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Jillman. Le normalità nascoste

imagesCANSAU99  C’è molta differenza tra ciò che normalmente percepiamo e quello che in realtà dovrebbe essere la sensazione primordiale di quello che intimamente ci riguarda. Riguardo a quello che viviamo quotidianamente e quello che sono tutti i nostri universi paralleli, rappresentati dai nostri pensieri e le nostre aspettative, pensiamo erroneamente che non vi possono essere punti di contatto. Pensiamo erroneamente che quello che non possiamo per forza descrivere o raccontare, sia in qualche modo da segregare nell’angolo più buio della nostra anima, magari solo per il fatto che non può essere percepito da un’altra moltitudine di persone. Care sorelle e cari fratelli, non commettete questo errore. La nostra anima ha necessità che voi possiate scegliere di non raccontare, di non descrivere, di tenervi per voi l’essenza delle vostre percezioni, del vostro sentire i pensieri. Tutto questo rientra nella fondamentale esigenza di ognuno di noi di crearsi un rifugio. Il nostro rifugio, che non può essere in un angolo buio, ma in quel luogo inaccessibile a chiunque tranne che a voi stessi. Il rifugio dell’anima, è quel posto dove nessuno vi impone la normalità come comunemente viene percepita, la normalità delle leggi dell’uomo che non sono le leggi dell’anima, poiché l’anima non ha leggi, ha solo bisogno di luoghi dove esprimersi. Rifiutare la consuetudine quotidiana, essere in grado in qualsiasi momento di raggiungere il nostro rifugio, porterà immensi benefici a voi stessi, ma soprattutto vi farà assaporare quel sapore unico, irripetibile ogni qualvolta, della vostra e non altrui normalità. Le vostre normalità nascoste.

Jillman. I sensi perduti

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Giungere alla consapevolezza che i nostri sensi sono i mezzi di comunicazione della nostra anima, che sono il tessuto connettivo dello sconosciuto che sta dentro di noi, il quale agisce indipendentemente da noi, è cosa fondamentale per arrivare a riappropriarci di spazi dove troppo spesso, erroneamente, ci sentiamo insicuri. Di fatto il non fidarci di quello che ci dicono le sensazioni, per paura di non essere troppo razionali, ci porta alla ripetizione di spezzoni di vita, i quali si ripresenteranno in maniera sequenziale, allontanandoci sempre di più da un nostro bisogno primario, vale a dire il viaggio. Il viaggio, espressione dell’anima, necessità insopprimibile dal momento del nostro concepimento, desiderio di scoperta per progredire, non potrebbe svilupparsi senza l’ausilio essenziale delle nostre sensazioni. Tutti noi ci collochiamo in diversi stati di ascolto, ma non ci domandiamo quanto diamo seguito ai loro messaggi che in continuazione ci arrivano, addirittura a volte, ci mettiamo in una posizione di non ascolto totale, pensando che sostituendo al silenzio emozionale il rumore perpetuo della razionalità, ci faccia stare meglio. Ascoltare le cose sconosciute che stanno dentro di noi, vuol dire affidarsi alle regole dell’universo e ricongiungersi con la nostra anima. Siate indulgenti con voi, se in qualche caso non capirete, siate felici di stupirvi quando invece sarà diretta e semplice la vostra comprensione, siate complici con lo sconosciuto, così illimitati saranno i vostri orizzonti. Fidatevi dei vostri sensi ritrovati. Buon viaggio.

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Jillman. Il coraggio delle scelte. La forza del carattere.

imagesCANSAU99Non dipende sempre da noi quello che ci sta succedendo intorno, non sempre, come spesso ci dicono esperti del vivere, ma non dell’anima, siamo padroni del nostro destino. Evviva!! Essere padroni del nostro destino, sarebbe veramente una condanna insopportabile, un appiattimento delle nostre vite, saremmo tutti prigionieri di noi. Diverso è essere il nostro destino, e nient’altro che quello, senza per forza sapere ciò che ci accadrà, ma avendo quella grande occasione che è di vivere il momento, il presente, con quella fantastica sensazione, unica irripetibile che è la capacità di sorprenderci. Non importa di cosa, ma l’importante è sorprenderci, più volte possibile, e al diavolo se non saremo padroni del nostro destino, poiché saremo il nostro destino, saremo quello che la nostra anima ed il nostro carattere hanno inciso nel nostro corpo come in un disco di vinile.

Fare delle scelte che ci sorprendono, avanzare in direzioni che non ci confanno, assecondare la forza del nostro carattere, che conosce le leggi dell’universo e dell’esistenza, che recepisce a pieno ed accoglie la nostra anima, come qualcosa di supremo che regola le dinamiche e le energie, farà si che quello che si muoverà intorno a noi sia solo quello di cui abbiamo avuto il coraggio di sorprenderci.

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