta della York d’oltreoceano e ci siamo affidati al fato per farci proteggere e soprattutto agli uomini perchè evitassero che qualcuno pagasse per i propri errori.
Siamo così diversi dagli USA!!??
A pensarci bene non molto.
Loro credono che “qualcosa” sia “too big to fail” e noi che “qualcuno” sia “too big to jail”…in fondo è solo questione di una consonante..

ECCO UN RESOCONTO AUTENTICO DELLA PRIMA UDIENZA PER LA QUERELA DI RICCABONI AL PROFESSOR GRASSO

altan preso nel culo

Bandiera gialla nel processo a Giovanni Grasso querelato da Angelo Riccaboni

 

 di Giovanni Grasso

 

Con il 16 ottobre 2015, sono passati 50 anni dalla nascita di “Bandiera Gialla” (quella delle navi con gli appestati), programma radiofonico dissacratorio e anticonformista con il quale i suoi ideatori, Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, riuscirono a sprovincializzare la musica italiana. Lo stesso 16 ottobre 2015 è iniziato il processo a un altro “appestato”, il sottoscritto, accusato d’aver diffamato, con «incessanti attacchi su “il senso della misura”», un altro docente, Angelo Riccaboni, che è a capo dell’Ateneo senese. Non sia irriverente l’accostamento dei due fatti, si tratta di una coincidenza che, è sperabile, sia di buon auspicio anche per me, arrivato a Siena 50 anni fa dal Salento, proprio nell’ottobre del 1965.

 

L’articolo incriminato, dell’11 febbraio (altra coincidenza) 2013, ha per titolo: «È necessaria l’interdizione di Riccaboni dalla carica di rettore dell’Università di Siena». Il procedimento penale n. 883 (altra coincidenza, musicale), con giudice monocratico Maria Cristina Cavaciocchi e pm Alberto Bancalà, vede come miei difensori Luigi De Mossi, del foro di Siena, e Vieri Fabiani, del foro di Firenze. Il querelante, costituitosi parte civile con una richiesta risarcitoria di centomila euro, è rappresentato legalmente dall’avvocato Paolo Di Mattia del foro di Firenze. A causa degli impegni della persona offesa e con il consenso di tutte le parti, il giudice, invertendo l’ordine di acquisizione delle prove, ha iniziato con l’audizione dell’imputato. La registrazione integrale dell’udienza si può ascoltare (ed è scaricabile) su Radio Radicale.

 

Il pm mi ha chiesto conferma della paternità dell’articolo pubblicato anche su “Il Cittadino Online”, quali siano gli elementi a mio discarico e le fonti delle circostanze da me riferite, quali rapporti io abbia con Riccaboni. Ho risposto che il blog è un foglio online d’informazione e libero dibattito universitario, aperto al contributo di tutti, che le mie fonti sono pubbliche (verbali del Consiglio di Amministrazione e del Senato Accademico), che, con quell’articolo, ho esercitato il mio legittimo diritto di cronaca e di critica nei confronti dei vertici dell’Università degli Studi di Siena, e che non ho avuto (e non ho) alcun rapporto con Riccaboni.

 

Le domande degli avvocati De Mossi e Fabiani mi hanno permesso di chiarire i fatti riguardanti le irregolarità dell’elezione e della nomina di Riccaboni, riportando le dichiarazioni di una fonte autorevole, quella del Ministro del Miur dell’epoca, Maria Stella Gelmini: «Soltanto oggi vengo a conoscenza del fatto che nessun elettore il 21 luglio è stato identificato. Se avessi saputo di detta irregolarità, non avrei proclamato il rettore Inoltre, ho riferito delle irregolarità nella scelta del Direttore amministrativo, della sua nomina e del suo contratto senza formali delibere del CdA, del mancato pronunciamento dell’organo di governo sullo stipendio tabellare e sulla retribuzione di risultato e, infine, della mancata definizione degli obiettivi della sua azione amministrativa. Ho ricordato l’illegittimità dell’indebita erogazione dell’indennità di risultato eventualmente riscossa, in assenza della predeterminazione dei criteri e delle procedure di valutazione e in mancanza della definizione degli obiettivi annuali. Mi sono soffermato sui primati dell’Ateneo senese quali: l’assenza del Regolamento Generale (che disciplina l’organizzazione e il funzionamento dell’Ateneo e l’attuazione dello Statuto); la proroga delle iscrizioni fino al 28 aprile 2011; commissioni di concorso irregolari in evidente violazione del D.lgs 165/2001 e del codice di procedura civile; violazione della Legge 1/2009; Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione esautorati; Sistema di misurazione e valutazione della performance approvato con 4 anni di ritardo; assenza di trasparenza, con verbali degli organi di governo approvati con grave ritardo, fino a due anni dopo; concorsi banditi senza l’accertamento della sostenibilità finanziaria. Infine, ho parlato del disordine strutturale e dell’inefficienza endemica, fino all’adozione di molti provvedimenti illegittimi, anche a causa dell’assenza del Regolamento Generale d’Ateneo.

La prossima udienza si terrà il 30 ottobre 2015 alle ore 9,00.

MIA WALLACE – QUELLI CHE IL LATINO…..

mia wallace

C’è una cosa negli uomini che trovo più fastidiosa del calzino bianco corto: le citazioni in latino sparate così per completare un discorso, ampliare un concetto o solo per sottintendere una presunta superioritá intellettuale rispetto all’interlocutore.
Che noia e soprattutto che totale mancanza di gusto estetico.
Si, perchè parlare è come dipingere o creare un abito sartoriale dalle finiture minuziose e basta aggiungere quel colore o quel taglio per rovinare l’opera che si sta realizzando e con essa anche la credibilitá di chi la sta realizzando,
Mi sono chiesta da cosa dipenda questa indigestione di frasi ed espressioni dei nostri straordinari antenati, questa diarrea di lingua morta che poco aggiunge e poco dà quando gli argomenti da soli non vanno da nessuna parte.
Snobismo intellettuale!!?? Mmmmhhhh no!
Lunghezza del pene non adeguata alla propria autostima!!?? Forse.
Ma temo più di tutto una profonda incapacità di esistere ed avere un senso che non prescinda dalla noiosa ostentazione di sè stessi e della propria libreria.
A questi uomini dico gaudeamus igitur, sursum corda, do ut des e soprattutto habemus papam…che tradotto dalla lingua morta sta per “sei proprio un bischero”!