Articoli in: D’ivano Letto

D’IVANO LETTO – MATRIMONIO ALL’ITALIANA*

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Cittadini! Si avvicina il matrimonio dell’anno (se la storia si potesse tradurre in una rappresentazione da commedia, si potrebbe dire che i protagonisti siano la sposa, i mariti ed i mezzani). Infatti, il 24 dicembre, con rito “religioso” (preceduto il giorno prima da un ricevimento aperto a tutti), si uniranno due tra i più importanti concittadini. La sposa impalmerà lo sposo con una cerimonia indimenticabile (il coro si sta preparando, i suonatori ci sono già da tempo).

Non si tratta di una novità per la signora: essendo “mondana”, essa dispone già di altri due mariti, che saranno entrambi presenti all’imminente “sacro” rito, officiato peraltro da uno dei due. Non si può inoltre escludere che, in futuro, i mariti ufficializzino una ulteriore unione, questa volta con rito “civile”.

I mezzani che hanno combinato l’unione garantiscono anche per la dote della sposa. Essendo lo sposo un nobile decaduto, attualmente a corto di liquidità, i mezzani hanno aperto il cordone della borsa della sposa, che così provvederà al sostentamento della nuova famiglia, come già succede con gli altri sposi. Purtroppo, almeno per ora, l’unione sarà a tempo determinato (tre anni) e, per evitare tradimenti dello sposo (la sposa, invece, sarà libera di unirsi con ogni soggetto gradito ai mezzani di cui sopra), la dote sarà corrisposta ratealmente. Se tutto andrà bene allora si continuerà, altrimenti ognun per sé (decideranno, come solito, i mezzani).

Può sembrare una narrazione oscura, ma non per tutti (a cominciare dai protagonisti).

*Presto, grazie  agli sviluppi prossimi della vicenda, vi sveleremo i nomi dei protagonisti di questo “matrimonio d’interesse” ed alcuni importanti  particolari.

 

 

D’IVANO LETTO – I CONTI DELLA SERVA

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Abbiamo letto con grande interesse l’articolo di Sonia Maggi sul Corriere di Siena di domenica 21 agosto dove, ad ogni rigo, in un crescendo rossiniano, la giornalista ci informava del successo clamoroso della gestione dell’Opera del duomo con “ben cinquantamila” biglietti staccati nella sola prima quindicina di agosto senza che ancora il bellissimo pavimento fosse scoperto dalla faesite che lo copre. Verrebbe da dire: e figuriamoci dopo! E’ questo, continuava con una metafora logora, “l’oro” di Siena! Dopo lo sgomento iniziale per l’intemerata “ la cattedrale si conferma regina degli incassi” (sic!), evidentemente considerata alla stregua di un cinepanettone o di una discoteca della riviera romagnola, e atteso invano una rettifica, se non altro per continuare ad avere una fiducia incrollabile nella imparzialità della stampa, abbiamo preso a fare due conti con il pallottoliere, i cosidetti conti della serva.

 

Ai lettori, prendete nota

 

 

Agosto, affluenza record in cattedrale. Nei primi quindici giorni del mese si sono registrati 50 mila ingressi. Scoperto il pavimento ” “Settemila al giorno in cattedrale. Record di ingressi nel ponte di ferragosto e nelle prime due settimane del mese si passa da 15 mila (2015) a 50 mila visitatori” (Sonia Maggi sul Corriere di Siena di domenica 21 agosto).

Allora, se ne deve dedurre che: visitatori 50.000 in settimane 2 = visitatori 100.000 in settimane 4, ergo: visitatori 108.250 in mesi 1 (52 settimane all’anno:12 mesi=4,33 settimane/mese), quindi: visitatori 1.299.000 all’anno.

E no! Sennò che record sarebbe!

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Siccome in tutto il 2014 ci sono stati 2.000.000 di visitatori (vedi foto sopra),  il calcolo deve essere così corretto: ferma restando la quantità di visitatori bisettimanali nella misura di 50.000 unità che, data l’autorevole fonte, non può essere messa in discussione, l’anno è formato da non meno di 80 settimane (calendario senese). In questo modo, il record è raggiunto (anzi, ci stanno due record….ma sì, abbondiamo!):

81 settimane = visitatori 2.025.000

82 settimane = visitatori 2.050.000

 

Ma che si vuole di più, non solo sono aumentati gli ingressi, ma persino le settimane! Alla faccia della crisi! E poi c’è ancora qualcuno in questa città irriconoscente che non si rende conto della fortuna che abbiamo ad avere tra noi, come un dono del cielo, Opera Laboratori Fiorentini! Meno male che ci sono i giornali a ricordarcelo quasi ogni giorno.

 

Un sentito ringraziamento e un saluto dal vostro

 

D’Ivano Letto

 

 

D’IVANO LETTO – NUOVO CINEMA PARADISO (FISCALE?)

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Come nella scorsa stagione, dal 4 luglio al 30 settembre, in Piazza Jacopo della Quercia si ripete l’iniziativa “Divina Bellezza”.

Dall’ordinanza 667 del 2 luglio 2016 del Comando della Polizia Municipale si evince che la piazza sarà impegnata, salvo che nelle domeniche e nel periodo 13 – 16 agosto, per lo svolgimento di rappresentazioni di spettacoli audiovisivi svolte nell’interesse di Opera Metropolitana – Fabbriceria della Cattedrale di Siena Onlus, come dimostra la presenza sull’ordinanza medesima del nominativo dell’istante.

Anche se non comprendiamo in quale disposizione legale e statutaria sia previsto che un Ente come Opera Metropolitana Onlus possa organizzare attività spettacolistiche, ci viene di riproporre la domanda già fatta lo scorso anno da un comitato cittadino e, a tutt’oggi, rimasta inevasa: come mai i titoli di ingresso agli spettacoli emessi dall’Opa sono gli stessi che l’ente senese rilascia – in esenzione d’imposta – per il museo e gli spazi espositivi di proprietà? Piazza Jacopo della Quercia è stata “acquistata”, “affittata” (o cos’altro?) dall’Opera Metropolitana, così da poterla includere tra i luoghi sottoposti alla sua tutela? Se così fosse, perché  il Comune ha fatto un’ordinanza per vietare il transito e la sosta di veicoli in determinati periodi del giorno?

Non mancano comunque le novità positive: rispetto allo scorso anno il prezzo del biglietto prevede di assistere allo spettacolo da seduti, in virtù di un accordo dell’organizzatore con la Prefettura che fornisce lo stoccaggio delle sedie, le quali, prima dell’inizio degli spettacoli, vengono ogni sera trasportate da solerti operatori dotati di carrello e dagli stessi posizionate nella pubblica piazza, all’uopo transennata e sorvegliata per impedire l’accesso agli “abusivi” sprovvisti di biglietto. Per chi non potesse (o non intendesse) dare il proprio contributo economico, è già appagante assistere, nel tardo pomeriggio, all’uscita delle sedie (di proprietà privata) dal palazzo del governo (privatizzato anch’esso, per l’occasione). Evidentemente (e questa è la vera buona notizia per i cittadini) la Prefettura può essere usata come “stanza da sgombro”. Prendete quindi nota: può essere un utile servizio accessorio offerto dalla pubblica autorità a coloro che si trovano nella necessità di liberare le loro cantine, soffitte o garage o che non dispongono di magazzini abbastanza capienti. Non solo, data la presenza della polizia all’ingresso è garantita anche la sorveglianza, davvero un servizio “all inclusive”! (per ulteriori informazioni rivolgersi in loco).

Ci sia permessa un’ultima domanda: sarebbe opportuno vedere la concessione per l’occupazione del suolo pubblico ottenuta dall’organizzatore (ma l’Opa non era uno dei promotori…? perché intendiamoci, non è mica la stessa cosa perdiana!) che l’ordinanza afferma essere stata presentata, ma di cui nulla si dice in merito al rilascio.

Ma non vorremmo però essere troppo severi: bisogna pur sempre considerare la marginalità del luogo scelto per la “divina proiezione” , avulso dal contesto turistico e dal tessuto sociale cittadino (casualmente nelle vicinanze si segnalano la Cattedrale, il Santa Maria della Scala e la Piazza del Campo). E infatti trattandosi di uno spazio “periferico”, si comprende come l’attenzione degli organi di vigilanza non sia cosi’ puntuale: in fin dei conti cosa volete che sia…per qualcuno è solo un ottimo posto dove commerciare, per noi è un luogo simbolo della città. E’ piazza del Duomo!

Un caro saluto dal vostro D’Ivano Letto

D’IVANO LETTO – IL SANTA MARIA DELLA SCALA E LA (IN)SOSTENIBILITA’ FINANZIARIA

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In questa giornata dedicata alla Festa del Lavoro non abbiamo trovato di meglio da fare che buttare giù qualche riflessione in merito al ‘caso Santa Maria della Scala’. Questo perché, a nostro avviso, rappresenta il paradigma dell’amministrazione guidata da Bruno Valentini: tante chiacchiere e poca farina. Anzi, la farina ci potrebbe anche essere ma dopo essere macinata, viene portata via sotto al naso dei cittadini senesi. Procediamo con ordine: Prendendo in esame le numerose delibere susseguitesi nel corso degli anni aventi ad oggetto la valorizzazione del complesso museale, ci accorgiamo che l’ente locale ha costantemente sostituito la concessione (come previsto nel Codice dei Beni Culturali) con gli appalti. Le differenze per il Comune non sono di poco conto: con la concessione il Comune incassa, con l’appalto viceversa spende. E su questo crediamo che non ci possano essere fraintendimenti o errori dovuti alla poca chiarezza delle norme, è evidente che è una scelta politica, ancor più illogica se considerata alla luce dello stato comatoso delle finanze comunali che ha costretto l’ente locale a tassare i cittadini con aliquote fiscali tra le più alte del Paese. Ci sia concesso di affermare come la scelta della giunta nulla abbia a che fare con il perseguimento di interessi pubblici.

Del resto a Siena siamo, ormai, tutti consapevoli che le entrature politiche bi-partisan hanno consentito l’ingresso nel mercato turistico locale di società (leggasi Opera Laboratori Fiorentini s.p.a.). Né va dimenticato che tra gli sponsor di tali attori si trova anche la Chiesa locale: sin dal 2012, in una intervista rilasciata al Corriere di Siena (diretto dall’aedo del groviglio), il maggior esponente della curia dichiarava essere fondamentale …“la sinergia tra pubblico e privato”… auspicando che la gestione dell’acropoli senese (duomo e Santa Maria della Scala) venisse affidata all’Opera del Duomo che, guarda un po’ il caso, aveva già da un anno ceduto parte delle proprie entrate ad Opera Laboratori Fiorentini. Ma la domanda da un milione (e passa) di euro, cari amici, è: siamo certi che sia tutto legittimo? Sembrerebbe di sì, a dar retta a quanto è fino ad oggi emerso dalla reazione delle varie istituzioni pubbliche, a cominciare dal Consiglio Comunale. Non ci sarà il rischio che si verifichi quanto già successo con il Monte dei Paschi? Ci è stato insegnato che la storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia e la seconda come farsa. La tragedia l’abbiamo già vista, speriamo di evitare la farsa.

Buona fortuna, da

 

d’Ivano Letto

 

Ps. Questo ci risulta essero lo stato dell’arte fino ad oggi, il domani forse sarà più chiaro anche alla luce della gara per la sèmi *concessione (soluzione quantomeno stravagante che abbiamo appreso dagli organi di stampa che sta tra l’appalto e la concessione, partorita dalla fervida fantasia degli uffici comunali senesi) che esamineremo a breve. Nel frattempo formuliamo i migliori auguri al sèmi-sindaco (di fatto commissariato da Scaramelli e dai ceccuziani) nonché  sèmi-assessore alla cultura (si è tenuto la delega al Santa Maria della Scala che il Comune sèmi-detiene con Opera Laboratori Fiorentini) , perché avanti di questo passo, ne avrà più bisogno dei cittadini.

*sèmi- [dal lat. semi- (affine al gr. ἡμι-), cfr. semis «metà»]. – Primo elemento di numerose parole composte derivate dal latino o formate modernamente, in cui significa «mezzo, a metà, per metà», o anche, più genericam., «in parte, parzialmente, quasi» (dal dizionario Treccani online)