COMMISIONE D’INCHIESTA REGIONALE SU MPS, QUALCOSA (E ANCHE PIU’ DI UNA COSA) NON TORNA

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Per quanto ci riguarda, e saremmo lieti di essere smentiti, la commissione d’inchiesta regionale su Mps è il classico esempio della montagna che partorisce il topolino. Leggendo le due relazioni, e anche su questo punto ci eravamo già soffermati giudicando questo iter a dir poco singolare, viene fuori un ammasso di tutto un po’  teso soprattutto a parlare dei massimi sistemi, più che delle reali e concrete responsabilità del disastro socio politico del Monte dei Paschi di Siena. Si viene addirittura a sapere da una ex deputata della Fondazione Mps all’epoca di Mancini presidente e di quando fu varata l’operazione “fresh“, stiamo parlando della dott.ssa Eleonora Buscalferri, che una parte della commissione corrispondente all’area del Pd, avrebbe messo un veto sulla sua presenza a deporre. Una cosa così sarebbe di per sé già talmente grave da invalidare un lavoro di una commissione, ma evidentemente il presidente Giannarelli non ha ritento un fatto del genere un grave ostacolo all’accertamento dei fatti. Di seguito a queste nostre osservazioni, il rappresentante senese dei Cinque Stelle Michele Pinassi ci rispondeva: “Giusto per precisare, l’audizione della Buscalferri è stata richiesta proprio dal gruppo di Siena 5 Stelle con ampia documentazione allegata. Purtroppo però le decisioni sulle audizioni in commissione venivano prese a maggioranza: rivolgete (e rivolgiamo) la domanda agli altri appartenenti la commissione, soprattutto al PD”.

A noi pare una cosa incredibile. Praticamente veniamo a sapere, che chi doveva apparire davanti alla commissione d’inchiesta lo decideva il Pd, essendo questo partito maggioritario nella commissione. E qui si apre un mondo di come possa essere credibile una commissione, che ha nelle sue componenti una parte maggioritaria che decide per tutti. Perché il presidente Giannarelli non lo ha mai denunciato pubblicamente? Perché viene istituita una commissione a libertà limitata e non viene abbandonata dal resto delle opposizioni presenti? Sorvoliamo sul fatto che avevamo chiesto a Michele Pinassi di fornirci dei documenti nei quali si attesta quello che dice, riguardo la convocazione della Buscalferri, visto che non ci ha risposto e che noi avremmo voluto pubblicare per fare chiarezza.

Ci pare strano che una commissione agisca così, in pugno alla maggioranza di un partito, tra l’altro coinvolto politicamente nel disastro sul quale si vorrebbe fare luce. Altri argomenti di vitale importanza sono sfuggiti alla commissione, tipo l’influenza del groviglio sulla comunicazione locale e nazionale, o tipo la commistione, sempre del groviglio,  con alcune frange dell’opposizione senese o presunta tale. In conclusione ci saremmo aspettati più concretezza, ma evidentemente mancava la libertà di andare fino in fondo, per esempio analizzando il ruolo di coloro che erano stati via via nominati per tutelare il patrimonio della Fondazione e di conseguenza della Banca: a chi rispondevano e con quali competenze agivano i deputati nominati nelle varie deputazioni? Ma su questi vi era il “veto” e così anche su queste importanti faccende, è stato meglio dare la colpa al buco dell’ozono.

PUBBLICHIAMO LA DIFFIDA NEI NOSTRI CONFRONTI DI ALDO BERLINGUER

Rettifica ai sensi della legge sulla stampa

Pubblico integralmente, su richiesta de Prof. Avv. Aldo Berlinguer, la rettifica da questi inviatami nel rispetto della legge sulla stampa pur se, il Prof. Aldo Berlinguer, non abbia rispettato il limite delle trenta righe. L’articolo in questione è visibile al seguente link.

Devo osservare che contrariamente a quanto sostenuto nella lettera, l’articolo non è né enfatico, né malizioso e riporta tutti dati veri. Prendo atto che la sentenza è stata appellata, ma è vero che in primo grado vi è stata la condanna per danno erariale, seppure non definitiva.

Bastardo Senza Gloria


Spett.le Bastardo senza gloria
c.a. sig. Carlo Regina

in data 4 luglio 2016, è stato pubblicato, sul sito bastardosenzagloria.com, un articolo dal titolo “Aldo Berlinguer una storia tutta senese”, a firma anonima (http://www.bastardosenzagloria.com/noteredazionali/aldo-berlinguer-una-storia-tutta-senese/) .
L’articolo riferisce di una condanna, emessa dalla Corte dei Conti della Toscana a carico del sottoscritto in data 29.06.2016, per restituzione di somme asseritamente corrispondenti a danno erariale.
La notizia è stata riportata in termini enfatici e corredata di ulteriori informazioni, in larga parte inesatte e fuorvianti, con l’effetto di costruire nella percezione del lettore un’immagine deteriore del sottoscritto, il quale, in quanto discendente da una famiglia nota in Italia, avrebbe beneficiato di prebende e privilegi vari giungendo infine ad ordire una truffa ai danni dello Stato.
Ora, atteso che la notizia è stata data e largamente commentata ormai oltre due mesi orsono; che essa non è da ritenersi di pubblico interesse, non rivestendo il sottoscritto alcun incarico amministrativo o politico di sorta; che la decisione della Corte dei conti della Toscana non è definitiva, essendo stato inoltrato ricorso in appello presso la Corte dei Conti, Sezione centrale, in data 12.8.2016. E che sono stati rinviati a giudizio per calunnia, nanti il Tribunale di Cagliari (n. 3468/2011), i soggetti, da me subito denunciati, che hanno formulato le dichiarazioni sulla base delle quali è stata assunta la sentenza in oggetto.
Atteso altresì che l’articolo in parola, assieme ad altri ben visibili sol che si digiti il nome Aldo Berlinguer su alcuno dei motori di ricerca (Google, Yahoo..ecc), contribuisce a ledere significativamente la mia reputazione, apparendo il sottoscritto come un ineffabile truffatore pur in assenza di alcun procedimento penale in corso e di alcuna decisione definitiva in sede contabile. Questo, in particolare, agli occhi dei clienti dello Studio legale del sottoscritto, il quale esercita la professione forense. Ed anche agli occhi degli studenti dell’Università di Cagliari, ove il sottoscritto è docente ordinario di diritto comparato, con ciò determinandosi quindi anche un’ulteriore, ingiusta lesione dell’immagine di quest’Ultimo Ateneo, specie con l’approssimarsi dell’inizio delle lezioni e della scelta dei corsi da parte degli studenti.
Atteso infine che, nelle more della decisione in grado di appello, e per i tempi notoriamente non rapidi del sistema giudiziario, il sottoscritto rischia di vedersi “etichettato”, per anni, nei termini di cui sopra, dovendo quindi subire una sanzione accessoria, non prevista dalla legge, di carattere reputazionale e quindi di per sé non facilmente reversibile; il sottoscritto
CHIEDE
Alle SSVV di provvedere entro 5 giorni da oggi alla rimozione dell’articolo in oggetto (o del nome del sottoscritto) dal sito web sopra indicato e da ogni altro sotto il Vostro controllo, con cancellazione dei relativi tags che rendano tale articolo riconducibile al sottoscritto e
DIFFIDA
espressamente le SSVV dal procrastinare la diffusione di simili notizie riguardanti il sottoscritto.
In difetto, il sottoscritto si riserva di agire in tutte le competenti sedi giudiziarie per il risarcimento di ogni danno patito e patendo.
Distinti saluti
Prof. Avv. Aldo Berlinguer

SCUSATE UNA DOMANDA: MA ALESSANDRO FABBRINI, IL PLURINOMINATO, SI E’ DIMESSO DA QUALCHE INCARICO?

fabbrini bezzini

Ci risiamo: tanto per cambiare, gli uomini del cerchio magico (ora va tanto di moda a Siena) “piddino” dichiarano a spron battuto una cosa e poi niente, nessuna azione segue alle loro intenzioni, che di fatto rimangono tali. Potremmo fare tantissimi esempi, ma per non tediare i lettori, torneremo sugli argomenti via via trattati su questo blog. Alessandro Fabbrini, l’uomo di punta di una certa corrente piddina, al centro del triangolo magico insieme alla segretaria Micheli e al vice sindaco Mancuso, dopo aver dichiarato in virtù della sua ultima nomina a presidente di Sienambiente,  che avrebbe abbandonato uno degli altri incarichi che ricopre (deputato amministratore della Fondazione Mps,  presidente di Apea, direttore delle Terme Antica Querciolaia e Petriolo, vice presidente di Fises), non ha ancora lasciato un bel niente e sta lì tranquillo a ricoprire tutte le poltrone dove è stato nominato. Ottimo, niente di nuovo, anzi ci saremmo meravigliati del contrario, ma la cosa che ancora non torna è dove sono tutti quelli che anche all’interno  del Pd dicono di opporsi a queste situazioni e poi si defilano in attesa dei soliti eventi. Anche qui la domanda è: un deputato della Fondazione Mps è corretto che ricopra tutti questi incarichi? Secondo noi no, visto che avvengono per nomina politica e visto che con questi metodi si innescano inevitabilmente delle incompatibilità, soprattutto se si è membri di una Fondazione bancaria che ha rapporti diretti e indiretti con queste parti di territorio. Vogliamo parlare di tuti i finanziamenti erogati dalla Fondazione alle Terme dove il Fabbrini è direttore e la Micheli, segretario del Pd, è presidente? Giusto per fare un esempio. Uno dei tanti possibili. Ma a Siena cosa pensate di cambiare andando avanti in questa maniera? Ma di cosa stiamo parlando? Per piacere, ci rivolgiamo ai soliti indignati e oppositori “del giorno dopo”, almeno state zitti e non cercate di impadronirvi di lotte e di posizioni che non vi competono. Siete opposizione sistemica, niente più, niente di nuovo.

D’IVANO LETTO – MATRIMONIO ALL’ITALIANA*

divano letto

Cittadini! Si avvicina il matrimonio dell’anno (se la storia si potesse tradurre in una rappresentazione da commedia, si potrebbe dire che i protagonisti siano la sposa, i mariti ed i mezzani). Infatti, il 24 dicembre, con rito “religioso” (preceduto il giorno prima da un ricevimento aperto a tutti), si uniranno due tra i più importanti concittadini. La sposa impalmerà lo sposo con una cerimonia indimenticabile (il coro si sta preparando, i suonatori ci sono già da tempo).

Non si tratta di una novità per la signora: essendo “mondana”, essa dispone già di altri due mariti, che saranno entrambi presenti all’imminente “sacro” rito, officiato peraltro da uno dei due. Non si può inoltre escludere che, in futuro, i mariti ufficializzino una ulteriore unione, questa volta con rito “civile”.

I mezzani che hanno combinato l’unione garantiscono anche per la dote della sposa. Essendo lo sposo un nobile decaduto, attualmente a corto di liquidità, i mezzani hanno aperto il cordone della borsa della sposa, che così provvederà al sostentamento della nuova famiglia, come già succede con gli altri sposi. Purtroppo, almeno per ora, l’unione sarà a tempo determinato (tre anni) e, per evitare tradimenti dello sposo (la sposa, invece, sarà libera di unirsi con ogni soggetto gradito ai mezzani di cui sopra), la dote sarà corrisposta ratealmente. Se tutto andrà bene allora si continuerà, altrimenti ognun per sé (decideranno, come solito, i mezzani).

Può sembrare una narrazione oscura, ma non per tutti (a cominciare dai protagonisti).

*Presto, grazie  agli sviluppi prossimi della vicenda, vi sveleremo i nomi dei protagonisti di questo “matrimonio d’interesse” ed alcuni importanti  particolari.

 

 

MPS: TRA MASSONERIA A OROLOGERIA E LE FUGHE DALLE RESPONSALITA’

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Professionisti del depistaggio mediatico, insieme ai  diversi responsabili attivi e ai protagonisti nelle vicende MPS “impegnati nella fuga dalle proprie responsabilità”, stanno utilizzando il parafulmine di turno, per allontanare le responsabilità dalla politica (PD, verdiniani e finti oppositori locali), e dai banchieri che si sono succeduti ai vertici di Banca MPS. Nei giorni precedenti hanno dirottato l’attenzione sul protagonismo delle banche d’affari, inventandosi un fantomatico complotto ai danni di MPS. Oggi, invece, spunta la “massoneria a orologeria”, con Alessandro Profumo, ex presidente della Banca, nei panni  del protagonista che “rivela” il ruolo della massoneria nelle vicende di Banca MPS. Le dichiarazioni virgolettate, attribuite a Profumo,  sono state pubblicate in un articolo sul Fatto Quotidiano, con il titolo enfatizzante “La rivelazione di Profumo: ”Ho trovato i massoni in MPS”. Nel corpo dell’articolo, Profumo afferma: “Anche la massoneria ha distrutto il Monte dei Paschi”. Poi l’articolo,  citiamo testualmente, continua cosi: “Per spolpare la banca, secondo l’analisi di Profumo, i vertici hanno condotto una gestione dissennata, fra dirigenti che aiutavano i soliti amici e dirigenti incapaci promossi per affiliazione. Il Monte dei Paschi ha elargito quantità enormi di prestiti a grandi gruppi e piccole imprese locali senza adeguate garanzie: errori marchiani (o intenzionali) che si scontano ancora adesso. Quel denaro è una parte dei crediti inesigibili che gravano sul futuro di Mps, una voragine che in questi giorni costringe la banca a tentare un’iniezione di capitale di cinque miliardi di euro. In accordo con l’ad Viola e sostenuto dai consiglieri, Profumo ha rimosso la prima linea di comando che ha imperversato in epoca Mussari. UN COLPO di rottura, ha spiegato Profumo, non è sufficiente. Le camarille che hanno debilitato Mps non s’arrendono: occorre prevenire, perché curare non basta”.
ceccuzzi profumo
Ora facciamo le nostre considerazioni. O al Fatto Quotidiano hanno perso la memoria giornalistica, oppure hanno una nuova linea editoriale filo-profumiana e sensibile per non urtare il PD senese e toscano. Altrimenti non riusciamo a capire come mai non ricordano (leggasi i verbali degli interrogatori dei politici senesi) che Profumo arriva alla presidenza della banca con la volontà e il sostegno della stessa classe dirigente piddina che aveva nominato Mussari. Non a caso, il “rivelatore” Profumo, era in ottimi rapporti con Mussari (vedi anche le foto alle partite della Mens Sana e la difesa da parte di Profumo nei confronti di Mussari quando quest’ultimo era all’Abi) e con l’ex sindaco di Siena Franco Ceccuzzi. Poi c’è da osservare, che Profumo non ha mai rimosso nessuno dalla prima linea di comando dirigenziale di Mps e infatti lo storico segretario del cda mussariano Valentino Fanti, è sempre in prima linea, per non parlare di altri dirigenti, rimasti fino alla pensione, e di altri ancora sempre con ruolo in banca. Ma di cosa state parlando?
barzanti cenni bisi
Veniamo alla “massoneria a orologeria”. E’ un fatto storico, ben documentato, che a Siena un massone dichiarato come Bisi Stefano, ex caporedattore del Corriere di Siena, indagato nelle vicende della Mens Sana basket e attuale Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, è sempre stato un sostenitore accanito del groviglio armonioso e della classe politica e bancaria senese. Cosi come, l’ex presidente dell’aeroporto  di Ampugnano, Viani Enzo, anch’esso massone della stessa obbedienza di Bisi. Avete mai letto dichiarazioni di Profumo contro la massoneria, quando lo stesso era presidente della Banca? No, e non solo: nel 2012 Profumo disse che a Siena non aveva mai incontrato la massoneria. Del resto, salvo pochi casi, nessuno si era scandalizzato per le vicende dell’aeroporto  di Ampugnano o della Mens Sana. Con questo, a nessuno è mai venuto in mente di dire che tutta la massoneria era coinvolta nelle vicende di Banca MPS. E a tal proposito, ci sarebbe da capire, che cosa intendono per “massoneria” i giornalisti e lo stesso Profumo. Hanno dei riferimenti precisi, dei fatti e delle notizie sfuggite, oltre a quelle elencate in precedenza? Perché parlare di massoneria in forma generica rischia di creare confusione e di colpevolizzare intere “obbedienze regolari” e tanti massoni a casaccio. Su una fatto storico siamo sicuri, senza rischio di smentite: il PD e la corrente verdiniana del centrodestra, hanno la responsabilità politica del disastro MPS e diversi uomini del PD, alcuni ancora in piena attività politica e amministrativa, hanno avuto ruoli apicali in Banca e Fondazione MPS.
rossi mussari
E le gestioni della Banca, i partiti, le discutevano e decidevano nelle sedi di partito. E anche alcuni dirigenti del sindacato bancario hanno sostenuto e partecipato alla gestione Mussari-Vigni. La responsabilità morale del disastro MPS è tutta riconducibile alla politica (PD renziano e non, compreso Rossi Enrico, più i verdiniani) e agli intrecci personali all’interno del groviglio armonioso. Consideriamo che  molte carriere personali, sono state portate avanti sfruttando il peso della Banca, prima che esplodesse il caso giudiziario e gestionale. Se Profumo o altri soggetti, sono in possesso di informazioni concrete per “ricondurre” ad organizzazioni “massoniche” il disastro di Banca MPS, invece di proclami generici e improvvisati sui giornali, perché non si recano a denunciarli in procura?